Articoloimprese - pari opportunità

Le imprese che discriminano
sopravvivono di meno

Foto: Unsplash/ Arnaud Jaegers

Le aziende che preferiscono assumere uomini hanno meno successo e sopravvivono meno, i risultati di una ricerca condotta sulle start-up austriache spiegano perché

Articoli correlati

L'uguaglianza di genere è un percorso in salita secondo l'ultimo rapporto diffuso dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). L'Italia migliora per presenza di donne nei consigli d'amministrazione e per numero di laureate in materie scientifiche, ma è ancora tra i paesi con meno occupate

Non è solo una questione di carriera. Stereotipi e schemi di comportamento rischiano di compromettere la qualità della ricerca e le sue modalità. Come disinnescare i più diffusi pregiudizi quando anche le donne credono di essere più fortunate che brave?

L'inclusione delle donne migliora i processi politici ma conciliare il lavoro con la vita è ancora una missione che sembra impossibile a molte, tanto più per chi ricopre un incarico importante. L'esperienza di un'assessora

Firmato il decreto che prevede benefici per i datori di lavoro che attuano misure di conciliazione, dai congedi di paternità allo smart working. Quanti sono i fondi stanziati e come funzionerà

Un recente articolo pubblicato dal Journal of the European Economic Association mostra lucidamente come il processo concorrenziale possa aiutare a ridurre il grado di discriminazione e, di conseguenza, ad assumere più donne[1].

Una delle fonti di discriminazione risiede nei pregiudizi personali, come affermato dal premio Nobel Becker nel 1957. Le discriminazioni di genere ne sono un esempio, e hanno conseguenze ben note come il gap salariale e la presenza debole delle donne nel mercato del lavoro, specialmente a livelli alti.

Ci sono conseguenze nel perpetuare discriminazioni nelle politiche di assunzione o promozione discriminatorie? L'articolo mostra come il mercato sia un buon giudice in questo senso. Le imprese le cui decisioni sono guidate dai pregiudizi e perpetuano discriminazioni di genere, seppure (talvolta) inconsci, compiono scelte di fatto sub-ottimali rispetto a quelle potenziali, in quanto sottostimano la produttività femminile rispetto a quella maschile in modo non oggettivo. Come provarlo? Le imprese che discriminano sopravvivono di meno. La ricerca guarda alla durata media di un’impresa e al tasso di sopravvivenza collegandolo con le politiche di assunzione di donne.

Utilizzando un dataset amministrativo austriaco delle start-up dal 1976 al 2002, vengono isolate la performance di impresa in termini di durata sul mercato e le politiche di assunzione femminili.

Non viene osservato direttamente, in quanto non presente nel dataset, quanto le imprese siano discriminanti nelle loro preferenze, pertanto viene utilizzato il numero di impiegate donne come proxy.

La concorrenza, se davvero è tale e non un monopolio ammantato di libertà di entrata fittizia, è capace di generare l’equilibrio più efficiente. Quindi, l’assunzione discriminatoria di uomini porta con ogni probabilità, e seguendo la ferrea logica, a una performance minore.

L’analisi empirica è a supporto di questa tesi? I risultati mostrano che ciò accade in modo significativo, evidenziando che un management debole porta ad assunzioni meno bilanciate a priori, ma non senza conseguenze negative per l’azienda. Le imprese che mostrano una percentuale bassa di donne – il più basso quartile rispetto alla media dell’industria – mostrano di abbandonare il mercato diciotto mesi prima rispetto a chi assume donne nella norma.

 

Fonte: Weber and Zulehner, 2014 

 

Note

[1] Andrea Weber & Christine Zulehner, 2014. Competition And Gender Prejudice: Are Discriminatory Employers Doomed To Fail?, Journal of the European Economic Association, European Economic Association, vol. 12(2), pages 492-521, 04