Evaluation of the European Social Fund’s support to gender equality

La valutazione del sostegno del Fondo sociale europeo alla parità di genere
Autori: GHK Consulting Ltd e Fondazione Giacomo Brodolini
Categoria: Società
Area geografica: Membri UE27
Parole chiave: FSE , Uguaglianza di genere
Data di pubblicazione: 01/2011
Persistono differenze significative nell’uguaglianza di genere tra i Paesi dell’UE e in nessun caso la piena parità può dichiararsi raggiunta, nonostante tutti gli Stati membri abbiano incluso il tema dell’uguaglianza di genere all’interno dei loro programmi operativi del FSE (ciclo 2007-2013). (...)

Persistono differenze significative nell’uguaglianza di genere tra i Paesi dell’UE e in nessun caso la piena parità può dichiararsi raggiunta, nonostante tutti gli Stati membri abbiano incluso il tema dell’uguaglianza di genere all’interno dei loro programmi operativi del FSE (ciclo 2007-2013)

L’importanza attribuita all’obiettivo di gender equality differisce a livello nazionale sia per la sensibilità politica e culturale, sia per i vincoli di bilancio interni. Nel complesso le risorse destinate dai Paesi membri agli aspetti di genere varia in un intervallo compreso tra 0 e 18 per cento delle risorse messe a disposizione dal FSE. Occorre, inoltre, considerare che l’importo totale dei finanziamenti del FSE programmati per l’uguaglianza di genere è diminuito di oltre un miliardo di euro tra il precedente ciclo FSE (2000-2006) e quello attuale (2007-2013).

Nonostante la riduzione delle risorse, l’obiettivo principale perseguito dalla maggior parte dei Paesi resta l’aumento della partecipazione delle donne nel mercato del lavoro. Per riuscirci numerosi Paesi hanno introdotto misure di conciliazione tra lavoro e vita familiare. Altri Paesi sono stati invece indotti dalla crisi economica a dirottare risorse inizialmente stanziate per azioni di genere verso interventi destinati al reinserimento del crescente numero di disoccupati.

In sintesi, gli interventi del FSE hanno svolto un ruolo determinante per sviluppare la sensibilità verso gli aspetti di genere. Successivamente, però, molti Paesi non hanno dato seguito agli interventi, investendo proprie risorse. L’analisi conferma, da un lato, la capacità del FSE di continuare a produrre valore aggiunto e, dall’altro, constata alcuni passi indietro. E’ questo il caso dei Paesi che continuano ad orientare le azioni verso il lato dell’offerta e di quelli che sono ricorsi al FSE per finanziare strategie già economicamente sostenute a livello nazionale e/o regionale, anziché affidargli un valore complementare. Questi sono fattori critici a tal punto da minare la potenziale spinta innovativa che il FSE potrebbe contribuire ad innescare.

16/03/2012