Ricerchelavoro, cura

Un indicatore di uguaglianza di genere per l’UE

Data pubblicazione: 03/2009
A gender equality index for the EU
Autori: Mark Smith, Janneke Plantenga, Francesca Bettio, Colette Fagan e Chantal Remery
Committente: Commissione Europea, Direzione generale occupazione, affari sociali e pari opportunità
Area geografica: Membri UE27
Abstract: 

Per analizzare l’uguaglianza di genere, che assume aspetti multidimensionali, sono necessari un insieme di indicatori. La precondizione per lo sviluppo di un indice di parità di genere (che è qui riferita ad una equa condivisione del lavoro retribuito, del potere decisionale, della conoscenza e del tempo) è la definizione di uguaglianza. (...)

Per analizzare l’uguaglianza di genere, che assume aspetti multidimensionali, sono necessari un insieme di indicatori. La precondizione per lo sviluppo di un indice di parità di genere (che è qui riferita ad una equa condivisione del lavoro retribuito, del potere decisionale, della conoscenza e del tempo) è la definizione di uguaglianza.
Plantenga et al. (2003) considerano nel concetto di uguaglianza i divari di genere positivi e negativi. Questo approccio ha il vantaggio che nessun comportamento, maschile o femminile, è considerato preferibile all’altro e sottolinea come una società fondata sulle pari opportunità richieda alcuni cambiamenti da parte di ciascuno. Tuttavia, l’evidenza empirica (indice EUGEI, European Union Gender Equality Index) mostra una rilevante e persistente disparità di genere nell’ambito dei Paesi dell’UE. Il punteggio massimo nel 2006 non supera il livello di 0,69 (il limite superiore previsto è pari a 1,00) e diciassette Paesi sono al di sotto di 0,60.
 
Recentemente altri indici sulla parità di genere sono stati sviluppati, tra i quali il Gender Gap Index (GGI, World Economic Forum 2005), il Gender Equity Index (GEI, Social Watch 2004), il Gender Development Index (GDI) e il Gender Empowerment Measure (GEM) introdotti nel 1995 da un’agenzia delle Nazioni Unite (UNDP). Tutti questi indicatori sono sufficientemente rappresentativi della realtà se sono costantemente aggiornati, così come le innovazioni metodologiche possono contribuire a migliorare la “significatività statistica” degli indicatori stessi.
In tal senso è auspicabile introdurre nell’indice composto che si tiene in considerazione variabili connesse alla qualità del lavoro. In tal modo un indice di parità di genere potrebbe contribuire ad incoraggiare gli Stati membri a prestare maggiore attenzione alla disuguaglianza di genere. Il che è, a sua volta, determinante per l’ideazione di un indicatore sulla parità di genere ancor più fattibile e soprattutto affidabile dal punto di vista statistico. Per costruire una serie storica diviene poi necessario monitorare nel tempo, attraverso gli indicatori, gli esiti delle politiche di genere.