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TEMVI: minori e vittime di tratta tra vulnerabilità e illegalità

Data pubblicazione: 12/2016
Autori: Paola Degani, Claudia Pividori
Committente: Commissione Europea

Il rapporto TEMVI: minori e vittime di tratta tra vulnerabilità e illegalità finanziato dal programma dell'Ue per la prevenzione e lotta contro la criminalità ha investigato il fenomeno della tratta a scopo di sfruttamento nelle economie illegali e monitorato il sistema degli interventi adottati in diversi paesi europei. A seguito dell’entrata nell’Unione europea di paesi quali Romania, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e di recente Croazia si è registrato nei paesi di vecchia appartenenza comunitaria, e in particolare in alcuni di essi, tra i quali Italia e Francia, un aumento dei flussi migratori provenienti da tali aree, ai quali si è accompagnato un incremento delle nuove vulnerabilità coinvolte nel fenomeno delle gravi forme di sfruttamento e di tratta nel contesto dell’attività criminali forzate illegali.

Le persone intercettate nelle attività criminali forzate sono infatti tutte segnate da situazioni di vulnerabilità individuale ascrivibili ad appartenenze familiari o comunitarie ove è evidente la mancanza di attenzione sul piano dell’intervento sociale a riguardo complessivamente dei livelli e della qualità delle condizioni di riproduzione in cui versano questi gruppi, rientranti a tutti gli effetti tra quelli che la Commissione europea in un recente studio sulla tratta ha definito “a rischio di tratta”. In altre parole, parliamo di persone che spesso presentano forme di disagio complesse segnate, oltre che dalla povertà economica da sempre associata a queste situazioni, anche sempre più estesamente da livelli di deprivazione culturale importanti e frequentemente dalla presenza di problemi di salute psichica.

Sono queste situazioni, in cui la possibilità di recuperare o meno risposte adeguate ai bisogni che le persone in condizioni di grave marginalità esprimono relativamente all’accesso a servizi in grado di offrire loro un aiuto concreto anche in termini di empowerment e non solo di assistenza, che possono essere assolutamente dirimenti – o comunque di estrema importanza – rispetto all’accentuare fenomeni discriminatori, così come violenze e abusi di varia natura, testimoniati soprattutto dai soggetti istituzionalizzati e dalle minori vittime di tratta.

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