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Serve una ministra per le pari opportunità

Foto: Unsplash/ Brooke Cagle

Serve una ministra per le pari opportunità, a raccomandarsi è la piattaforma Lavori in corsa della Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw) che in occasione del rapporto consegnato dal governo italiano al comitato Cedaw, ha curato un'indagine indipendente sulla situazione delle donne in Italia, un "rapporto ombra" frutto del lavoro collettivo e di confronto tra molte donne e organizzazioni della società civile che fa il punto su lavoro, salute, conciliazione, condivisione dei carichi familiari, migrazioni.

Adottata dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1979 e ratificata dall’Italia nel 1985, la Cedaw è considerata il trattato più completo sui diritti delle donne a livello internazionale. Ogni quattro anni gli stati firmatari sono tenuti a presentare un rapporto governativo al Comitato Cedaw, in cui illustrano tutte le misure che i propri governi hanno realizzato per raggiungere i risultati richiesti dalla convenzione.

L'Italia dal 2011 non ha più una ministra né una commissione nazionale per le pari opportunita, ricorda il controrapporto e "se pur previste, non sono attuate misure per inserire il bilancio di genere a livello nazionale, mentre a livello regionale vi sono rare sperimentazioni". Degli 8000 comuni italiani sono pochissimi a sperimentare il bilancio di genere, spiega il rapporto ombra, tra questi: Forlì, Genova e Modena, gli altri sono piccoli comuni. Inoltre la Commissione europea, ricorda il rapporto "ha più volte lamentato come in Italia non vi sia un'autorità indipendente in grado di realizzare una valutazione in ottica di genere, ritenendo le azioni di monitoraggio e di valutazione del DPO esclusivamente di fonte governativa".

"Le politiche di austerità dell'Ue hanno fortemente colpito il nostro sistema di welfare e il sistema sanitario nazionale pubblico; hanno reso il mercato del lavoro ancora più precario, esacerbando le disparità nord-sud e tra donne di età diversa", dichiara la piattaforma che ha curato il rapporto. "Nonostante le leggi progressiste e il crescente numero di donne in posizioni politiche chiave mancano ancora meccanismi che realizzino una parità di genere sostanziale" spiega la piattaforma.

Tra le raccomandazioni del documento: ripristinare il ministero alle pari opportunità, obbligare per legge gli istituti di statistica a elaborare dati disaggregati per sesso, istituire in seno al governo e al parlamento dei meccanismi di consultazione e valutazione sul raggiungimento degli obiettivi di genere.