Oltre le montagne
"Partivamo da Cimolais a piedi e arrivavamo fino in Piemonte. E poi a casa. Ho fatto una vita avanti e indietro, un po’ tutta così" ricorda Teresa, classe 1933, una delle sei protagoniste del documentario Fora pal mont (I passi rimasti).
Oggi quasi centenarie, le donne intervistate nel documentario di Lorena Trevisan e Michele Pastrello sono le ultime sedonere – in dialetto friulano, le ambulanti dell'alta Valcellina (Claut, Cimolais, Erto). Un territorio al confine con il Vajont, difficile da abitare e da coltivare, dove alcune donne cominciarono, per necessità, a fare un mestiere che fino a quel momento era stato esclusivamente maschile: ogni giorno, lasciavano le valli in piccoli gruppi. Spingendo carretti di legno e ferro carichi di mestoli, cucchiai e altri utensili di legno, andavano "fora pal mont", attraverso i monti. Sfidando i costumi e la legge della potestà maritale, attraversavano l'Italia percorrendo anche quaranta chilometri al giorno, esponendosi a fatica e pericoli e aprendo, allo stesso tempo, spazi di libertà allora impensabili.
Tuttavia, nella documentazione storica locale ci sono scarse testimonianze delle sedonere e del loro contributo alla vita sociale ed economica delle valli dell'alta Valcellina. Nelle fonti ufficiali, rimangono una "presenza assente", come ha evidenziato nel suo lavoro la sociologa Casimira Grandi.
Fora pal mont nasce per dare visibilità ai volti e alle vite di queste donne, restituendo alle sedonere, attraverso le voci delle ultime testimoni centenarie e il recupero del materiale fotografico disponibile, il ruolo di protagoniste di una storia di lavoro e autonomia rimasta ai margini della memoria ufficiale.