Articolopari opportunità

8 Marzo a noi la festa
a voi la parola

Riguarda tutti. Un post a "blog unificati" per dire insieme che sarebbe bello che gli uomini prendessero la parola sulla violenza contro le donne, sull'uso del corpo delle donne nei media, sulla prevaricazione maschile nel dettare l'agenda economica e politica. 

Articoli correlati

A cinque anni dall'entrata in vigore della legge Golfo-Mosca sulle quote in azienda capiamo perché rappresenta un caso virtuoso nel panorama legislativo italiano

Come facilitare l'uguaglianza di genere nella ricerca scientifica a partire dalle organizzazioni e dalle loro dinamiche? L'esperienza di Genis Lab in Italia e all'estero

Dall'1 luglio i presidenti di Estonia, Bulgaria e Austria sono di turno presso il Consiglio dell'Unione europea. Ecco cosa ha deciso la nuova "triade" in materia di eguaglianza di genere

Per un mondo davvero senza stereotipi c'è bisogno che cambino anche gli uomini. Un elenco di azioni che i genitori dovrebbero rivolgere ai figli maschi

Sarebbe bello che per questo Ottomarzo le cose andassero un po’ diversamente.

Che per una volta non toccasse alle donne elencare di tutti i guai causati a questo Paese da un’irriducibile “questione maschile”: il monopolio, come lo chiama Chiara Saraceno, dei posti di potere, l’applicazione di cospicue quote non scritte (tra l’85 e il cento per cento) a favore degli uomini.

Sarebbe interessante che stavolta fossero i nostri colleghi giornalisti, opinionisti e blogger, a dire “I care”.

A scrivere: la violenza e il femminicidio sono un mio problema, e rivelano l’incapacità della sessualità maschile di liberarsi dalla tentazione del dominio.

Come posta un lettore, Claudio Losio, sul blog “Il corpo delle donne”, commentando la vicenda della ragazza stuprata da  un militare a L’Aquila, “il quadro che ne esce ci riporta indietro di 30 anni, al documentario di Tina Lagostena Bassi sul processo per stupro. La giovane studentessa dell’Aquila è nostra figlia, dobbiamo trovare il modo di sostenerla e proteggerla”. 

“I care”: è un mio problema di uomo lo sfruttamento commerciale e mediatico della bellezza femminile, che indebolisce le donne inchiodandole a stereotipi umilianti.

E’ un mio problema che l’agenda politica e quella economica siano decise quasi esclusivamente da vecchi maschi che bloccano qualunque innovazione per il loro vantaggio personale.

E’ un mio problema la mancanza di welfare e di servizi, freno all’occupazione femminile e allo sviluppo.

E’ un mio problema l’eccesso maschile che sta danneggiando tutti, donne e uomini.

E serve anche il mio impegno perché le cose cambino. 

Sarebbe bello.

Postato in contemporanea da 

Giovanna CosenzaMarina TerragniLoredana LipperiniManuela Mimosa RavasioLorella Zanardo, Ingenere, Femminile Plurale

Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.