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Comuni al voto,
ecco come siamo messe

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 Tra pochi giorni - 15 e 16 maggio- si svolgeranno le elezioni amministrative per eleggere amministratori e presidenti di provincia di numerose amministrazioni locali. 1310 comuni - di questi 140 con più di 15.000 abitanti - e 11 province andranno alle urne per rinnovare i propri organi istituzionali.

E speriamo che li rinnovino davvero: almeno dal punto di vista della composizione di genere, che, come si vede nei due grafici, vede una presenza femminile assai bassa.  Guardando i totali nei comuni e nelle province ad oggi le donne sono ben al di sotto del 20%: dunque le istituzioni locali (per lo meno, quelle che andranno al voto tra pochi giorni) fanno anche peggio del parlamento nazionale  (le deputate sono il 20,95% del totale, mentre al senato le donne sono il 18,73%).

Nei comuni che vanno al voto, le cose stanno così: sono donne l'8,9% dei sindaci (in numeri assoluti: 103 su 1.165), il 13,7% dei vicesindaci, il 17,5% degli assessori e il 16,6% dei consiglieri comunali.

 

 

Le cose non vanno meglio per il voto delle provinciali: nelle province in cui si vota (11 di cui 2 commissariate), troviamo un solo presidente donna mentre consiglieri e assessori donne sono solamente il 13,7 e il 25,3 percento.

 

 

La fonte dei nostri dati è Openparlamento, che sulle elezioni amministrative ha prodotto anche uno speciale “voi siete qui”, per orientarsi nella campagna elettorale. Tra le questioni messe sotto la lente, anche le risposte ufficiali dei candidati sindaco delle principali città (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Cagliari) su vari punti-chiave, uno dei quali è proprio l'impegno dei candidati e delle candidate sulle donne in giunta. La frase sulla quale si chiedeva ai candidati di schierarsi è la seguente: “Seguire il criterio della parità di genere nella formazione della prossima giunta comunale. Metà assessori saranno uomini e metà saranno donne”. Le risposte possibili avevano tutta la gamma delle sfumature,  dal “molto favorevole”  al “molto contrario. Più del 60% dei candidati – quasi tutti nel campo del centro-sinistra - si sono schierati a favore della richiesta, il restante 40% da “tendenzialmente contrario” a “molto contrario” (quest'ultima opzione è stata scelta da una sola candidata: Letizia Moratti, candidata e sindaco uscente di Milano).  Le risposte di tutti i candidati sulla questione della parità di genere in giunta sono  elencate nel file pdf allegato, mentre tutte le altre sono consultabili, città per città, su voisietequi.

 

 

 

Nota: i dati si riferiscono a 1.274 dei 1.310 comuni in cui si vota il 15 e il 16 maggio (per alcuni dei comuni non sono disponibili dati sulla composizione di genere). La differenza tra il numero dei sindaci e il numero complessivo dei comuni dipende dal fatto che in alcuni comuni manca il sindaco (perché sono commissariati).