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La storia delle donne tra le strade di Roma

Foto: Flickr/Assia Carannante

Quattro 'edicole' in legno dedicate a quattro donne dimenticate dalla storia da collocare nelle aree verdi del quartiere Garbatella a Roma: è il primo passo del progetto Memorie di Donne Stradaroleadottato e sostenuto dall’Associazione Le Funambole e finanziato dal Municipio Roma VIII, e nato da un’idea dell’artista Marta Cavicchioni in collaborazione con Minerva Lab Sapienza.

Le figure femminili a cui saranno dedicate le edicole, anticipano in una nota le ideatrici, racconteranno le discriminazioni in diversi ambiti e a diversi livelli: di genere, politico, letterario, religioso e razziale. "Prendendo spunto dalle Madonnelle stradarole, o edicole sacre, che avevano il compito di illuminare e proteggere i passanti dalla violenza nella città rinascimentale" spiegano "le edicole laiche proteggeranno i passanti dalla violenza della discriminazione trasformando la fede in fiducia nella comunità futura e restituendo alla memoria collettiva quattro storie, chiavi di lettura per narrare un futuro diverso".

Quattro le artiste a realizzare le edicole – Micaela Serino, Marta Cavicchioni, Debora Malis, Cecilia Milza – ognuna delle quali si farà carico di tenere viva la memoria di una donna, spiegano le curatrici del progetto: Raffaella Chiatti, detta Sora Lella del lotto 7, che nel settembre del '43, divenne partigiana del VII GAP come unica donna, dato che il suo lavoro alla Croce Rossa la esentava dal coprifuoco, rendendola una staffetta ideale; Maria De Zayas, scrittrice spagnola del '600, che per prima denunciò nei suoi racconti il ruolo subalterno della donna e la violenza di genere, sollecitando le donne a cercare l'indipendenza e gli uomini a educarsi alla non violenza; Lise Meitner, la fisica austriaca che diede l'esatta interpretazione della fissione nucleare, ma che si vide scippare il premio Nobel dal chimico con cui collaborava, Otto Hahn, perché discriminata dal mondo scientifico in quanto donna e per le sue origini religiose, ebraiche, durante l'avvento del nazismo; Hazel Scott, pianista e cantante che vide l'apice del suo successo tra gli anni '30 e '50 nell'America carica di pregiudizi razziali: rifiutandosi di esibirsi nei luoghi in cui vigeva la segregazione e lottando per la difesa dei diritti delle donne, finì nella black-list dei professionisti del mondo dello spettacolo ritenuti antiamericani e filocomunisti. 

L'intenzione delle ideatrici è quella di replicare l’iniziativa anche in altre zone di Roma, "con un effetto di trasformazione culturale di genere ad ampio raggio" spiegano. "Le edicole delle Donne Stradarole potranno diventare presidi stabili contro le discriminazioni, sempre fruibili grazie al posizionamento strategico in aree pubbliche, restituendo il giusto posto nella storia e nella memoria alle figure femminili, e il loro contributo fondamentale nella costruzione della nostra società".

Il 7 dicembre alle 15 al Parco Brin, ci sarà la presentazione ufficiale attraverso una passeggiata itinerante. 

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