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Che genere di Dio
L'ideologia che non c'è

via Flickr Danilo Urbina https://www.flickr.com/photos/hojas_cayendo/

Una teologa risponde a chi in questi giorni protesta contro una fantomatica "ideologia del gender" spiegando perché non fa bene alla Chiesa e invitando a smettere di costruire prigioni per paura dei propri limiti, nel nome di Dio

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Rispetto ai loro compagni maschi, le studentesse "straniere" (per il nostro sistema politico questa parola include una casistica composita sia di prima che di seconda generazione) sono decisamente più brave di quanto non lo siano le italiane rispetto ai maschi italiani. Tutti i numeri delle differenze tra i banchi di scuola

La campagna contro l'educazione alle differenze nelle scuole ricorda altri momenti di grave conflitto ideologico e istituzionale avvenuti nell’ultimo secolo e mezzo: le crociate antisuffragiste, l'antisemitismo, il razzismo, il creazionismo

“Sì è un maschio”… dice una donna incinta con un sorriso sulle labbra e un orgoglio intimo a chi le chiede di che sesso sarà il nascituro. Inizia così la questione del genere: esso è il valore, il senso, il significato, il destino o i sogni che associamo alla determinazione sessuale di una persona.

Gli studi di genere non intendono affermare che maschi e femmine non esistono o non sono differenti, ma che il sesso non è il genere. Cioè il sesso è un dato con cui si viene al mondo ma il genere è il valore, il colore, il ruolo, il significato, il carattere, i limiti e le aspettative che io attribuisco al sesso. Siccome non c’è un diretto collegamento tra ciò che un neonato racchiude nel pannolino e il futuro stipendio che avrà se uomo o donna, si capisce che il problema avviene in ciò che accade tra quando nasce e quando diventa adulto. Quanto accade nel frattempo si chiama “costruzione sociale”.

Il gender, lungi dall'essere una ideologia chiara, sostenuta da autori precisi con contenuti tematici specifici, è solo un criterio di analisi che smaschera come non ci sia una legge naturale che determini carattere, ruolo e destino di uomini e donne, ma è ciò che crediamo che una persona debba essere, diventare o comportarsi, a seconda del suo sesso. Il genere quindi appartiene alle aspettative sociali e ai valori culturali. Ecco perché si dice che è una “costruzione sociale”. Si tratta piuttosto delle aspettative sociali o delle convinzioni che abbiamo introiettato così in profondità  da sembrarci “naturali” (nel senso di un destino meccanico che viene dalla morfologia). Spiace vedere la confusione che regna in coloro che combattono questo gender (un mostro caricaturale creato ad hoc per combatterlo e che contiene le cose più varie) ritenendo che esso sia una precisa ideologia e poi non sanno distinguere tra i termini maschio, maschilità, maschile, uomo (femmina, femminilità, femminile, donna), per non parlare della confusione che emerge quando si inizia a chiedere loro quali contenuti esso avrebbe.

La cosa grave è che tramite questa sorta di lotta scatenata a questa fantomatica “ideologia del Gender” si rischia di perdere alcune conquiste che sembravano assodate circa i ruoli, la dignità e i diritti delle donne, la maggiore di tutte le minoranze.

Iniziai a occuparmi del tema 'se la donna fosse creata a immagine di Dio' in occasione della stesura della mia tesi di dottorato in teologia, contro la mia volontà. Mi sembrava infatti una questione inutile, superata, perché la Bibbia era lì da sempre a dire che la donna è creata ad immagine di Dio (Gen 1,27).  Studiando però la storia della teologia su questo tema, mi trovai a misurarmi con interpretazioni (che possiamo chiamare 'costruzioni') di quel dato biblico inammissibili e penalizzanti per le donne, interpretazioni di cui si potevano seguire modifiche e sviluppi nel corso della storia, ma anche processi involutivi. Una bimillenaria costruzione di genere, una riflessione teologica sulla donna, sulla spiritualità femminile e sul ruolo delle donne nella Chiesa, che era stata fatta esclusivamente da parte di uomini e impregnata di mentalità patriarcale, tanto più potente sulla costruzione sociale ed ecclesiale quanto più introiettata dalle donne e da esse condivisa. Non si trattava solo di ingenue teorie antiche, perché su tali assunti continuano a fondarsi ancora molte prescrizioni, leggi e istituzioni ecclesiali. Per chi studia teologia come donna la parzialità di una tale prospettiva risulta inaccettabile. Ho anche scoperto però che erano ormai tante le teologhe che si erano misurate già prima di me con una tale storia: un immane sforzo compiuto da tante donne in particolare negli ultimi cinquant’anni nel campo della riflessione storico-religiosa che ha intrecciato la riflessione femminista e gli studi di genere.

Questi studi hanno riguardato le concezioni teologiche sulla donna e il femminile; le metafore maschili e femminili (presenti nella Bibbia) per parlare di Dio; le teologhe hanno riesumato dal silenzio in cui le aveva lasciate la tradizione maschile, donne importanti nella storia della salvezza. È stato evidenziato il rivoluzionario messaggio e il comportamento di Gesù con le donne, ma si è anche smascherato il ruolo delle antiche ideologie patriarcali sulla costruzione dei ruoli femminili nel cristianesimo ideologie che hanno frequentemente soffocato il messaggio evangelico, infine si è ridimensionata l'azione e la missione delle donne cristiane – un imponente lavoro sulla mariologia - fino a toccare le questioni legate alla maschilità di Gesù, su come essa aiuterebbe la costruzione di un modello di maschilità non machista e sia invece stata usata ideologicamente per costruire e giustificare il clericalismo ecclesiale.

Se c’è un luogo, insomma, in cui la separazione tra sesso e genere è stata all'opera fin da tempi non sospetti, questo luogo è proprio la teologia, il discorso su Dio. Dio non ha sesso e quindi di LUI (maschile?) si parla solo usando categorie di 'genere'. Ecco allora che, dal momento che Dio è per il credente il Bene e tutto il positivo dell'esistenza al massimo grado, sarà detto, immaginato, descritto e dipinto (nelle cattedrali come nel proprio spirito) tramite tutte le nostre convinzioni, valori, significati associati alla positività: allora sarà “lui”. E quando gli vorremo associare caratteristiche positive come la dolcezza, l’accoglienza, la tenerezza allora parleremo delle sue caratteristiche femminili. Ma Dio non ha sesso. Lo sanno i bambini che da come disegnano Dio ci aiuterebbero a uscire dai nostri schemi irrigiditi (si veda R. Torti, Mamma perché Dio è maschio?).

Il genere, entrando come categoria analitica nel campo teologico, smaschera vecchie e nuove ideologie che hanno ricadute sulle concezioni della natura dell'essere umano, del posto e del ruolo della sessualità nella persona, della dignità delle persone nella chiesa e nella società, fino ad aprirci gli occhi sulla misura in cui l'ideologia patriarcale abbia plasmato e rischi di continuare a farlo, la costruzione dottrinale e sacramentale del cristianesimo.

Gli studi di genere risultano fortemente utili per le nuove aperture che il Papa richiede nei confronti delle “giuste rivendicazioni” (Evangelii Gaudium 103-104) delle donne nella chiesa (ecclesiologia). Insomma, c'è molta “costruzione di genere” nella storia della teologia, nella dogmatica, nell'antropologia cristiana e nella sacramentaria: gli studi di genere ci aiutano a vederla e a smascherarla. Il genere fa bene alla teologia.

Il Coordinamento Teologhe Italiane si è costituito proprio per sostenere, valorizzare e dare visibilità agli studi teologici in prospettiva di genere ed è oggi una realtà imprescindibile nel panorama di ricerca italiana e teologica, non soltanto cattolica. Esso raduna teologhe di diverse confessioni e religioni.

Certo che il modo in cui sono fatta, il mio corpo, se sono alta o bassa, se sono bella o brutta, se ho il carattere di mia nonna o di mio padre, influenzerà la mia storia le mie scelte, la mia interazione con altri e in società. Ma non c’è nessun destino, perché appunto l’essere umano, per quanto condizionato dalla sua biologia, dalla sua storia, dal suo peccato o dalle sue buone abitudini, è aperto al futuro di Dio. In questo senso l'uguaglianza di genere non è il fatto che le persone siano tutte uguali o che non si voglia riconoscere che un pene sia diverso da una vagina. L'uguaglianza di genere significa uguaglianza di dignità tra maschio e femmina, di opportunità e di ruoli (responsabilità) da assumere.

La specie umana si trova davanti a nuove sfide sociali, culturali e scientifiche per le quali non ha ancora maturato forze etiche, spirituali e schemi mentali adeguati. La creazione del mostro “ideologia del gender" sembra piuttosto nascondere un problema più ampio: è il nome delle nostre paure, dei nostri limiti mentali, di quegli schemi introiettati che invece di aiutarci a trovare una conformazione e una identità plastica e relazionale diventano una prigione in cui catturare noi stessi, gli altri e imprigionare le nostre migliori possibilità.

Come ci insegna la storia biblica e la psicologia, non si scappa dalle proprie zone di ombra proiettandole fuori di noi e combattendole come mostri, ma solo tramite il riconoscimento che qualcosa di quel nemico è anche in me. Il mostro “gender” così come è stato costruito da chi lo combatte, in fondo è l'altro lato di quella libertà incoercibile e indeterminabile che il cristianesimo riconosce ad ogni persona indipendentemente dal suo sesso.

Gli schemi di genere hanno radici storicamente antiche e sono profondamente iscritti in ciascuno di noi per questo: ma sono sorti a favore della felicità della persona e della società e devono continuare a funzionare a favore della libertà, dignità e valorizzazione delle persone. Quando essi diventeranno un randello per limitare, denigrare o condannare qualcuno, allora non hanno più senso e vanno velocemente abbandonati.

Sarebbe un peccato per noi teologhe e per la teologia tutta essere costrette ad abbandonare questa feconda categoria teologica che studiamo da molti decenni solo a causa di una campagna politica iniziata da poco e che probabilmente finirà presto, non appena si troverà una soluzione alle nuove sfide sociali: ma se non si esce dalla contrapposizione la Chiesa avrà perso il suo ennesimo treno di dialogo con la società moderna che invece ha contribuito essa stessa a costruire e alle istanze della quale non è estranea.
Sono i valori cristiani che portano a batterci per un riconoscimento della sessualità nella struttura umana della persona intera, per una educazione alla affettività, per una lotta alla discriminazione.

Ecco perché mi auguro che dalla contrapposizione tra cattolicesimo e “ideologia del Gender” si passi al dialogo e alla riflessione profonda sulle nuove questioni, molto differenti tra loro, che si affacciano alla cultura e alla società, come anche alla legislazione: una delle strade maestre che oggi si offe alla Chiesa è la teologia fatta dalle donne. Ma anche qui: bisognerà che la Chiesa si dimostri disposta a cambiare molti schemi di genere.

Commenti

Inviato da maria cristina (utente non registrato) il

Mi è piaciuto molto questo articolo perché non è "contro"in questo nuovo scontro all'interno della Chiesa Popolo di Dio in cammino
Spero solo che non ci vogliamo di nnuovo dividere creando muri ma come dice bene papa Francesco "costruire ponti" di confronto e dialogo costrittivo! Grazie

Inviato da Enzo (utente non registrato) il

Articolo ineccepibile. La protesta però no ha mai riguardato il genere in sé, bensì precisi comma di alcuni articoli del decreto oggetto di tale protesta che tradotti all'interno della legge rendono la presunta parità ed eguaglianza tra i componenti la comunità italiana una diversità abominevole. Si Vuol chiamare famiglia una unione civile o si vuol chiamare unione civile una famiglia?
Le parole hanno significato x la giurisprudenza x far far vincere/perdere le cause e sulle parole si sta giocando x alcuni precisi interessi. No amo le polemiche, ma se le Teologhe riescono ad accusare gli uomini di averle estromesse da ogni importante ruolo scrivendo la "Parola di Dio" dovrebbero anche accusare che questa Parola non è Parola di Dio. Quale teologia viene prima?
Una teologia di "gender" forse? O con un Theos a portata di mano curiamo "tutti" e soltanto i nostri interessi alla stregua di chi propone una legge e poi gioca sui numeri x farla approvare solo per gli interessi di alcune lobby che gli garantiscono gli "x" mila euro mensili?

Inviato da Vlad (utente non registrato) il

non credo ce l'identità di genere possa ridursi a "costruzione sociale" come non può ridursi alla "biologia" per quanto questa sia importante
per il resto, trovo che quelli di "stop gender" siano paranoici quindi ogni intervento diverso e "moderato" da parte cattolica è da accogliere con interesse

Inviato da Gabriele (utente non registrato) il

Bellissimo articolo e pensiero splendido, limpidamente espresso!

Disgraziatamente anche il Papa attuale tuona contro "l'ideologia gender", dimostrando la totale ignoranza in merito.
I tempi per una vera apertura "dall'alto" sono più lontani di quanto voglia far apparire quell'abile comunicatore che è Papa Francesco... ma questa è una sfida ulteriore da superare per noi credenti.
Dobbiamo lottare "dal basso" e non avere paura di criticare le istituzioni per migliorarle e riportarle ai valori cristiani di carità e VERITA'.
Gesù ci aveva ben messo in guardia da chi parla di pagliuzze altrui senza vedere le proprie travi: cosi è ora.
Non dobbiamo avere paura di schierarci apertamente contro le ingiustizie, non dobbiamo avere paura di dire chiaramente " avete torto".

C'è spazio per il confronto e la comprensione, ma bisogna anche dare giustizia e pace alle VITTIME che troppo a lungo sono dimenticate e calpestate dall'odio e follia interna alla chiesa.
Non sarà facendo finta di niente che le situazioni miglioreranno: ma agendo con devozione ai Valori a scapito di gerarchie non limpide e non più lige alla loro vera missione d'amore.

Inviato da cate (utente non registrato) il

"L'uguaglianza di genere significa uguaglianza di dignità tra maschio e femmina, di opportunità e di ruoli (responsabilità) da assumere": Questo è un assunto condiviso per lo più anche da chi protesta contro l'ideologia del gender, persone che tuttavia colgono pure quante baggianate si dicano in giro rispetto al fatto che "puoi decidere tu se essere maschio o femmina"... ma vi pare razionale? Ogni singola cellula del nostro corpo è xx o xy, ogni nostro atteggiamento, voce, pelo dice se siamo M o F, e ben venga qsta differenza, che arricchisce immensamente la nostra esistenza...

sull'argomento è peraltro molto interessante qsta inchiesta norvegese, dura poco più di mezz'ora: https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA

Inviato da Isabella (utente non registrato) il

So da tempo che Dio nella tradizione giudaico cristiana è considerato Padre ma ha anche viscere di misericordia (utero di misericordia) .
In tutti gli anni di approfondimento della Sacra Scrittura non ho mai trovato contrasto né minore dignità per la donna (dalle figure femminili dell'AT a finire alle donne a cui Cristo Risorto per primo appare ) invece mi spiace dedurre dalle sue parole, dottoressa, che lei si batterebbe per affermare una identità di genere che porta a gravi conseguenze quando forzatamente imposta (GLI STUDI NORVEGESI SONO STATI ILLUMINANTI per gli stessi Paesi che per primi hanno tentato di attuare una identità di genere a livello statale) fino ad arrivare a scelte legislative che avallerebbero la pratica dell'utero in affitto , che è tutt'altro che libertà e dignità per le donne.
Aspetto una gentile risposta.

Inviato da Maura (utente non registrato) il

La ringrazio per l'articolo, fa piacere vedere che dentro il mondo della Chiesa Cattolica emergono posizioni corrette intorno al gender, insieme ad una critica verso che semina panico e odio, nascondendosi dietro la difesa dei bambini da una minaccia inventata appositamente. Grazie soprattutto in un momento in cui la Chiesa Cattolica da mostra di sé nella sua forma peggiore di fanatismo, livore e scorrettezza.
Mi permetto però di aggiungere alla Sua analisi altri due aspetti che, secondo gli studi di genere, compongono l'identità sessuale: non solo sesso biologico e ruolo di genere, come ha ben spiegato, ma anche identità di genere e orientamento sessuale. Anche omo e transessuali, non solo le donne, sono vittime di questa nuova campagna diffamatoria.

Inviato da Andrea B. (utente non registrato) il

Complimenti davvero, sia per il contenuto che per la forma, assolutamente chiara e comprensibile.
Grazie, Andrea

Inviato da Vlad (utente non registrato) il

l'identità di genere non è solo una costruzione sociale e non è solo biologia. Ma quello che i paranoici del no gender non capiscono è che ci sono modi infibiti di essere uomini e donne tanti quanti sono gli uomini e le donne nel mondo, modi più frequenti statisticamente e modi meo frequenti ma tutti legittimi e autentici
ma è bello trovare persone ragionevoli anche nel campo cattolico.

Inviato da franco maria ge... (utente non registrato) il

Come cristiano, vedo con piacere ogni momento di discussione e di 'confusione'. Sulle tematiche legate al gender questa è massima, oggi.
Meglio.
Dio non è nè maschio nè femmina, nè umano nè alieno e, come evidente nella storia del rapporto dell'umanità con Lui, senza il Suo rivelarsi e manifestarsi sarebbe rimasto a noi totalmente inconoscibile. Di nostra istanza possiamo cercarlo, ma i nostri limiti , prima di tutto la nostra antropizzazione, ci rendono ciechi e sordi.
Prova manifesta è il fatto, parlando della Chiesa cattolica di rito Romano, di continuare ad escludere le donne dal sacerdozio. Assomiglia alla pretesa della neonata chiesa di gerusalemme (e di San Pietro) di escludere i non ebrei dal cristianesimo se non si fossero prima fatti circoncidere aderendo all'Ebraismo. Meno male che San Paolo fece muro, non stette zitto contro questo pensiero umanissimo ma certo assolutamente estraneo al messaggio cristiano. Ci servono ancora Pietro e (o Paola?).

Inviato da Enr1ca (utente non registrato) il

Articolo molto interessante e sopratutto, finalmente una prospettiva critica ed equilibrata sulla questione di genere, perla rara nel marasma generale da cui veniamo sommersi in queste settimane. Trovo corretta anche la proposta dell'approccio da utilizzare, che vede il superamento degli ostacoli esistenti in modo da rendere gli schemi di genere degli strumenti effettivi di miglioramento della vita sociale. Purtroppo, ritengo che questo superamento non sia di facile realizzazione sia perché l'interiorizzazione degli schemi in modo distorto porta ad una difficoltà maggiore del superamento di questi, sia perché un cambiamento più o meno radicale dei ruoli sociali legati al genere comporterebbe anche uno stravolgimento della relazione gerarchica tra (genere) dominante e dominato (non auspicato dalla parte dominante, chiaramente, perché comporterebbe la perdita di troppi privilegi in troppi campi).

Inviato da Vlad (utente non registrato) il

le identità di genere non sono semplicemente costruzione culturale e non sono riducibili alla biologia giacchè anche la cultura fa parte della natura umana. Ci sono infiniti modi di vivere il maschile e il femminile ed esprimerlo tanti modi quanti sono gli uomini e le donne nel mondo. Modi più frequenti e modi meno frequenti statisticamente ma tutti legittimi e autentici

Inviato da kuros (utente non registrato) il

l'art. è interessante, ma non coglie il segno. la posizione cristiana prevede che l'identità sessuale sia determinata a partire dal dato biologico non culturale. la Chiesa sostiene che l'identità sessuale è un dato naturale e non culturale (esclusivamente). che poi le manifestazioni di piazza recenti possano contenere i pericoli che la teologa dichiara, ci può anche stare. ma l'art non coglie il segno. chiederei alla teologa: cultura o natura?
grazie

Inviato da Lore (utente non registrato) il

dal catechismo della Chiesa Cattolica:
"239 Chiamando Dio con il nome di “Padre”, il linguaggio della fede mette in luce soprattutto due aspetti: che Dio è origine primaria di tutto e autorità trascendente, e che, al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d'amore per tutti i suoi figli. Questa tenerezza paterna di Dio può anche essere espressa con l'immagine della maternità, [Cf ⇒ Is 66,13; 239 ⇒ Sal 131,2 ] che indica ancor meglio l'immanenza di Dio, l'intimità tra Dio e la sua creatura. Il linguaggio della fede si rifà così all'esperienza umana dei genitori che, in certo qual modo, sono per l'uomo i primi rappresentanti di Dio. Tale esperienza, però, mostra anche che i genitori umani possono sbagliare e sfigurare il volto della paternità e della maternità. Conviene perciò ricordare che Dio trascende la distinzione umana dei sessi. Egli non è né uomo né donna, egli è Dio. Trascende pertanto la paternità e la maternità umane, [Cf ⇒ Sal 27,10 ] pur essendone l'origine e il modello: [Cf ⇒ Ef 3,14; ⇒ Is 49,15 ] nessuno è padre quanto Dio.
240 Gesù ha rivelato che Dio è “Padre” in un senso inaudito: non lo è soltanto in quanto Creatore; egli è eternamente Padre in relazione al Figlio suo Unigenito, il quale non è eternamente Figlio se non in relazione al Padre suo: “Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (⇒ Mt 11,27). "
Dio trascende nostre idee e non possiamo che definirlo come Padre(lo dice Gesu')

Inviato da Lore (utente non registrato) il

Il crescere e maturare di una identita' sessuale, senza stare a scomodare Freud, non ha all'origine un sentirsi, ma un riconoscersi. Mai sentito dire da un bambino mi sento"un maschio o una femmina ma "sono" perche' osservano la realta' circostante. Quindi presentare fin da piccoli che ci possono essere delle opzioni differenti puo' creare seriamente un disorientamento. Evitiamo di creare confusione dove non ce ne e'. Il rispetto x le persone si impara senza scomodare la sessualita' o il sentirsi altro.

Inviato da Lore (utente non registrato) il

Lei dice:
" L'uguaglianza di genere significa uguaglianza di dignità tra maschio e femmina, di opportunità e di ruoli (responsabilità) da assumere."
Se fosse cosi' nessuno avrebbe da ridire o protestare o invitare a lottare contro questa colonizzazione ideologica come continuamente sta ripetendo Papa Francesco...a ben altro aspirano purtroppo questi "pensatori" e sostenitori" come si ricava dai testi redatti dall'OMS, dalle nostre leggi in discussionebin Parlamento, dai corsi gia' avviati in alcune scuole italiane. Come segnalato sopra in altro post molto chiaro anche il videonsul paradosso norvegese visibile su you tube.

Inviato da riccardo paolo (utente non registrato) il

La filosofia, non ha mai portato a soluzioni concrete, quindi muovendosi nel campo filosofico, sperando di trovare una risposta chiara, riguardo tutte le problematiche che "gender" ha logicamente generato, mi sembra assolutamente fuori luogo.
quindi cercherò di trovare una risposta razionale, che possa dare una soluzione chiara e limpida a questo pensiero.
L'uomo esiste nei suoi due aspetti e cioè: fisico (biologico,carnale.....) che è totalmente assosoggettato alle leggi naturali ( nascita,crescita fisiologica,morte ) e psichico (anima,spirito....) che rappresenta la vera essenza del nostro "io" ovvero della nostra personalità. Ora il nostro "io", verrà totalmente condizionato sin dalla nascita, dall'ambiente che lo circonda ( pschico ) e come una spugna assorbirà tutti gli influssi provenienti dall'esterno, che a loro volta, nel corso della vita, contribuiranno a formare la persona nella sua interezza ( l'educazione ). Se "gender" avrà modo di condizionare la crescita dell' "io", la persona avrà difficoltà ad identificarsi sessualmente.
Ma se "gender", non avesse modo di condizionare l' "io", alla persona verrebbe facile seguire il corso naturale della vita a cui era stato destinato ( perche scritto nel suo dna ), pertanto l'uomo crescerebbe uomo e la donna crescerebbe donna, semplice.
La sapienza sta innanzi a chi ha l'intelligenza, ma stolto la va a cercare agli estremi confini della terra. proverbi: 17;vers.24
Spero di essere stato chiaro.

Inviato da Lore (utente non registrato) il

https://en.m.wikipedia.org/?title=Judith_Butler
Lei stessa si definisce una" teorista del genere". Da leggere i suoi libri o interviste per capire o no se esiste questa teoria.... Purtroppo,Come ha detto recentemente il cardinal Cafarra, se fossero solo teorie si potrebbe anche dibatterne ma se ne deve parlare come dittature perche' non ammettono replica a chi la pensa diversamente. Vedi giornali, tv, governo che recepisce in fretta e ,fino a poco tempo fa,di nascosto ai piu' norme Europee pro gender.

Inviato da silvia marina (utente non registrato) il

Bell'articolo. Ma: non è una "costruzione di genere" già la Bibbia? E il Vangelo? La Bibbia ci dice che prima di Eva c'era Lilith, ma era troppo indipendente....spero di non sembrare blasfema se dico: oggi avremmo il Libro di Lilith? O il Vangelo di Maddalena???....Dal punto di vista del dibattito di oggi, è chiaro che ogni persona, che sia solo sufficientemente civile e raziocinante, non può che riconoscere che il genere è una convenzione, che gli omosessuali hanno diritti sacrosanti come tutti gli altri cittadini; quello che inquieta è come il potere oggi cavalchi queste battaglie. Ma siamo davvero sicuri , che con questa pressantissima propaganda, il potere voglia riconoscere i diritti di genere, equiparando finalmente maschio e femmina? Siamo così sicuri che con la quotidianamente onnipresente propaganda per i diritti degli omosessuali, il Potere non voglia in realtà togliere i diritti di tutti gli altri?

Inviato da massimo (utente non registrato) il

Non credo che i genitori condannati in Germania alla galera per essersi rifiutati di far partecipare i propri figli a lezioni di "educazione sessuale" - che altro non erano che banalizzazione biologistica e pornografica della sessualità - siano mitomani dell'ideologia gender. Piuttosto queste sono manifestazioni estreme di un'incipiente ideologia totalitaria che, come ultimo baluardo della natura contro la libertà, attacca l'infanzia e il diritto inalienabile dei genitori all'educazione dei figli. Ma questi modelli staliniani la dicono lunga sull'ispirazione della cultura che ne è alla base. Con la scusa dell'emancipazione dai cosiddetti modelli patriarcali, si intende agire sul linguaggio producendo una neolingua che impedisca di pensare il lascito della tradizione, di cui questo neoilluminismo giacobino ed estremista ambisce a fare tabula rasa (non tenendo conto che le stesse strutture tradizionali del pensiero teologoico, filosofico ed etico hanno consentito di pensare l'emancipazione femminile - nata dentro un certo linguaggio e una certa tradizione). Peraltro tutto ciò avviene in omaggio a modelli secolaristi, la cui opposizione al cristianesimo farà rapidamente piazza pulita di questi teologi alla Kerenskij...

Inviato da Clemens (utente non registrato) il

Gli studi sul rapporto seso /genere possono solo dirti che "figura materna" e "figura paterna" in psicologia sono nozioni indipendenti dal sesso biologico e anche dal rapporto di filiazione. Non c'entra col fatto che il sig. Furnish (il compagno di Elton Jon) si faccia registrare come "madre" da un punto di vista giuridico, che in effetti fa un po' ridere, ma non più di quanto lo farebbe se si facesse registrare come "sorella" anziché "fratello" di Susan o Mark. la cosa più corretta sarebbe indicarlo come "uno dei due genitori", ma a quanto pare questa dizione fa storcere il naso a tanta gente..

Inviato da Bianca (utente non registrato) il

Ma Benedetta Selene Zorzi lei è cattolica? Perchè se non segue il Papa, la prego, esca da questa Chiesa... non abbiamo bisogno di fantomatiche e sedicenti teologhe..grazie!

Inviato da Annina Lubbock il

In tutta Italia si invitano i genitori a firmare contro la ‘educazione di genere’ nelle scuole facendo loro credere che in tal modo figli entrerebbero in confusione sulla loro identità sessuale, si insegnerebbe ai piccoli a masturbarsi, e via spaventando… Perché proprio ora?

A mio avviso, pesano due eventi previsti a breve: il Sinodo sulla Famiglia, che si terrà a ottobre, e la prevista approvazione entro l’anno da parte del governo italiano delle unioni civili fra persone dello stesso sesso. Non a caso, in questo clima è impossibile discutere con serenità di una misura che dovrebbe essere ovvia in un paese civile - quella di educare al rispetto delle differenze ed alla eliminazioni delle discriminazioni di genere - perché la iniziativa viene presentata come una sorta di cavallo di troia per giustificare i matrimoni gay. Sul fronte del Sinodo sulla Famiglia c’è chi fra i tradizionalisti cattolici intravvede il rischio di un sovvertimento di un modello di famiglia che vede la donna votata in modo preminente alla famiglia.
In realtà il mondo cattolico è assai diviso sula questione di genere, si vedano, ad esempio la presa di posizione della Diocesi di Padova http://www.diocesipadova.it/s2ewdiocesipadova/allegati/9390/Nota%20su%20... e quella delle missionarie Comboniane. http://www.combonifem.it/articolo.aspx?a=7484&t=NL. Quanto a Papa Francesco, è vero che nella udienza generale del 15 aprile poneva la domanda (notare, domanda non affermazione) se con la ‘teoria di gender’ non si rischiasse di fare ‘un passo indietro’, in quanto minerebbe ‘l’alleanza fra l’uomo e la donna’ in cui il disegno del Creatore avrebbe ‘iscritto la immagine di Dio’. E ciò in quanto “ cancellerebbe le differenza sessuale”. (E l’articolo della Zorzi spiega bene perché non è vero). Mi sembra anche, però, che il Papa cerchi di proporre una visione più avanzata sulla famiglia e le relazioni uomo-donna, vedi aperture sui divorziati, gli omosessuali come figli di Dio, e sulle questioni della uguaglianza uomo-donna in materia di retribuzione (problema che, se opportunamente sviscerato quanto alle cause, ci riporta dritti dritti alla questione delle differenze ‘di genere’…). Vedi il secondo paragrafo dell’ottimo articolo della Zorzi.

Inviato da o'haracell (utente non registrato) il

Il punto di vista e'sicuramente tra i piu' lucidi che mi e' capitato di leggere, anche se ritengo che la Teologa affrontando la questione dal suo punto (di confronto) di vista riesce ad esprimere una visione parziale. E' un tema che travalica il confine della fede. Quando afferma che "non c'e'alcun destino" condizionato dalla biologia, dal peccato ma che e' aperto al futuro di Dio," non e' argomento sostenibile in un confronto aconfessionale. E sono differenze che esistono e che non riducono il valore dell'essere umano. Piuttosto credo che la diversita' di genere non sia una questione culturale, che lo sia anche diventata amplificandone le peculiarita', e ritengo che negarla voglia dire trovare una scorciatoia alla corretta relazione uomo-donna, maschio-femmina. Sesso e genere non sono la stessa cosa, ma non condivido l'opinione di chi vuol ridurre la complessita' dell'uomo nella distinzione tra pulsioni ormonali e condizionamento sociale.

Inviato da o'haracell (utente non registrato) il

Il punto di vista e'sicuramente tra i piu' lucidi che mi e' capitato di leggere, anche se ritengo che la Teologa affrontando la questione dal suo punto (di confronto) di vista riesce ad esprimere una visione parziale. E' un tema che travalica il confine della fede. Quando afferma che "non c'e'alcun destino" condizionato dalla biologia, dal peccato ma che e' aperto al futuro di Dio," non e' argomento sostenibile in un confronto aconfessionale. E sono differenze che esistono e che non riducono il valore dell'essere umano. Piuttosto credo che la diversita' di genere non sia una questione culturale, che lo sia anche diventata amplificandone le peculiarita', e ritengo che negarla voglia dire trovare una scorciatoia alla corretta relazione uomo-donna, maschio-femmina. Sesso e genere non sono la stessa cosa, ma non condivido l'opinione di chi vuol ridurre la complessita' dell'uomo nella distinzione tra pulsioni ormonali e condizionamento sociale.

Inviato da Enzo (utente non registrato) il

Condividio appieno l'appunto mosso.
Non è mai stata una questione di genere di "gender", bensì di lobby. Vale dire di interessi di business e basta. Enzo.

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