Rubricain poche parole

Catherine Millot. Vita con Lacan

Psicoanalista, allieva e amante di Lacan, l’autrice di questo agile e intelligente profilo condivise negli anni ’60 e ’70 insieme al grande psicoanalista molti viaggi ed esperienze di lavoro. Lo amava e ammirava soprattutto "per la sua libertà, la fantasia e l’inesauribile energia". 

Millot lo incontra a Parigi a cena con amici o in contesti professionali, e lo accompagna spesso durante le vacanze. Insieme a lui trascorre molti week-end nella casa di campagna nell’Ile de France, a Guitrancourt, che Lacan frequentò dal 1955 in poi, e dove è sepolto. Indimenticabili i frequenti viaggi di entrambi in Italia, soprattutto a Roma, una delle città preferite da Lacan. Il libro testimonia di una vita vissuta intensamente; senza farsi mancare nulla, verrebbe da dire: ristoranti e alberghi di lusso, macchine veloci, tante cene trascorse in terrazze panoramiche con gli amici italiani, ripetute visite a chiese e musei per ammirare opere predilette; periodi a studiare e scrivere utilizzando "la sua quasi ininterrotta concentrazione su un oggetto di pensiero che lui non mollava mai". Il desiderio di un figlio, che l’età avanzata di Lacan impedisce a Millot di soddisfare con lo psicoanalista, spinge l’autrice a lasciarlo: "per me fu una lacerazione, per lui un terremoto". 

Assai interessanti per i lettori italiani le pagine in cui Millot ricorda i conflitti nei rapporti tra Lacan e gli psicoanalisti del nostro paese che si definivano lacaniani all’inizio degli anni ’70 (Verdiglione e Contri, a Milano; Drazien a Roma). 

Catherine Millot, Vita con Lacan, Raffaello Cortina, 2017