Strumenti per la parità di genere in Europa
Il rapporto Institutional Mechanisms for Gender Equality in the EU: Present realities, future priorities, pubblicato dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality, EIGE), si concentra sugli strumenti istituzionali a sostegno dell’uguaglianza di genere e l’integrazione della dimensione di genere (gender mainstreaming) nei 27 stati membri dell’Unione europea. Il rapporto si basa sui dati raccolti nel 2024, e analizza i cambiamenti avvenuti a partire dal 2021, monitorando i progressi degli strumenti istituzionali e proponendo raccomandazioni operative per rafforzarli.
Gli strumenti istituzionali a sostegno dell’uguaglianza di genere e del gender mainstreaming sono organismi e processi che hanno lo scopo di promuovere, sostenere e difendere la parità di genere, integrando sistematicamente la prospettiva di genere in tutte le aree delle politiche pubbliche.
L’Istituto europeo per l'uguaglianza di genere si occupa di raccogliere dati per monitorare i progressi, individuare lacune e fornire raccomandazioni utili a rafforzare questi strumenti, attraverso un sistema di monitoraggio strutturato sulla base di quattro indicatori: impegno per l’uguaglianza di genere; risorse umane dedicate agli organismi per l’uguaglianza di genere; gender mainstreaming; produzione e diffusione di statistiche di genere.
Il rapporto evidenzia come i paesi dotati di meccanismi istituzionali più solidi ottengano risultati migliori dal punto di vista della parità di genere – come confermano le performance più elevate registrate nell’Indice sull’uguaglianza di genere dell’EIGE, in termini di risultati concreti come risorse finanziarie, rappresentanza politica ed equilibrio tra vita privata e professionale.
I dati di EIGE mostrano che la solidità dei meccanismi istituzionali varia notevolmente fra i diversi stati membri dell’UE. La Spagna, ad esempio, ha un punteggio dell’86% nella misura composita dell’EIGE sulla solidità istituzionale, mentre oltre la metà degli stati dell'Ue si colloca sotto il 50%.
La pubblicazione mette in luce la disomogeneità nelle strategie nazionali e nei meccanismi di rendicontazione: solo un numero ristretto di stati membri dispone di piani d’azione solidi, con obiettivi chiari, quantificati e oggetto di monitoraggio costante, generando discrepanze tra gli obiettivi dichiarati in materia di uguaglianza di genere e la loro effettiva realizzazione.
Nel rapporto vengono fornite raccomandazioni rivolte sia alle istituzioni e agli organismi dell’Ue che agli stati membri, che comprendono: stabilire come priorità nella nuova Strategia per l’uguaglianza di Genere la necessità di avere strumenti istituzionali solidi e un uso efficace del gender mainstreaming; destinare una quota specifica del prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue a interventi e attività per la parità di genere e il gender mainstreaming; aumentare le risorse destinate agli organismi per la parità di genere; valutare l’avvio di un processo legislativo per una direttiva Ue sulla parità di genere sostanziale; garantire finanziamenti sostenibili e pluriennali per le organizzazioni della società civile; promuovere l’inclusione, assicurandosi che le reti territoriali della società civile, delle comunità rurali e di altri gruppi sottorappresentati siano parte attiva nella definizione delle politiche.