Il sesso del terrore, e altro. L'11/09 letto da donne
04/09/2011
La macabra ripetizione degli aerei si schiantano una e un'altra volta entrando nel corpo delle torri torna in questi giorni per il decennale dell'11 settembre. E' sulle immagini che punta il lavoro di Susan Sontag, che riflette sulla rappresentazione mediatica della guerra e il suo impatto etico, politico ed emotivo nel suo Davanti al dolore degli altri.
Anche Susan Faludi autrice della famosa teoria del backlash ne Il sesso del terrore muove la sua analisi dell'11/9 a partire dalla rappresentazione mediatica ma per proporci un'analisi di genere - documentatissima - di come i media e il discorso pubblico abbiano avuto una svolta conservatrice nella rappresentazione delle donne. Dalla presentazione del libro: "Già la mattina dell’attacco, un giornalista al telefono le disse: «Tutto questo cancellerà il femminismo dalla faccia della Terra!». L’autrice dimostra come i media abbiano sfruttato la tragedia per restaurare categorie che si speravano sepolte da anni, quelle incarnate dal mito dell’uomo forte e guerriero e dal suo corrispettivo: la donna debole, indifesa, sottomessa."
Judith Butler scrive all'indomani del 9/11 un libro dal titolo "Vite precarie" mosso dall'indignazione per la risposta politica e mediatica statunitense. Il libro indaga "il rapporto fra violenza e ethos collettivo, la dimensione sociale del legame e della perdita, la possibilità filosofica – e la necessità politica - di superare una ormai obsoleta (e fallocentrica) nozione dell’umano strutturato a partire da un sé autocreato, autofondato, sovrano sui propri bisogni e sul modo di soddisfarli, indipendente dai legami, immune alle relazioni." (cit)
Infine, una bellissima e struggente poesia-canzone della cantautrice Ani di Franco pubblicata in italiano con titolo Self Evident da Minimum Fax che, a questo link, potete ascoltare letta da Lella Costa oppure guardare qui il video della canzone.
Libri per ricordare, riflettere e trovare prospettive per leggere il mondo attraverso lo sguardo di donne e femministe e provare ad ascoltare cosa hanno da dire sulla guerra, il dolore e il mondo.





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segnalazione
Da leggere sull'11/09 il racconto di Giuliana Bruno (Harvard University, Dept. Visual Studies) pubblicato dalla rivista femminista DWF (donnawomanfemme), nell'ultimo numero del 2001.
DWF, Frammenti di città, 2001, n. 4, pp. 57-100
Giuliana Bruno vive a New York e che scrive a proposito della sua esperienza della città dopo gli eventi traumatici dell'11 settembre 2001. Adottando una prospettiva microstorica, soggettiva, nei confronti di questo evento super spettacolarizzato, Bruno racconta questa città in una lettera aperta in forma di diario il paesaggio del centro di Manhattan dopo l'evento. Osservando i segni tangibili del dolore ad ogni angolo della strada, questa mappatura affettiva di un trauma metropolitano traccia una topografia emotiva, nella quale lo stesso scritto diventa una forma di memoriale.