Ha una laurea e un dottorato di ricerca in Economia conseguiti a Roma, ha svolto un anno di ricerca presso l’Università di Groningen (Paesi Bassi) approfondendo tematiche quali l’Econometria e l’Ottimizzazione Dinamica. Attualmente è ricercatrice presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, dove insegna modelli statistici per l’economia e genere e inclusione. Insegna inoltre Economia internazionale e Fondamenti di economia presso la Temple University di Roma. Ha coordinato il Master in Big Data&Business organizzato congiuntamente con Tim ed Ericsson. Si occupa della promozione e diffusione della cultura Stem tra le ragazze e ha fatto parte della commissione sul bilancio di genere e della commissione sui piani di uguaglianza di genere del suo ateneo.
ARTICOLI PUBBLICATI
In Italia le donne sono più precarie e meno pagate, immerse nel paradosso di un mercato del lavoro che le penalizza quando diventano madri e con pensioni più basse. Il commento a partire dagli ultimi dati diffusi dall'Inps
In Italia le donne sono ancora penalizzate rispetto agli uomini nell'accesso al credito, soprattutto al Sud. Una disparità che si ripercuote anche sulle imprenditrici, limitandone le capacità di investimento. Serve un'educazione finanziaria per scardinare pregiudizi e stereotipi di genere ancora così presenti nel mondo della finanza
Occupazione femminile: stando agli ultimi dati Istat le cose migliorano. Ma leggendo bene i numeri, migliorano più per l'economia nel suo complesso che per la vita delle donne
Dove la parità di genere è più alta le donne riconoscono e denunciano la violenza. Lo conferma una recente indagine europea, che per la prima volta rende comparabili i dati sulla violenza di genere nei diversi paesi dell'Ue
Riconoscere le molestie è il primo passo per misurarle, quindi per contrastarle. Sul lavoro colpiscono soprattutto le donne, ma sono le ragazze con livelli di istruzione elevati a esserne più consapevoli. Un'analisi a partire dalle nuove rilevazioni Istat
Nonostante il raggiungimento dell'uguaglianza di genere fosse, almeno sulla carta, uno degli obiettivi trasversali del Pnrr, i pochi dati che abbiamo a disposizione mostrano che nella realtà dei fatti la parità è un obiettivo più formale che sostanziale. L'analisi di un'economista
Il piano di ripresa e resilienza ha introdotto i criteri di premialità e condizionalità per garantire la parità di genere negli iter di selezione dei bandi di gara. Un'analisi a partire dalle serie di dati disponibili mostra come questo meccanismo sta funzionando
Piani nazionali di ripresa e resilienza in Europa: a che punto siamo con la parità e qual è la situazione dell'Italia? L'analisi di due economiste a partire dal monitoraggio diffuso dalla Ragioneria generale dello Stato