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Pioniere. Maria Nowak, madre
della microfinanza europea

Foto: Unsplash/ Ben White

Non si presta solo ai ricchi, dice uno dei motti più famosi nella lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria. A inventarlo è stata proprio Maria Nowak, madre della microfinanza in Europa

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Nel corso degli ultimi trent’anni il mondo dello sviluppo internazionale è stato dominato da un movimento globale d’intermediari finanziari non convenzionali, conosciuto con il termine “microcredito” o “microfinanza”, impegnato nel migliorare l’accesso a prestiti, strumenti di risparmio, assicurazioni e altri servizi finanziari in scala ridotta per individui e comunità povere o a basso reddito. 

Il settore della microfinanza in Europa coinvolge un’ampia varietà di attori sia dal punto di vista delle caratteristiche istituzionali, sia da quello dei modelli di business adottati. Il motto più celebre in Europa – “Non si presta solo ai ricchi” - è quello coniato da Maria Nowak, la fondatrice in Francia dell’Associazione per i diritti all’iniziativa economica (Adie), che ha raccontato la sua storia in un libro biografico scritto nel 2005[1].

Aveva 4 anni, nel 1943, quando i nazisti arrivarono in Polonia e deportarono la sua famiglia. Rifugiatasi prima in Gran Bretagna e poi in Francia, lì è poi rimasta per tutta la vita, salvo importanti esperienze di lavoro all’estero nel campo della cooperazione internazionale. Questo percorso, sia personale sia lavorativo, l’ha condotta a occuparsi dei soggetti più vulnerabili in ambito sociale: disoccupati, immigrati, ex-detenuti ecc.

Per dare credito a questi soggetti, non solo in termini finanziari, ha fondato l'Adie nel 1988, creando la prima vera istituzione di microfinanza europea, riconosciuta dalla Banca di Francia nel 1991.

Tanta strada si è fatta nel frattempo.

La promessa di perseguire gli obiettivi di lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria in maniera sostenibile ha attirato l’attenzione di donatori internazionali, governi, organizzazioni non governative (Ong) e accademici sulle modalità operative e la gamma di prodotti e servizi offerti dalle istituzioni di microfinanza (MFI), alimentando il consolidamento di una vera e propria industria globale che a partire dai Paesi del Sud globale ha dato luogo a replicazioni e adattamenti anche nelle economie industrializzate. Questa duplice intrinseca missione della microfinanza ha tuttavia animato un dibattito riguardo ai potenziali conflitti tra sostenibilità e capacità di servire le categorie di beneficiari più svantaggiati. L’evidenza empirica disponibile, fondata essenzialmente sui dati forniti dal Microfinance Information eXchange (MIX) che includono istituzioni operative prevalentemente nel Sud globale[2], suggerisce l’esistenza di una gamma di opportunità e trade-off per le MFI variegata secondo il modello di fornitura di servizi di microfinanza, la tipologia di istituzione coinvolta, il grado di concorrenza sui mercati del credito e i fattori contestuali esogeni caratterizzanti il tessuto socio-economico locale (tra i quali gioca un ruolo cruciale il quadro regolamentare di riferimento).

La microfinanza europea - a cui Maria Nowak ha contribuito anche in veste di Presidente (dal 2003 al 2008) dello European Microfinance Network (EMN) - è già stata descritta su inGenere. I programmi di microfinanza monitorati attraverso un’indagine condotta con regolarità dall’EMN tra il 2006 ed il 2015 operano in 23 paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlanda, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito), 5 paesi candidati all’ingresso nell’Ue (Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Moldavia e Serbia), e 2 paesi appartenenti all’EFTA (European Free Trade Association: Norvegia e Svizzera).

Un’industria della microfinanza è stata avviata in Europa orientale negli anni ’90 attraverso un sostegno tecnico e finanziario significativo della comunità dei donatori internazionali. Durante il processo di transizione all’economia di mercato, la microfinanza è stata promossa con il fine di offrire opportunità di autoimpiego ai lavoratori colpiti dai massicci piani di ristrutturazione industriale dell’epoca post-comunista e dal collasso del sistema bancario formale.

La maggior parte delle MFI basate nei paesi dell’Europa occidentale sono invece nate negli anni duemila nella cornice dell’Agenda di Lisbona, come uno strumento di promozione della coesione sociale e di lotta all’esclusione finanziaria dal settore del credito mainstream di categorie particolarmente svantaggiate di beneficiari.

Tabella 1. Principali caratteristiche della microfinanza europea per regione (2006-2015, medie)

Fonte: EMN database 

Note

[1] On ne prête (pas) qu'aux riches. La révolution du microcrédit, Jean-Claude Lattès, 2005. Tradotto in italiano nella collana Gli struzzi, dell’editore Einaudi.

[2] Il MIX è una piattaforma informativa fondata dal Consultative Group to Assist the Poor, con sede a Washington D.C. Fornisce dati di mercato riguardanti l’attività di intermediazione finanziaria di istituzioni prestatrici di servizi finanziari dedicati alle popolazioni escluse dal settore finanziario tradizionale.

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