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Donne nelle leadership. Parte la campagna per il 30%

foto Flickr/Susie Wyshak

Raggiungere entro il 2020 almeno il 30% di presenza femminile nella leadership delle organizzazioni pubbliche e private in Italia. Questa l'intenzione al centro della campagna globale 30%club, un'iniziativa senza fini di lucro - in Italia lanciata a fine ottobre, a Milano - per accelerare in modo significativo la partecipazione delle donne nei luoghi dove si decide, tanto più necessaria in un paese come il nostro dove i talenti delle donne sono sotto-utilizzati. Nonostante le donne, spiegano infatti gli ideatori della campagna, "rappresentano da anni la maggioranza dei laureati e possiedono talenti facilmente e rapidamente fruibili, per ora, questi restano sottoutilizzati".

E invece sono proprio le donne a costituire un’opportunità qualitativamente e quantitativamente rilevante per la crescita e l’innovazione, ecco la visione della campagna: "per coglierne i vantaggi economici e organizzativi, serve un segnale forte e un impegno da parte delle persone in posizione di responsabilità". La campagna parte proprio dall'investimento di persone che in questo momento si trovano a ricoprire posizioni apicali all'interno delle organizzazioni italiane e che hanno deciso di mobilitarsi utilizzando l'influenza in loro potere per assumere una posizione esplicita - dentro e fuori dalle organizzazioni di cui fanno parte - a favore del raggiungimento del 30% di presenza e partecipazione femminile nelle leadership e nei governi. Stiamo parlando di posizioni fino a due livelli di riporto sotto l’Amministratore Delegato, e di quelli nei Consigli di Amministrazione e nei collegi sindacali.

Il raggiungimento di questo obiettivo avverrà non attraverso meccanismi automatici, come le quote di genere, ma con azioni di tipo volontario. Possono aderire alla campagna, quindi, presidenti e figure equivalenti di grandi organizzazioni pubbliche e private che siano pronti a impegnarsi in questo senso. Oltre a questi, gli altri requisiti sono la firma di un manifesto e la credibilità delle persone che decidono di aderire ad essere considerati modelli di riferimento dal punto di vista del comportamento nel favorire la presenza delle donne ai posti di comando.

Il tutto sarà supervisionato da un comitato composto da accademici ed esperti nelle rispettive aree di competenza, che rilascerà, nel secondo trimestre 2016, un breve libro bianco destinato alle organizzazioni contenente linee guida e suggerimenti pratici per attuare il bilanciamento di genere nel modo migliore, e alcune informazioni utili ad aumentarne la fruibilità e favorirne la diffusione. Ad esempio "sulle principali sfide e opportunità nel promuovere la leadership femminile in Italia, sul razionale alla base, sui miti e sulle realtà che riguardano le donne e le loro carriere nelle organizzazioni" spiega la campagna.

Il club, ci tengono a precisare i promotori, "è apolitico e indipendente, non vende prodotti né servizi, non chiede quote associative e si sostiene grazie al contributo professionale volontario e non retribuito dei suoi membri e di coloro che lo supportano". A livello internazionale, ha già raccolto l’adesione di centinaia di importanti figure leader appartenenti sia al mondo aziendale (per fare citarne alcuni: Ana Botin, Warren Buffett, David de Rothschild e Sheryl Sandberg), sia a quello accademico (come Leszek Borysiewicz e Andrew Hamilton).