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Ideologia gender? Rispondono oltre 200 associazioni

foto dal documentario "Bomba libera tutti"

Il 26 febbraio il Corriere della Sera ha dedicato un’intera pagina di pubblicità contro quella che è stata definita l'ideologia gender per riferirsi ai percorsi di educazione alle differenze nelle scuole. La pagina era mirata a sponsorizzare una petizione promossa da una serie di associazioni (ProVita Onlus, l’Associazione Italiana Genitori, l’Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche, il Movimento per la Vita e Giuristi per la Vita) che sul web è stata accompagnata anche da uno spot video.

A questa campagna hanno risposto oltre 200 associazioni che lavorano ogni giorno nelle scuole del nostro paese per diffondere un'educazione alle differenze, e lo hanno fatto inviando una lettera al Corriere della Sera. La petizione in questione, scrivono le associazioni "sostiene un modello unico di famiglia al quale tutti devono aspirare, mistifica le pratiche di educazione e di inclusione alle differenze in atto in molte scuole italiane, trasmette contenuti ingannatori per instillare preoccupazioni inutili nei genitori e così facendo consolida quegli stereotipi che troppo spesso sono causa di bullismo, emarginazione, violenza e omotransfobia nelle nostre scuole".

A differenza dei promotori dell’inserzione, continuano le associazioni "non vogliamo proporre un modello ideologicamente determinato di famiglia o di amore né svilire il corpo docente o attaccare l’autonomia scolastica, ma solo favorire uno scambio aperto per decostruire pregiudizi che producono stigmi e tolgono libertà alle nuove generazioni, alimentando dinamiche di esclusione e violenza".

E ancora, le associazioni si sono chieste "se un’inserzione a pagamento legittimi contenuti discriminatori e falsificatori di ciò che realmente viene insegnato nelle scuole" e hanno proposto al direttore e alla redazione del Corriere "di promuovere una approfondita inchiesta su un argomento così importante per la vita di ragazzi e ragazze, delle loro famiglie e della società tutta".

Leggi la lettera inviata dalla rete informale "educare alle differenze" al Corriere della Sera