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"Le donne si sono trasformate in un'arma..."
Buona lettura, con Tolstoj

A.Korin, "Illustrated collection of the works by Leo Tolstoy" , "Partnership Sytin", Moscow, Russia, 1914.

Dialogo tra due uomini sulle donne, il potere, il denaro, il lusso, la gelosia. Un assaggio, che forse farà venir voglia di leggere o rileggere "La sonata a Kreutzer". Un classico della misoginia, dal grande autore russo. Lettura consigliata, da queste parti, dove ci si occupa di donne ed economia

Lev Tolstòj scrisse “La sonata a Kreutzer” fra il 1887 e il 1890. Un classico della misoginia. Tuttavia è un racconto, o romanzo breve, di un ritmo, di una bellezza e di una suspense incomparabili. I ventotto capitoletti si concludono con un femminicidio. Il marito non può tollerare che la moglie esegua al pianoforte, con un violinista che si è intrufolato nella famiglia, il primo “presto” della celebre sonata di Beethoven. Quella musica li farà sicuramente amanti, se non è già accaduto. Quasi ogni pagina trabocca di sensualità maschile e manda anatemi alla sensualità femminileIn una piccola finestra compare anche il denaro, come demone che la serve e la accompagna. Siamo in treno. Il dialogo è fra due uomini.

 

“E dov'è mai questo straordinario potere (delle donne n.d.r)?” chiesi.

“Dov'è il potere? Ma dappertutto e in tutto. Provate un po' a passare in qualsiasi grande città, per i negozi. Ci sono milioni di rubli, là dentro, non si possono neanche valutare quante fatiche umane vi siano riposte; eppure guardate se in nove su dieci negozi si riesce a trovare un solo oggettino per uso maschile. Tutto il lusso della vita è richiesto e sostenuto dalle donne. Contate tutte le fabbriche.

Una quantità enorme di esse produce ornamenti inutili, carrozze, mobili, giocattoli per le donne. Milioni di persone, generazioni di schiavi consumano la propria esistenza in questo lavoro forzato in fabbrica, per assecondare i capricci delle donne. Ed esse, come tante zarine, mantengono come schiavi e prigionieri di un lavoro gravoso i nove decimi dell'umanità. È perché le hanno umiliate e private dei diritti di parità con l'uomo  che loro si vendicano, agendo sulla nostra sensualità e prendendoci nella loro rete. Sì, tutto nasce da questo. Le donne si sono trasformate in un'arma che ha tanta influenza sulla nostra sensualità che un uomo non riesce più a rivolgersi a una donna con animo tranquillo. Non appena le si avvicina, l'uomo cade sotto l'effetto della sua droga e perde la testa. Anche in passato mi sentivo sempre terribilmente a disagio alla vista di una donna agghindata in abito da sera, ma adesso ne ho veramente paura, vedo in lei soltanto qualcosa di pericoloso per la gente, e di illecito. Per cui mi vien voglia di chiamare la polizia, di chiedere aiuto, di esigere che quell'oggetto pericoloso venga allontanato, eliminato.

“Sì, voi ridete!” gridò “ma questo non è affatto uno scherzo. Sono sicuro che arriverà il tempo, forse molto presto, in cui l'umanità comprenderà questo e si meraviglierà che sia potuta esistere una società come la nostra, una società che tollera che la pacifica convivenza sia turbata da comportamenti simili, come ad esempio, quest'adornarsi il corpo all'unico scopo di stimolare la sensualità, come appunto si consente di fare alle donne nella nostra società. Sarebbe come disporre ogni genere di trappole lungo le passeggiate e i sentieri, anzi peggio! Per quale motivo è vietato il gioco d'azzardo e non sono vietate le donne elegantemente vestite da prostitute in modo da provocare la sensualità? Sono mille volte più pericolose!”


Lev Tolstòj, La sonata a Kreutzer, Mondadori 1994, pp.28-29