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Il genere nello sport,
un progetto europeo

Foto: Flickr/donsathletics

Le Sport Egal è il progetto europeo che cerca di contrastare gli stereotipi e le diseguaglianze di genere nello sport a partire dalla formazione di allenatori e istruttori

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Sport per donne? Sport per uomini? Sono ancora molti gli stereotipi che caratterizzano il mondo dello sport e questi stessi stereotipi contribuiscono ad alimentare la segregazione di genere. Per sensibilizzare atleti e istruttori a marzo 2016 è partito Le sport egal, fare leva sullo sport per affrontare le disuguaglianze di genere, un progetto rivolto ai giovani e finanziato dalla comunità europea attraverso il programma Erasmus+.

Gestito da un partenariato composto da cinque organizzazioni provenienti da quattro diversi paesi europei (Italia, Francia, Inghilterra, Romania) il progetto avrà una durata di due anni, e si concluderà a marzo 2018. L'obiettivo è proprio quello di valorizzare l’uguaglianza di genere, trasferendo agli allenatori le competenze professionali necessarie per la prestazione di attività sportive libere da stereotipi, in modo da educare e rendere più consapevoli gli atleti e le atlete riguardo la tematica della diversità di genere nelle pratiche sportive.

Perchè utilizzare lo sport per contrastare le disuguaglianze di genere? La strategia Europa 2020 ha evidenziato come la parità di genere possa essere un’importante leva per la crescita economica, l’occupabilità, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile. La risoluzione del parlamento europeo 2012/2116(INI) insiste sul fatto che “i ruoli di genere sono definiti e imposti attraverso varie influenze sociali, inclusa la formazione”. 

Il consiglio dei ministri degli stati membri raccomanda di introdurre la questione di genere nello sport in quanto “attraverso l’utilizzo di una formazione e di strumenti specifici, è possibile incoraggiare, rendere in grado e supportare gli insegnanti di educazione fisica, i coach, i formatori e gli istruttori sportivi nel promuovere l’uguaglianza tra ragazze e ragazzi nello sport, e gestire situazioni problematiche causate da differenze di genere e questioni inter-culturali relative all’accesso alle pratiche sportive e all’educazione fisica” (CM/Rec(2015)2).

Attraverso la pratica sportiva, i giovani possono acquisire “informalmente” importanti abilità e attitudini, come ad esempio leadership, disciplina, empatia, lavoro di squadra e fiducia in se stessi. Ma spesso il processo di apprendimento è modellato sulla base della segregazione di genere. Alcune competenze chiave per la vita lavorativa, come ad esempio la capacità di leadership o la fiducia in se stessi, vengono principalmente insegnate in attività sportive considerate maschili. Mentre, l’empatia o l’autodisciplina sono insegnate in attività sportive considerate femminili. Una segregazione di genere molto simile può essere osservata in ambito lavorativo. 

Gli istruttori che operano nel campo della gioventù e dello sport hanno un ruolo cruciale da giocare. A scuola, in colonia, in centri sportivi, insegnano ai giovani, in maniera informale, abilità utili per la vita. Dunque, è fondamentale formarli e sensibilizzarli su queste tematiche, introducendo una formazione specifica sulle questioni di genere, purtroppo ancora del tutto assente, come risulta chiaro da uno studio comparato realizzato nell’ambito del progetto.

L’obiettivo è dunque quello di formare coach, allenatori e operatori della gioventù che siano in grado di introdurre la questione di genere nelle pratiche sportive, e utilizzare strumenti efficaci per spingere ragazzi e ragazze a seguire le rispettive propensioni senza subire le influenze degli stereotipi. Questo, nella convinzione che lo sport sia un ottimo strumento per trasmettere competenze e abilità trasversali che possono incidere sulla riduzione della disparità anche in altri ambiti, come ad esempio quello lavorativo, sia orizzontalmente (a livello settoriale) che verticalmente (grado della posizione ricoperta). 

La dimensione della discriminazione di genere nello Sport

Affinché gli operatori sportivi siano in grado di portare avanti azioni idonee a introdurre un approccio di genere nell’attività sportiva, è innanzitutto necessario che acquisiscano maggiore consapevolezza sulla portata della problematica. 

Eurobarometro nel 2014 ha sottolineato come la partecipazione delle donne allo sport si attesti su livelli molto inferiori rispetto a quella degli uomini. Inoltre importanti ricerche hanno evidenziato come il numero di donne che ricopre posizioni dirigenziali in organizzazioni sportive ed enti di rappresentanza europei sia molto basso, al di sotto del 10% (Vedi Grafici 1 e 2). Il numero di allenatrici donne rimane inferiore a quello dei colleghi maschi così come il loro livello salariale; si registra in alcuni casi una differenza che raggiunge anche i 1000 euro per la stessa tipologia di lavoro. In una situazione molto simile si trovano le atlete professioniste, che oltre a guadagnare meno dei colleghi si vedono riconosciuti meno diritti sia in termini di professionismo sportivo e di tutele contrattuali ad esso legate, sia in termini di discriminazioni in caso di gravidanza. 

L’insegnamento delle pratiche sportive secondo un approccio di genere potrebbe invece decretare una diminuzione del tasso di abbandono dell’attività sportiva da parte delle ragazze e contrastare gli stereotipi di genere nello sport creando un clima di educazione sociale positivo per tutti.

Il progetto mette a disposizione strumenti effettivi[1] per contrastare le disuguaglianze di genere nello sport: 

  • una formazione in modalità e-learning sull’uguaglianza di genere nelle attività sportive per istruttori operanti nel campo dello sport e della gioventù. Questi moduli formativi digitali possono essere utilizzati da centri di formazione per l’educazione sportiva e giovanile. Grazie alla forma digitale e alla struttura flessibile, costituita cioè da learning objectives, un insieme collegato ma scindibile di strumenti formativi (parte teorico/informativa, video di animazione, video interviste, esercizi pratici ecc.), il corso e-learning potrà essere facilmente incluso all’interno degli esistenti percorsi formativi. 
  • Una guida agli istruttori per un’efficace uso del corso formativo in modalità e-learning, con metodi educativi e tecniche di mediazione. 
  • Una guida per incentivare la consapevolezza sugli effetti dell’eguaglianza di genere nelle attività sportive indirizzata a organizzazioni sportive e giovanili. Questa guida supporterà tali organizzazioni nell’inclusione di un approccio basato sull’uguaglianza di genere nelle pratiche da loro svolte. 
  • La definizione del Quadro europeo delle qualifiche (Eqf), con l’indicazione delle competenze, delle abilità e delle conoscenze che devono essere possedute da istruttori sportivi e giovanili in grado di promuovere la parità.

 

Riferimenti

Expert Group on Good Governance – Reccomandation on Gender Equality in Sport – EU Work Plan for Sport 2014-2017

Standard Eurobarometer 81, Spring 2014, Survey conduceted by TNS opinion & social at the request of the European Commission 

The Brighton Declaration on Women and Sport, 1994

Handbook on good practices – Gender Equality in Sport, Council of Europe, September 2011

Risoluzione del Parlamento Europeo sull’Eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione Europea (2012/2116INI)

Raccomandazione CM/Rec (2015)2 del Consiglio dei Ministri agli Stati Membri sull’integrazione della dimensione di genere nello Sport

NOTE

[1] Tutti i contenuti saranno presto liberamente scaricabili dal sito web di progetto www.sport-egal.eu