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Facciamo così. Alcune idee
per spedire le donne al comando

Come realizzare la leadership al femminile? Oltre alla teoria servono piani di intervento concreti, idee su come colmare il vuoto di donne nei posti di comando. Ecco una serie di idee e spunti: sono i progetti sviluppati come lavoro finale all’interno della seconda edizione del master in Gender Equality e Diversity Management

È tempo di parlare di donne al potere, della loro presenza nei luoghi decisionali e in particolare nei consigli di amministrazione delle imprese. Se ne può parlare dal punto di vista delle statistiche e dei cambiamenti demografici, o delle politiche, a partire dalla legge sulle quote di genere. E ancora si può affrontare il tema della leadership femminile a partire dalle teorie dell’organizzazione (diversity managment in primo luogo), della selezione e formazione del personale. Oltre alle analisi, però, servono i piani di azioni per dare concretezza a una nuova prospettiva di partecipazione femminile. Sì, ma da dove cominciare? Vi proponiamo una rassegna di buone idee, ipotesi progettuali sviluppate come lavoro finale all’interno della seconda edizione del master in Gender Equality e Diversity Management, dove in effetti tutti questi aspetti sulla leadership al femminile sono stati analizzati. Il project work finale del master prevedeva di elaborare dei progetti e proporre possibili azioni di intervento a partire da un’ipotesi di bando che aveva come obiettivo generale quello di colmare il gap di presenze femminili nei vertici delle piccole e medie imprese. Pur partendo dalla stessa traccia, ciascuna delle corsiste ha proposto un’idea in linea con la propria prospettiva e la propria esperienza precedente: dalla ricerca-azione al mentoring, dalle visite studio ai premi per le buone prassi. Ne è uscito un ventaglio di proposte interessanti, pronte per essere messe in pratica in collaborazione con chi fosse interessato a sperimentarle. Eccole.

Conciliazione. Federica Dolente, ricercatrice nel campo delle politiche sociali, ha proposto un’indagine conoscitiva per individuare i bisogni di conciliazione espressi dalle lavoratrici e dai lavoratori all’interno delle organizzazioni private e degli enti pubblici partner del progetto ed intraprendere misure sperimentali di intervento finalizzate alla conciliazione.

Leadership nelle Pmi. Di altra natura la ricerca-azione proposta da Vera Guida, presidente del centro antiviolenza Lilith e della cooperativa femminile Settencoop. Guida ha elaborato un progetto dal titolo “Sudingenere” finalizzato all’individuazione di un possibile modello integrato di rete territoriale per favorire i percorsi di carriera femminile, con focus sulle posizioni apicali all’interno delle Pmi campane. La metodologia innovativa dello Sroi (Social Return of Investment) e la forte rete inter-istituzionale tra Pmi, associazioni di settore, camere di commercio ed enti pubblici consente la misurazione monetaria del ritorno sociale degli investimenti a partire da un case study di Pmi d’eccellenza a maggioranza femminile o comunque che da anni attua politiche di pari opportunità. La parte di disseminazione e comunicazione prevede, tra le altre azioni, la creazione di un’applicazione internet.

Criteri premiali negli appalti pubblici. Il progetto “GOG - Gender Oriented Guidelines” di Tiziana Zanotto, consulente, ricercatrice e designer, si prefigge di stilare alcune linee guida per la definizione di criteri premiali nell’aggiudicazione di appalti pubblici a favore di imprese orientate alla valorizzazione delle risorse femminili nelle posizioni apicali. L’elaborazione e la diffusione delle linee guida, e la conseguente sperimentazione nelle aziende partner del progetto, ha come obiettivi di promuovere l’introduzione della variabile di genere nella definizione dei criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici, la sensibilizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione sui benefici derivanti dalla valorizzazione delle competenze femminili, l’agevolazione della crescita professionale delle donne attraverso la consapevolezza delle proprie possibilità di carriera, l’aumento della la visibilità delle aziende che favoriscono la partecipazione delle donne ai livelli manageriali e la sperimentazione per loro percorsi di accompagnamento nella gestione della diversità.

Top management. Daniela Palmucci e Valentina Chizzola, rispettivamente business partner HR per l’area Roma Sud del gruppo Unicredit e referente di un progetto sul diversity management presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, si sono rivolte al top management. Il loro progetto, “Talento di donna”, si propone di fornire strumenti pratici e concreti al top management per individuare, sviluppare e sostenere le carriere femminili. Tra i risultati attesi, oltre ad una maggiore sensibilizzazione dei manager sulle potenzialità delle lavoratrici, la creazione di una pipeline per il talento femminile su cui attivare piani di sviluppo di carriera specifici rivolti al potenziamento della performance in un’ottica di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita.

Teatro dell’oppresso. Sempre rivolto ai vertici il progetto di Alessia Carnevale, neo-laureata in scienze politiche con una tesi sulle politiche pubbliche e la parità di genere in Italia. Il progetto “Donne InGiustizia” è ispirato dal celebre teatro dell’oppresso, la filosofia teatrale che unisce una serie di differenti tecniche al fine di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro che si trovano in situazioni di oppressione (nel caso del progetto il genere femminile). Una compagnia teatrale professionista prepara uno spettacolo da presentare al Cda e alle Human Resources sulle dinamiche aziendali quotidiane che ruotano attorno agli stereotipi di genere. Verrà utilizzata la tecnica delle dimensioni parallele, sul modello del film "Sliding doors": in questo modo si rappresenteranno concretamente i pro e contro di entrambe le situazioni, puntando sull'importanza della complementarità dei generi ambiti decisionali.

Stereotipi. Un approccio graduale viene proposto dal progetto “Step by Step” di Elisa Comparetti, laureata in cooperazione internazionale che ha all’attivo un’esperienza presso l’ufficio della consigliera nazionale di parità della sua regione, la Sardegna. Il progetto intende agire su tre principali livelli: lavorare sull’eliminazione degli stereotipi e dei pregiudizi che colpiscono le donne sul lavoro attraverso dei focus group, valorizzare quanto più possibile le differenze di genere, traendo il massimo del potenziale degli individui all’interno dell’azienda attraverso percorsi di coaching e mentoring e infine diffondere le buone pratiche realizzando un concorso a premi dedicato ai padri che racconteranno la loro personale esperienza di conciliazione vita lavorativa/vita personale.

Mentoring. Un’azione di mentoring è l’idea al centro del progetto di Simina Lazar e Adriana D’Alano, antropologa esperta di sviluppo urbano la prima, formatrice professionale ed economista la seconda. “Mentoring to top” si propone di creare una rete di donne in posizioni di top e middle management che si sostengono reciprocamente in un percorso di crescita professionale e personale, principalmente attraverso un processo di mentoring individuale ma anche attraverso azioni collettive che coinvolgano le imprese che partecipano al progetto e più in generale il territorio.

Consapevolezza e valore. Anche Carla Fronteddu e Mariagrazia Iaciofano hanno previsto alcune azioni di mentoring però su due target diversi. Il progetto “Top no-stop” mira a promuovere la consapevolezza del valore e dell'utilità in termini economici e d'immagine del gender balance attraverso giornate seminariali e visite all’estero per i top manager. Sono inoltre previsti workshop sulla leadership femminile dedicati alle lavoratrici, mirati a sviluppare nel personale femminile la consapevolezza del proprio valore e delle concrete opportunità di crescita professionale.

Visite studio in azienda. Infine Silvia Vaccaro, giornalista di Noidonne con esperienze nella comunicazione e nelle HR, ha elaborato una proposta dal titolo “Progetto Matrioska: donne leader, misure di conciliazione e sviluppo del business nel settore turistico alberghiero”. Alle lavoratrici coinvolte verrà data l’opportunità di prendere parte a visite studio in aziende omologhe per dimensioni e settore (turistico) italiane ed estere al fine di renderle attrici di cambiamento e portatrici di valore aggiunto in termini di sviluppo del business e della clientela della propria struttura e promotrici di azioni di conciliazione, sfruttando le esperienze delle altre aziende. A fronte di alcune proposte di innovazione del business e di alcune possibili azioni di conciliazione da adottare, il top management sceglierà le idee più interessanti e procederà ad un assessment per l’identificazione di una candidata per un posto da top manager.

Se vi interessa conoscere meglio le idee progettuali potete contattare le progettiste attraverso la redazione.