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Pioniere. Elvira,
anima della Sellerio

Foto: Unsplash/ Patrick Tomasso

Nel corso degli anni Elvira Giorgianni, fondatrice insieme al marito della casa editrice Sellerio, ha scoperto talenti e raggiunto successi, preservando l'indipendenza e la qualità delle sue collane, tanto da essere considerata "l'anima della Sellerio"

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Elvira Giorgianni nasce a Palermo in una famiglia borghese, il padre è prefetto, severo; alla madre, che muore quando lei ha 25 anni, Elvira è legatissima, “attaccata”, nelle sue parole. Si laurea in Giurisprudenza e sposa il fotografo Enzo Sellerio dal quale ha due figli, Antonio e Olivia.

Insieme partecipano alla vita culturale e civile della Palermo democratica frequentandone le menti migliori come lo scrittore Leonardo Sciascia e l’antropologo Antonino Buttitta ed è proprio grazie a quelle conversazioni amichevoli che nasce l’idea di dar vita a un’impresa culturale di natura economica. 

Alla fine degli anni Sessanta con una scelta davvero coraggiosa Elvira decide di lasciare l’impiego che ricopriva nella pubblica amministrazione, e di investire i denari della sua liquidazione in una nuova impresa. Fonda così, insieme al marito, la casa editrice Sellerio, proprio mentre aspetta il secondo figlio. 

Il programma all’origine della casa editrice è semplice: dare spazio a una cultura "amena", nell’accezione di Sciascia, cioè una cultura in cui il cosiddetto impegno è implicito e non esplicito, contrassegnata da leggerezza ed eleganza, una cultura delle idee, che non rinuncia mai alla bellezza.

Dopo un inizio caratterizzato dall’attenzione alla letteratura e all’arte siciliane e a volumi per bibliofili a tirature ridotte, in meno di dieci anni la Sellerio si impone come un’impresa culturale di livello nazionale. Nel 1979 nasce infatti la celebre collana di volumetti blu La memoria, fatta di tascabili originali per taglio, grafica e contenuti che raggiunge subito una notorietà molto larga. 

Foto: Enciclopedia delle donneNel 1983 dopo la separazione dal marito, Elvira si dedica in particolare alla saggistica e alla narrativa, mentre Enzo continuerà a occuparsi di arte e fotografia. Ma la vera anima della Sellerio è lei, donna di notevole temperamento e grande fiuto editoriale, capace di scoprire veri e propri autori di culto come Gesualdo Bufalino, Andrea Camilleri (e il suo ormai celeberrimo Montalbano), ma anche di proporre autrici poco conosciute come Maria Messina, Luisa Adorno e Alicia Gimenez-Bartlett e trasformarle in altrettanti successi.

Difficile infatti separare la fortuna della casa editrice dall’impronta della sua fondatrice che per più di trent’anni ne ha preservato la fisionomia e, pur favorendone la crescita a dimensione nazionale, ne ha conservato gelosamente le forti radici siciliane. Se oggi la casa editrice dispone di un catalogo di più di 2.500 titoli e occupa una sicura fascia di mercato, seppure le dimensioni restino quelle di un piccolo editore indipendente, il merito è certamente della sua fondatrice.

Con le radici ben piantate in Sicilia, la Sellerio, così come Elvira stessa, ha conservato la propria indipendenza, sfuggendo alle grandi concentrazioni, e ha mantenuto la filosofia degli esordi: rigore nelle scelte culturali, cura artigianale del prodotto, ciclo produttivo quasi interamente locale, un indirizzo che tocca oggi al figlio Antonio conservare.

Nel corso di più di quarant’anni di attività, sono stati conferiti a Elvira Sellerio numerosi e prestigiosi premi e riconoscimenti. Nel 1989 è stata nominata Cavaliere del Lavoro. Nel 1991 ha ricevuto il Premio Marisa Bellisario e dall’Ateneo di Palermo la Laurea Honoris Causa in materie letterarie, nel 1993-94 ha ricoperto l’incarico di Consigliere di Amministrazione della RAI.

Questo articolo è tratto da l'Enciclopedia delle donne che partecipa al dossier Pioniere a cura di inGenere.it