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Nasce GIFTS, rete di studi su genere e sessualità

Foto: Unsplash/ Su San Lee

Nasce una rete di ricerca su genere e sessualità. Si chiama GIFTS – Rete di studi di Genere, Intersex, Femministi, Transfemministi e sulla Sessualità – ed è composta da oltre duecento tra ricercatrici e ricercatori indipendenti e universitari, afferenti a centri di ricerca, dipartimenti, corsi di laurea o di specializzazione, dottorati, master, associazioni, riviste, librerie, case editrici indipendenti, collettivi, laboratori, gruppi di autoformazione, festival.

Un progetto che ha preso avvio con il congresso Studiare il genere e la sessualità nell'università italiana. Genealogie, sfide, prospettive, che nel 2018 ha visto studiose e studiosi provenienti da tutta italia confrontarsi all'Università di Verona a partire dai saperi su genere e sessualità nella ricerca e nella didattica universitarie e discutere sulla ricezione di tali saperi nella sfera pubblica.

Una seconda tappa del processo costitutivo, spiega la rete, si è tenuta l’11 e 12 gennaio 2019 all’Università di Roma Tre. "In questo incontro, si è discusso, in particolare, delle intersezioni tra sessismo, razzismo e altre forme di discriminazione. Si è riflettuto, inoltre, sulle condizioni di precarietà in cui operano molte ricercatrici e ricercatori e sulla molteplicità dei luoghi di produzione dei saperi che caratterizzano la rete, fuori e dentro l’università".

Il 22 e 23 marzo 2019, presso l’Università di Bari Aldo Moro, all'interno del congresso Studiare il genere e la sessualità nell’università italiana. Verso una rete nazionale tenutosi nell’ambito del Festival delle donne e dei saperi di genere, la rete GIFTS ha poi affrontato sue nodi problematici in una prospettiva nazionale e internazionale: "da un lato gli attacchi agli studi di cui si occupa che provengono dalle campagne e dalle politiche 'antigender'; dall’altro l’esclusione delle soggettività trans dall'accademia".

Nel corso dell’incontro è stata approvata e resa pubblica la Dichiarazione costituente della rete GFTS, che ha preso forma grazie al processo collettivo di discussione e condivisione dei saperi messo in atto dalla rete.

"Gli studi di genere, intersex, femministi, transfemministi e sulla sessualità" si legge nella dichiarazione "non sono saperi neutrali, come non lo è alcun sapere che riguarda l’esperienza storica, sociale e politica degli esseri umani. Essi hanno funzione critica: il loro intento è di operare in senso trasformativo nella società e nell’università. Riconoscendo il valore dell’autodeterminazione, tali studi promuovono autonomia, indipendenza e creatività, incentivano l’istituzione, la difesa e l’ampliamento di spazi di libertà per tutte le soggettività marginalizzate e contrastano ogni forma di oppressione e discriminazione". 

Tra le attività che GIFTS si propone di portare avanti c'è proprio la valorizzare di questi saperi, non solo all'interno dell'accademia, ma della società tutta. E poi la sperimentazione e la condivisione di nuove pratiche di ricerca e didattica, e l'elaborazione di soluzioni mutualistiche volte alla redistribuzione delle risorse materiali e immateriali, che possano incentivare la partecipazione, la visibilità e la presa di parola dei soggetti "precari e marginalizzati".