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La violenza contro le donne e il ruolo dell’uguaglianza di genere, dell’inclusione sociale e delle strategie sanitarie

Data pubblicazione: 09/2010
Violence against women and the role of gender equality, social inclusion and health strategiesLa violenza contro le donne e il ruolo dell’uguaglianza di genere, dell’inclusione sociale e delle strategie sanitarie
Autori: Chiara Crepaldi, Manuela Samek Lodovici, Marcella Corsi. Con la collaborazione di Sandra Naaf
Committente: Commissione Europea, Direzione generale occupazione, affari sociali e pari opportunità
Area geografica: Membri UE27, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia, Croazia, Macedonia
Abstract: 

Nell’ambito dei diritti umani la violenza contro le donne è la violazione più diffusa. Non conosce confini geografici, limiti di età, livelli sociali, differenze culturali e razziali. Le implicazioni si ripercuotono, oltreché sull’uguaglianza di genere, sull’inclusione sociale e sulla salute. (...)

Nell’ambito dei diritti umani la violenza contro le donne è la violazione più diffusa. Non conosce confini geografici, limiti di età, livelli sociali, differenze culturali e razziali. Le implicazioni si ripercuotono, oltreché sull’uguaglianza di genere, sull’inclusione sociale e sulla salute. Per fronteggiare tali esternalità negative nei Paesi europei l’impegno politico è aumentato negli ultimi dieci anni, grazie alle istituzioni internazionali e alle ONG.

Persistono, tuttavia, alcuni punti di debolezza nel modo in cui la violenza contro le donne è presentata nel dibattito sociale e politico:

  • la frammentazione degli interventi e limitatezza dei fondi;
  • l’assenza di formazione sistematica dei prestatori di servizi;
  • la scarsa attenzione alla violenza psicologica e quella collegata alle attività professionali;
  • la mancanza di dati comparabili e affidabili, oltre alla carenza di attività di monitoraggio e valutazione dell’impatto delle misure adottate.

Per superare questi ostacoli occorre innanzitutto attuare risposte politiche integrate e multilivello, combinando cioè differenti misure (giuridiche, economiche, sociali e culturali) a diversi livelli. A loro volta programmi integrati richiedono una buona governance e capacità di coordinamento in grado di mobilitare risorse locali e coinvolgere una vasta gamma di attori, al fine di generare innovazioni politiche e cambiamenti negli atteggiamenti sociali. Anche se il targeting delle donne beneficiarie in alcuni casi è difficile da realizzare, vista la complessa raggiungibilità di alcuni gruppi come i componenti di minoranze etniche, le donne migranti, gli anziani, i disabili e gli adolescenti, costituisce comunque un’altra condizione necessaria per introdurre misure efficaci. Ciò implica una buona conoscenza delle esigenze specifiche e la capacità di trovare soluzioni adeguate.

In tal senso le istituzioni internazionali, e soprattutto l’UE, hanno avuto, e probabilmente continueranno ad avere, un ruolo di primo piano nel sostenere azioni di sensibilizzazione e interventi per combattere la violenza contro le donne. E’ altresì importante che le istituzioni europee promuovano un approccio globale nella prevenzione e nella lotta alla violenza contro le donne. 
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