Politiche

Coinvolgere le giovani generazioni nella progettazione di politiche per le aree interne può essere l'antidoto per trasformare i territori più marginali e sottrarli a spopolamento e abbandono. È quello che sta provando a fare con un approccio partecipativo il think-thank Give Back

Essere giovani
nelle aree interne

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Giovani aree interne
Credits Unsplash/Yasi

Da alcuni anni, il tema delle aree interne è diventato una delle problematiche principali all’interno dell’arena politica italiana. A partire dal grande interesse che questa tematica ha suscitato nel dibattito pubblico, si è costituita l’associazione Give Back Giovani - Aree Interne, un think-tank composto da studenti, ricercatori, ricercatrici, professionisti e professioniste in ambito economico, sociale e culturale. L’obiettivo primario di questa associazione è organizzare iniziative di confronto tra giovani e decisori politici ed elaborare proposte di policy-making sul tema delle aree interne, ispirandosi ai valori dell’Unione europea.

La ripresa dei flussi migratori e la crescita del fenomeno dello spopolamento giovanile sono indicatori significativi della condizione di povertà e di esclusione che interessa le aree interne (zone rurali e/o montane) dell’Italia. In queste aree, le giovani generazioni sono sottoposte a rischi di marginalizzazione sociale ed economica dovuti all’isolamento territoriale e alla distanza dai centri di offerta dei servizi essenziali alla persona (salute, istruzione, trasporti), alle difficoltà di accesso al mercato del lavoro, allo scarso coinvolgimento nei processi decisionali locali e alla mancanza di sinergie tra le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni attive nel campo della ricerca e dell’educazione.

Pur essendo molto giovane, l’associazione Give Back ha al suo attivo diverse iniziative. Nel luglio 2023 e, in seguito, nel luglio 2024, sono stati organizzati due progetti Erasmus+ (in forma di hackathon) dedicati al patrimonio culturale locale, alla sua valorizzazione e allo sviluppo delle capacità imprenditoriali delle persone partecipanti.

Nel luglio 2025 Give Back ha organizzato il progetto YES I AM – Scuola di Ruralità, un’iniziativa sviluppata per trasformare l’energia e le idee delle giovani generazioni delle aree interne italiane in azioni concrete di cambiamento. Una scuola-laboratorio (policy lab) sostenuta dal programma Erasmus+, dove le persone partecipanti potessero imparare, discutere e progettare insieme una proposta di policy concreta che integri come aree di intervento le infrastrutture fisiche e digitali, il patrimonio culturale, l’agri-food e i servizi alla persona. 

Il progetto ha coinvolto oltre 50 giovani provenienti da tutta Italia che hanno lavorato in gruppi, assumendo il ruolo di diversi stakeholder (attori politici nazionali, attori politici locali, attori economici, giovani delle aree interne, enti del terzo settore) per comprendere le sfide delle aree interne e proporre soluzioni. La selezione delle persone partecipanti è stata effettuata sulla base di criteri volti ad apprezzarne le competenze e la motivazione, ma ha anche tenuto conto del genere. Sul totale delle persone partecipanti, si è deciso di garantire un’equa ripartizione tra le donne e gli uomini.

Alla fase di raccolta dei dati ha fatto seguito lo studio delle principali problematiche legate alle aree interne e, infine, la raccolta di informazioni puntuali sul patrimonio materiale e immateriale del Comune di Bagnoli Irpino (in provincia di Avellino, Campania, sede dell’iniziativa). L’analisi del materiale informativo ha portato alla individuazione di sette linee principali di intervento

Capacità di governo locale: costituire hub di prossimità sulla base delle “Unioni di Comuni”, con ufficio di progettazione e auto-imprenditorialità (1 hub ogni 6-8 comuni).[1] L’idea di fondo è quella di garantire una migliore gestione delle risorse previste in bandi sia nazionali che europei. Spesso, non c'è solo un problema di scarsa conoscenza di queste risorse, ma anche di poco capitale tecnico in grado di poter recepire questi fondi.[2]

Servizi di prossimità: implementare la figura dell’infermiere di prossimità-comunità (uno/a ogni 3.000 abitanti), come stabilito nel Decreto Ministro della salute 77/2022, con équipe itineranti e teleassistenza.[3]

Impresa giovanile e lavoro: modifica della politica “Resto al Sud”, allargando la platea dei beneficiari anche alle aree interne del Centro e Nord Italia. La misura potrebbe essere così rinominata: “Resto al Sud e nelle aree interne”. Inoltre, andrebbe modificata la percentuale del contributo a fondo perduto aumentandola dal 50% attuale al 60%, rispetto all’intero investimento per le nuove imprese (massimo 120.000 euro), l’anticipo delle somme per l’inizio dell’investimento andrebbe garantito entro 60 giorni dalla graduatoria di assegnazione delle risorse.[4] Il tema delle imprese giovanili è strettamente legato alla questione di genere: i dati sull’occupazione mostrano come le donne abbiano più difficoltà nell’incontrare un offerta di lavoro. In questo senso, la misura potrebbe prevedere delle quote destinate soltanto allo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Mobilità intelligente: trasporto a chiamata (Demand Responsive Transport) con piattaforma nazionale riutilizzabile da regioni e comuni.

Competenze e inclusione digitale: rete di facilitazione digitale negli hub; alfabetizzazione per persone anziane e up-skilling per la Pubbblica Amministrazione e le imprese.

Cultura, sport, cittadinanza attiva: riattivazione degli spazi pubblici affidando la gestione a enti del terzo settore. Nello specifico, una politica pubblica attivabile, già esistente in alcune regioni (ad esempio la Campania), potrebbe prevedere l’introduzione obbligatoria per legge del “Forum comunale dei giovani”. Questo organismo svolge non solo funzioni consultive rispetto ai provvedimenti dell’amministrazione comunale sulle politiche giovanili, ma predispone anche eventi di valorizzazione del territorio.[5]

Ricerca e innovazione rurale: attivare poli di innovazione rurale (smart-agri, energia, sostenibilità).

Alcune delle politiche pubbliche proposte dal progetto YES I AM – Scuola di Ruralità possono sembrare simili ad altre già esistenti. Se pensiamo alla politica pubblica nazionale più importante, ossia la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), va evidenziato come questa abbia ridefinito geografie e governance place-based. Tuttavia, tra i limiti si sottolinea la capacità amministrativa disomogenea e i tempi lunghi di attuazione. La politica degli hub permanenti con europrogettazione potrebbe essere più stabile e avrebbe una dashboard unica.

Per quanto riguarda i servizi di prossimità, attualmente le Case della Comunità previste dal Pnrr andrebbero integrate soprattutto per quanto riguarda gli aspetti dell’infermieristica e della telemedicina, dato che, come è risaputo, le aree interne si caratterizzano per una popolazione molto anziana. Per quanto riguarda la politica “Resto al Sud”, i principali problemi hanno riguardato i ritardi nell’erogazione e nell’anticipo del capitale; la modifica proposta prevede l’anticipo immediato e un monitoraggio continuo. Infine, per quanto riguarda la mobilità DRT, le buone pratiche europee e italiane mostrano efficacia in aree a bassa domanda; il valore aggiunto della nostra politica sarebbe quello di avere un software nazionale riutilizzabile.

Nel corso dei prossimi mesi, le proposte di policy emerse nel corso del progetto YES I AM – Scuola di Ruralità saranno unificate e sistematizzate in una singola proposta di legge che Give Back metterà a disposizione di politici e politiche, esponenti del mondo accademico e delle professioni e di chiunque abbia un interesse per le tematiche trattate. 

Come associazione, riteniamo che sia fondamentale mettere al centro dell'azione politica in favore delle aree interne proprio le persone giovani che abitano questi territori, che, come è emerso nel corso del policy lab, sono animate da una grande passione civica e da un sincero desiderio di portare miglioramenti concreti ai luoghi da cui provengono e in cui vorrebbero continuare a vivere. 

A nostro giudizio è mantenendo questo approccio, fondato su partecipazione, cooperazione, capacità progettuale diffusa e ascolto delle problematiche dei territori, che si potrà attuare un reale cambiamento sia nelle politiche per le aree interne che nella percezione di queste ultime nell'opinione pubblica, in cui i territori marginali non siano considerati più avviati a un inesorabile declino, bensì culla di progetti innovativi e replicabili anche su più ampia scala.

Questo articolo nasce dall'intervento tenuto all'interno del workshop Spopolamento, migrazioni e genere che si è tenuto a Roma il 30 settembre 2025. 

Note

[1] Un esempio di questa politica pubblica, anche se con finalità diverse, è rappresentato dalla legge regionale dell’Emilia-Romagna (n. 12/2023) “Sviluppo dell’economia urbana e qualificazione e innovazione della rete commerciale e dei servizi”.

[2] La Legge Delrio (L. 56/2014) ha dato un forte impulso alla creazione delle Unioni comunali, soprattutto dei comuni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

[3] Il Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77 (in S.O. n. 25, relativo alla G.U. 18/07/2020, n. 180), ha introdotto la figura dell’infermiere di prossimità o comunità (art. 1 c. 5). Tale figura non solo veniva prevista in una proporzione 1: 50.000 abitanti, ma era limitata alla situazione pandemica. Successivamente, il Decreto Ministro della salute 77/2022 ha introdotto tale figura in una proporzione 1:3000. Resta tuttavia una discrepanza enorme tra la disposizione e l’effettiva attuazione. 

[4] Per una panoramica sull’impatto dello strumento finanziario “Resto al Sud”, si rinvia alla valutazione d'impatto di Italiacamp (Invitalia). Inoltre, dal 15 ottobre 2025, a causa dell’assenza di fondi, la possibilità di fare domanda per il finanziamento “Resto al Sud” è stata chiusa; al suo posto, il Decreto-legge n.60 del 07/05/2024, convertito con Legge n. 95 del 04/07/2024, ha introdotto due nuove misure, “Resto al Sud 2.0” e “Autoimpiego Centro-Nord”.

[5]  La regione Campania ha istituito tale organismo con la legge regionale 8 agosto 2016, n. 26. “Costruire il futuro. Nuove politiche per i giovani” (BURC n. 54 del 8 Agosto 2016).

Riferimenti

F. Pettersson, An international review of experiences from on-demand public transport services, in (K2 working papers), 2019.