Violenza di genere e migrazioni

Data pubblicazione
Autori
Aa.Vv.
Committente
Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)

 

Il policy brief Addressing gender-based violence in migration: How to strengthen national action plans on Women, Peace and Security across the EU dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (Eige) evidenzia la necessità di rafforzare le azioni dell'Unione europea per contrastare la violenza di genere che colpisce donne e ragazze durante le migrazioni.

Nonostante i progressi compiuti dall'Ue nella lotta contro la violenza di genere, nelle politiche adottate persistono lacune che fanno sì che le donne e le ragazze migranti, richiedenti asilo e rifugiate non dispongano di protezione e sostegno adeguati. Come ricorda il rapporto, le migrazioni hanno un impatto diverso su uomini e donne. Queste ultime sono infatti maggiormente esposte a situazioni di vulnerabilità e al rischio della violenza di genere, compresi gli abusi sessuali e lo sfruttamento, durante tutto il percorso della migrazione – dai paesi di origine, nei luoghi di transito e nei paesi di destinazione. 

Affrontare la violenza di genere (in inglese gender-based violence, abbreviato in Gbv) correlata alle migrazioni nell'Ue è pertanto sempre più urgente, soprattutto alla luce delle intense ondate migratorie degli ultimi anni e di un panorama della sicurezza in continua evoluzione. 

Esaminando i piani d'azione nazionali (Pan) basati sull'agenda internazionale Donne, Pace e Sicurezza (in inglese, Women, Peace and Security, abbreviato in Wps) di sette stati membri dell'Ue (Belgio, Germania, Spagna, Francia, Croazia, Malta e Finlandia), il rapporto ha rilevato che, pur riconoscendo l'intersezione tra violenza di genere e migrazioni, questi strumenti spesso non dispongono di risorse umane e finanziarie sufficienti per essere pienamente efficaci. Inoltre, mancano meccanismi di coordinamento, monitoraggio e valutazione adeguati.

Secondo l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, è quindi necessario rafforzare i piani d'azione nazionali, garantendo così la piena attuazione dell'agenda Donne, Pace e Sicurezza. In particolare, per rispondere alle esigenze e proteggere le donne e le ragazze migranti, l'Unione europea dovrebbe potenziare il ruolo degli organismi per la parità di genere nei processi di gestione delle crisi e istituzionalizzare l'impegno della società civile, insieme alle organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti delle donne e nel supporto alle donne e alle ragazze che subiscono violenza. Secondo Eige, è inoltre fondamentale coinvolgere e collaborare con chi subisce violenza in ogni fase dei piani nazionali, dalla definizione all'attuazione.

Leggi il rapporto