Ricerchepay gap, disuguaglianze, retribuzioni, lavoro domestico, Europa

Il gap retributivo di genere nell’UE

Data pubblicazione: 02/2010
The gender pay gap in the EU – What policy responces? Schede primarie
Autori: Mark Smith
Committente: Commissione Europea, Direzione generale occupazione, affari sociali e pari opportunità
Area geografica: Membri UE27
Abstract: 

Il divario retributivo di genere persiste in tutti i Paesi dell’UE, acuendo le disuguaglianze tra donne e uomini osservabili sul mercato del lavoro, nonostante più di trenta anni di legislazione sulla parità retributiva.(...)

Il divario retributivo di genere persiste in tutti i Paesi dell’UE, acuendo le disuguaglianze tra donne e uomini osservabili sul mercato del lavoro, nonostante più di trenta anni di legislazione sulla parità retributiva.



Rispetto agli uomini, le donne in Europa, in media, guadagnano circa il 18% in meno (per ora lavorata). Questa disparità si ripercuote, oltreché sulla carriera retributiva, su quella pensionistica. Il divario retributivo di genere permane a causa delle discriminazioni dirette e/o indirette e delle modalità che caratterizzano la partecipazione al mercato del lavoro da parte di uomini e donne. Assumono, così, un significato rilevante la disuguaglianza di genere in differenti ambiti del mercato del lavoro, la disug. verticale nelle posizioni organizzative, la divisione disuguale del lavoro domestico e la concentrazione femminile in lavori “non standard”.
Questi fattori mettono in luce la multidimensionalità delle cause che alimentano il divario retributivo di genere. Ecco perchè diviene necessario adottare un approccio multidimensionale per affrontare efficacemente tali disuguaglianze. Ciò, peraltro, consentirebbe anche di accrescere il contributo delle donne al mercato del lavoro europeo.
La necessità di un approccio multilivello, da un lato, offre l’opportunità per l’innovazione e la condivisione di buone pratiche a livello nazionale e, dall’altro, richiede una forte leadership europea nelle politiche di coordinamento e promozione di buone pratiche, in combinazione con l’impegno attivo delle parti sociali e delle organizzazioni non governative.

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