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L'erotico come potere

Nera, lesbica e femminista, Audre Lorde è stata per anni, specie in Italia, un mito sotterraneo. Che adesso si può riscoprire grazie a una nuova raccolta di suoi scritti, Sorella Outsider, gli scritti politici di Audre Lorde (Il dito e la luna, 2014), da cui vi proponiamo questo estratto

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Ci sono molti tipi di potere, usati o non usati, riconosciuti o no. L’erotico è una risorsa che si trova dentro di noi, su un piano profondamente femminile e spirituale, fermamente radicata nel potere dei nostri sentimenti inespressi o non riconosciuti. Allo scopo di perpetuarsi, ogni oppressione deve corrompere o distorcere le varie fonti di potere che, all’interno della cultura degli oppressi, possono fornire loro l’energia per il cambiamento. Per le donne, ciò ha significato la soppressione dell’erotico come fonte consapevole di potere e di informazione all’interno delle nostre vite. [...] 

L’erotico è stato spesso definito in modo erroneo dagli uomini, che lo hanno usato contro le donne. E’ stato ridotto a un insieme di sensazioni confuse, triviali, psicotiche e plastificate. Per questo motivo noi abbiamo spesso rinunciato a esplorare e prendere in considerazione l’erotico come fonte di potere e di informazione, perché l’abbiamo confuso con il suo opposto, il pornografico. Ma la pornografia è la negazione diretta del potere dell’erotico, perché rappresenta la soppressione del sentire autentico. La pornografia enfatizza la sensazione senza il sentire.

L’erotico si colloca tra l’inizio del nostro senso di sé e il caos del nostro sentire più profondo. È un senso di soddisfazione interiore al quale, una volta sperimentato, sappiamo di poter aspirare. Perché dopo aver sperimentato la pienezza di questo sentire profondo e averne riconosciuto il potere, noi non possiamo, in onore e rispetto di noi, pretendere di meno da noi stesse. Non è mai facile chiedere il massimo a noi stesse, alle nostre vite, al nostro lavoro. Incoraggiare l’eccellenza significa andare oltre la mediocrità incoraggiata dalla nostra società. Ma cedere alla paura di sentire e di lavorare al massimo della nostra capacità è un lusso che solo chi vive involontariamente può affrontare, e chi vive involontariamente è chi non desidera prendere in mano il proprio destino. La tensione interna verso l’eccellenza che l’erotico ci insegna non deve essere scambiata con il chiedere l’impossibile a noi stesse e alle altre. Questa è una richiesta che finisce con il bloccare chiunque. Perché l’erotico non è solo questione di cosafacciamo, ma anche quanto intensamente e pienamente sentiamo nel farlo. Una volta che sappiamo fino a che punto siamo in grado di provare quel senso di soddisfazione e di completezza, allora siamo in grado di osservare quale, tra le varie attività in cui ci impegniamo nella vita, ci permette di avvicinarci maggiormente a quella pienezza. Lo scopo di ogni cosa che facciamo è rendere le nostre vite e le vite dei nostri figli più ricche e più possibili. Con la celebrazione dell’erotico in ogni cosa che intraprendo, il mio lavoro diventa una decisione consapevole – un letto fortementedesiderato nel quale entro con gratitudine e da cui mi alzo più potente.

Naturalmente, le donne che si sono guadagnate questo potere sono pericolose. Ecco perché ci insegnano a separare la richiesta erotica dalle aree più vitali della nostra esistenza, a parte il sesso. Noi non ci prendiamo cura della radice erotica del nostro lavoro, la radice della soddisfazione, e la conseguenza è la disaffezione per molte delle cose che facciamo. Per esempio, quanto spesso amiamo veramente il nostro lavoro, anche nei suoi momenti più difficili? L’orrore principale di ogni sistema che definisce il bene in termini di profitto invece che in termini di bisogno umano, o che definisce il bisogno umano escludendone le componenti psichiche ed emotive – l’orrore principale di un tale sistema è che spoglia il nostro lavoro della sua valenza erotica, del suo potere erotico, della sua desiderabilità e pienezza esistenziale. Un tale sistema riduce il lavoro a una caricatura di necessità, a un dovere con cui guadagniamo il pane per noi stessi o per i nostri cari, o con cui ci ottundiamo. Il che è un po’ come accecare una pittrice e poi dirle di migliorare il suo lavoro, e di provare gioia nell’atto del dipingere. Non è solo praticamente impossibile, è anche profondamente crudele.

Noi donne abbiamo bisogno di prendere in esame le maniere in cui il nostro mondo può essere realmente diverso. Sto parlando della necessità di rivalutare la qualità di tutti gli aspetti della nostra vita e del nostro lavoro, e di come noi ci muoviamo verso e all’interno di essi. La parola stessa erotico viene dal greco eros, la personificazione dell’amore in tutti i suoi aspetti: nato dal Caos, impersona il potere creativo e l’armonia. Dunque quando parlo dell’erotico parlo dell’affermazione della forza vitale delle donne; di quell’energia creativa ricca di potere, di cui noi oggi rivendichiamo la conoscenza e l’uso nel nostro linguaggio, nella nostra storia, nel nostro danzare, nel nostro amarci, nel nostro lavoro e nelle nostre vite.

Si cerca spesso di ridurre a una sola cosa pornografia ed erotismo, due usi del sessuale diametralmente opposti. A causa di questi tentativi, è diventato di moda separare lo spirituale (psichico ed emotivo) dal politico, vederli come contraddittori o antitetici. ‘Cosa intendi per poeta rivoluzionario? Un guerrigliero che fa meditazione?’ Allo stesso modo, abbiamo tentato di separare lo spirituale e l’erotico, riducendo così lo spirituale a un mondo di affetti appiattiti, il mondo di un asceta che aspira a non sentire nulla. Niente di più lontano dalla verità. Perché la posizione dell’asceta è quella della massima paura, della più totale immobilità. La severa astinenza dell’asceta diventa la sua ossessione dominante. E non è autodisciplina, ma negazione di sé.

Anche la dicotomia tra spirituale e politico è falsa e deriva da un’insufficiente attenzione alla nostra conoscenza erotica. Perché le due cose sono invece unite proprio dall’erotico, dal sensuale: da quelle espressioni fisiche, emotive e psichiche di ciò che esiste di più profondo e più forte in ognuno di noi, quando lo condividiamo con gli altri: le passioni dell’amore, nei suoi significati più profondi.

Al di là dell’uso più superficiale, l’espressione ‘sento che è la cosa giusta’ riconosce alla forza dell’erotico il suo carattere di autentica conoscenza, perché indica la prima e più potente luce che ci guida verso ogni comprensione. E la comprensione è un’ancella che può soltanto servire, o chiarire, quella conoscenza nata nel profondo. L’erotico è la nutrice, la balia di tutta la nostra conoscenza più profonda.

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