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Soldi criminali - Patricia Highsmith

Autrice di 22 romanzi, racconti, saggi, ma anche di opere di carattere satirico e testi per fumetti, Patricia Highsmith esordì nel 1948 con il romanzo Carol nel quale, senza raggiri, raccontava una storia lesbica

Nata in Texas e cresciuta a New York, con una storia familiare difficile, rapporti conflittuali con la madre e il patrigno che detestava, Patricia Highsmith trascorse parte dell’adolescenza con una nonna che le insegnò a leggere. Studiò letteratura al Barnard College, e dopo un periodo di quattro anni in Messico, viaggiò a lungo in Europa dove decise di stabilirsi fin dal 1963 per non fare più ritorno negli Stati Uniti, scegliendo la Svizzera come sede preferita. Morì a Locarno a 74 anni. Visse quasi sempre da sola, con pochi amici e molte sigarette, alcool, e gatti; a questi ultimi si aggiungevano centinaia di chiocciole che allevava in giardino e ogni tanto portava con sè, nascoste in una borsa, ai rari cocktail cui assisteva.  

Autrice di 22 romanzi, racconti, saggi, ma anche di opere di carattere satirico e testi per fumetti, Highsmith scrisse Carol, il suo primo romanzo, nel 1948. Descriveva senza raggiri una storia lesbica, e lo pubblicò qualche anno dopo con lo pseudonimo di Claire Morgan. Poiché il finale era ottimista, fece subito centro e vendette oltre un milione di copie. Riscoperto dopo gli anni ’70, nel 2014 è diventato un film con Cate Blanchett come protagonista. Grande estimatore di Highsmith fu Alfred Hitchcock, il quale lesse Sconosciuti sul treno, pubblicato nel 1950; volle immediatamente acquistarne i diritti e ne fece un film intitolato L’altro uomo, con Farley Granger. Diversi altri registi - come Wenders, Cavani, Minghella, Clément – adattarono i suoi thriller per il cinema, in particolare i cinque che compongono la serie con protagonista Tom Ripley, un personaggio cinico, amorale, assassino freddo e dai gusti raffinati. 

Virtuosa degli intrecci noir e scrittrice di grande talento, nei suoi libri - scrive Graham Greene - era riuscita a “creare un proprio mondo, un mondo claustrofobico e irrazionale nel quale ogni volta entriamo con una sensazione di pericolo personale”. Highsmith traduceva nelle sue storie il proprio vissuto di inquieta viaggiatrice solitaria, protagonista di amori travagliati con le donne e con qualche uomo, frequenti crisi depressive e numerosi episodi di natura psicotica, come raccontano i principali biografi. Frutto di questa sofferenza è il bellissimo Diario di Edith, tra i suoi pochi romanzi con una protagonista femminile. 

Le trame costruite da Highsmith descrivono uomini disperati e pieni di debiti, disposti a tutto pur di cambiare la propria condizione. Intorno a loro si aggirano ambigui personaggi che indossano abiti e gioielli costosi, abitano in alberghi e case di lusso circondati da quadri e mobili di pregio. Vero protagonista di tanti suoi racconti e romanzi, dotato di inarrestabile forza propulsiva è il denaro: detonatore che spinge all’azione i personaggi, onnipresente fin dalle prime righe dei principali romanzi e di ciascuno dei Piccoli racconti di misoginia (1977), brevi ritratti di nefandezze femminili scritti con fredda e consapevole perfidia per raccontare l’orrore di quegli aborriti destini che per la scrittrice non hanno segreti. Ne La donna oggetto, poche pagine implacabili descrivono il destino di Mildred, una giovane vagabonda priva di mezzi che si arrangia come può: “ragazze del genere sono accessori da letto, il tipo di oggetto che si acquista, come una borsa dell’acqua calda… un rasoio elettrico. ...Sono anche intercambiali, come la moneta contante o gli assegni circolari”. Gli uomini la usano al pari di una banconota: “Una volta venne dimenticata al tavolo di un ristorante, come un accendino”. Alla fine del suo breve percorso tra un baratto e l’altro, Mildred viene uccisa e buttata in un canale, “come si fa con i tascabili già letti, che pesano in valigia”.