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Pari opportunità, 100 studiose scrivono al presidente

Foto: Unsplash/ Markus Spiske

 

Aggiornamento al 13 giugno 2018, le autrici della petizione dichiarano: "È stata appena assegnata la delega alle pari opportunità. Ci auguriamo che il sottosegretario con delega alle pari opportunità si doti di una task force di esperte e esperti sul tema che possa affiancarlo nel lavoro colossale di cui il nostro paese ha bisogno, avendo come obiettivo e responsabilità la promozione della parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro, passo imprescindibile per un paese migliore".  

"Ora che il nostro paese ha un nuovo governo, non possiamo non notare che la casella delle pari opportunità è ancora vuota" inizia così la lettera aperta che 100 studiose hanno inviato al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte. 

Le prime firmatarie – tra cui ci sono esperte di diritto, economia, scienza, docenti universitarie in Italia e all’estero – si augurano che si tratti solo di un ritardo dovuto al "turbine delle vicende politiche delle ultime settimane" e chiedono al presidente di delegare al più presto "una persona competente in tema di pari opportunità che si doti di una task force di esperte ed esperti sul tema che possa affiancarla nel lavoro colossale di cui il nostro paese ha bisogno".

Le studiose, che hanno lanciato la petizione appoggiandosi alla piattaforma change.org, riportano gli ultimi dati: secondo l’ultimo Global Gender Gap Index del World Economic Forum, nella classifica della parità tra uomini e donne l’Italia è solo all’82esimo posto su 144 paesi analizzati; inoltre, nell’ambito economico l’Italia precipita al 118esimo posto "con un tasso di occupazione femminile che oscilla intorno al 47% da almeno un decennio - al 30% se consideriamo solo il Sud - dati che ci rendono fanalino di coda in Europa, se escludiamo Malta".

"Anni di analisi, di studi, dibattiti e confronti internazionali ci hanno insegnato che la parità di genere è una questione fondamentale non solo per la promozione dei diritti e della giustizia, ma anche per la crescita economica e il benessere della società e del paese" scrivono le studiose. "I ritardi italiani non hanno un’unica causa e non è quindi facile superarli. Non esiste la bacchetta magica, né valgono interventi marginali o iniziative di singoli. Occorre un’azione strutturata, un programma condiviso in cui la parità di genere sia integrata nell’agenda e negli obiettivi di governo come elemento strategico fondamentale per il futuro del paese".

E concludono: "la creazione di un ministero delle pari opportunità, o in subordine, la delega a persona che condivida questa consapevolezza e abbia come obiettivo e responsabilità la promozione della parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro è un passo imprescindibile per un paese migliore".

Leggi la lettera intera, la lettera è aperta alle firme