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Mai più senza donne nel dibattito elettorale

Foto: Unsplash/ Chris Barbalis

Un dibattito elettorale che metta al centro l'inclusione delle donne nell'economia, è la proposta della petizione "Mai più senza" lanciata dalla europarlamentare Alessia Mosca e dalle docenti Paola Profeta (Università Bocconi) e Paola Subacchi (Chatham House Londra), rivolta alle Amministrazioni di qualunque livello. L'appello, a cui è possibile aderire sulla piattaforma Change.org, ha raccolto in pochi giorni duemila firme. 

"Ancora oggi in Italia la questione della parità di genere e dell’emancipazione economica delle donne manca di una visione sistemica e del sostegno di una volontà politica profonda e condivisa" sottolineano le autrici che riportano i dati dell'ultimo Global Gender Gap Report diffuso dal World Economic Forum, che vede l’Italia all’82esimo posto su 144 Paesi analizzati, in caduta libera di 32 posizioni rispetto all’anno precedente.

"Prendendo spunto da questo studio, abbiamo provato a identificare alcune azioni prioritarie che riteniamo dovrebbero diventare impegni ufficiali del prossimo governo" spiegano Mosca, Profeta e Subacchi che ci tengono a ricordare come la disuguaglianza di genere non sia solo una questione di giustizia sociale ma un fenomeno che riguarda la salute dello stesso sistema economico. È un problema va affrontato adesso, continuano le autrici, che hanno scelto il periodo elettorale per far circolare l'appello a cui è allegato un piano d'azione.

L'invito è, per chi governa o governerà, a considerare quello che si presenta come un documento programmatico e che si articola in una serie di linee guida pronte ad essere ampliate e integrate. Da una parte, azioni di sistema (come il bilancio di genere e la raccolta dei dati disaggregarti per genere), dall'altra politiche mirate: a una piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, alla parità salariale tra i sessi, alla valorizzazione di una leadership economica femminile, alla condivisione del lavoro di cura, a una cultura che promuova la parità e prevenga la violenza.

Leggi l'appello su Change.org