Articolobuone pratiche - famiglie - genitorialità - politiche - scuola

A Reggio Emilia o altrove,
andare all’asilo fa bene

Foto: Flickr/ Enrique Saldivar

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa prescolare sviluppata nel comune emiliano. Una ricerca conferma che frequentare nidi e asili avvantaggia i bambini

Articoli correlati

Un'indagine su 36 donne latinoamericane che vivono in Veneto e hanno sposato uomini italiani svela la relazione tra ideali amorosi e violenza nelle relazioni di intimità

C'è bisogno di introdurre un aiuto economico per le donne che decidono di uscire da una relazione violenta, una misura che ne sostenga i percorsi di autonomia e libertà

In attesa di un adeguamento che renda le istituzioni davvero capaci di fornire una via di uscita dalla violenza domestica, alcune donne si stanno autorganizzando. Vediamo come

La violenza degli uomini aumenta o diminuisce con l’emancipazione femminile? A partire da una ricerca su 42 mila donne proviamo a dare delle risposte e fare delle proposte

Cos’è il Reggio Approach

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa prescolare nata nel primo dopoguerra grazie a Loris Malaguzzi e sviluppata negli anni seguenti nelle scuole e nei nidi d’infanzia del comune di Reggio Emilia. In questo approccio, il bambino è al centro dell’esperienza educativa in quanto portatore di forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende e cresce nella relazione con gli altri. Questa filosofia pedagogica è basata su alcune colonne portanti: la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale di tutto il personale, l’importanza dell’ambiente educativo, la figura dell’atelierista (un artista che coordina tutte le attività), la cucina interna, il coordinamento pedagogico e didattico. 

Un numero crescente di scuole in Italia, Europa e in tutto il mondo vi si sono ispirate.

A partire dal 2012 un team di ricercatori dell’Università di Chicago e dell’Università di Torino, coordinato da James Heckman, ha raccolto dati e materiali su questo approccio per valutarne gli effetti, con il supporto di un finanziamento della Fondazione Jacobs. Il rapporto è in corso di stampa.

La ricerca e i risultati

Non potendo eseguire un esperimento randomizzato controllato per motivi pratici ed etici, i ricercatori hanno utilizzato tecniche statistiche quasi-sperimentali. Nel 2012-2013, attraverso un sondaggio, hanno raccolto informazioni sulle caratteristiche economiche, cognitive, socio-emotive e di salute di vari individui che risiedono in tre città dell’Italia settentrionale: Reggio Emilia, Parma e Padova. Le persone intervistate sono state campionate da cinque diverse coorti nate tra il 1954 e il 2006 (50enni, 40enni, 30enni, 18enni e bambini di 6 anni). 

Per stimare gli effetti del Reggio Approach lungo il ciclo di vita, i risultati di coloro che hanno frequentato le scuole comunali di Reggio Emilia (che seguono quel metodo) sono stati confrontati con quelli degli iscritti a scuole statali oppure religiose all’interno di Reggio Emilia, così come con quelli di individui che hanno partecipato a sistemi comunali, statali o religiosi a Parma e Padova. Per superare un potenziale problema di correlazione spuria tra la scelta del tipo di scuola e alcune caratteristiche familiari che sono legate a risultati socio-economici più favorevoli, i ricercatori hanno utilizzato modelli statistici di matching e differences-in-differences, che sfruttano specifiche ipotesi statistiche per creare vari gruppi di controllo e poter stimare gli effetti causali della partecipazione alle scuole comunali di Reggio Emilia.

L’effetto più favorevole del Reggio Approach è stato trovato confrontando gli adulti che hanno frequentato le scuole che seguono tale approccio con quelli che non hanno partecipato ad alcun programma formale di educazione prescolare. Paragonando i due gruppi, sono stati individuati effetti positivi e statisticamente significativi nell’ambito delle competenze socio-emotive, nella probabilità di conseguire un diploma di scuola superiore, di avere un lavoro, di partecipazione democratica alle elezioni, e in una minor incidenza dell’obesità. Tuttavia, non emergono effetti del Reggio Approach positivi e statisticamente significativi nelle coorti dei bambini e degli adolescenti, ad eccezione di alcuni risultati nell’ambito delle competenze socio-emotive. 

Rispetto agli individui che hanno frequentato altri sistemi prescolari a Reggio Emilia, Parma o Padova, gli effetti stimati del Reggio Approach sono quasi assenti. 

Una possibile spiegazione dei risultati è che le differenze ora esistenti tra i vari programmi non siano rilevanti per gli ambiti socio-economici che sono stati studiati. Una spiegazione alternativa, supportata da un’indagine di paragone delle pratiche amministrative e pedagogiche dei vari sistemi di istruzione prescolare in queste tre città negli ultimi cinquanta anni, è che il Reggio Approach fosse inizialmente unico nel suo genere, ma nel tempo i suoi principali aspetti amministrativi e pedagogici si siano diffusi nei diversi sistemi di infanzia del nord Italia.

È importante sottolineare alcune limitazioni dei dati e dell’approccio di ricerca. Il tasso di risposta all’indagine è stato abbastanza basso (circa il 56 per cento). A ciò si aggiunge la mancanza di dati su adulti e adolescenti che nel corso del tempo dalle tre città considerate si sono trasferiti altrove. I tassi di migrazione e di risposta al sondaggio, che sono simili in tutte e tre le città, potrebbero quindi creare una distorsione nei risultati della ricerca. Infine, il Reggio Approach conferisce grande importanza alla creatività e dà priorità d’iscrizione ai bambini con disabilità. In questa ricerca non è stato possibile esaminare adeguatamente la creatività, per mancanza di appropriate misurazioni oggettive, né determinare le differenze tra i vari programmi nell’iscrizione di bambini con disabilità. 

Per tutte queste ragioni, i risultati sull’efficacia del Reggio Approach devono essere considerati non conclusivi. Quello che emerge chiaramente dai dati è che l’accesso a una qualsiasi forma di educazione prescolare formale in Italia settentrionale è legata a risultati di lungo periodo più favorevoli per gli individui che ne usufruiscono, confermando ricerche precedenti.

Articolo pubblicato in contemporanea su lavoce.info