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Il posto delle donne
nelle notizie

Foto: Unsplash/ Marc Schaefer

I nuovi dati dell'Osservatorio di Pavia mostrano che ruolo hanno avuto le donne nella programmazione dei telegiornali nazionali durante la campagna elettorale per le ultime elezioni europee

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Come già evidenziato su inGenere, i mezzi di comunicazione non tengono adeguatamente in considerazione le donne. Nei media, specialmente nei telegiornali, le donne partecipano per lo più come presentatrici di notizie e quando coinvolte nella narrazione informativa lo sono come semplici testimoni o vittime. Le notizie sono commentate per lo più da uomini interpellati come esperti, mentre le donne rappresentano un numero esiguo o sono del tutto assenti nella trattazione di certe tematiche come la politica o l'economia. L'Osservatorio di Pavia fornisce dati a riguardo. Nel luglio scorso ha pubblicato infatti il resoconto di una ricerca effettuata sui palinsesti dei telegiornali delle maggiori reti nazionali.

I dati dell'osservatorio si riferiscono ai principali sette telegiornali italiani durante la campagna elettorale europea della scorsa primavera per un periodo quindi molto limitato che va dal 27 aprile al 24 maggio 2019. I risultati tuttavia sono interessanti poiché da essi si può ricavare quanto le tematiche di genere sono state presenti nella programmazione notiziaria rispetto agli altri argomenti di informazione. 

In generale le notizie più trattate, anche se con differenze da tg a tg ed escludendo il fenomeno migratorio che nella ricerca è analizzato a parte, sono state quelle di cronaca nera. Tg4 e Studio Aperto sono risultati essere i tg che più hanno dato evidenza a questo aspetto. Seguono nell'analisi complessiva gli argomenti di politica interna ed estera, gli argomenti di cultura, economia e subito dopo gli aspetti sociali che vengono affrontati e articolati in modo differente da telegiornale a telegiornale a seconda del punto di vista scelto dalla testata giornalistica.

Immagine 1. Micro aree tematiche sociali

Fonte: elaborazione grafica a partire dai dati dell'Osservatorio di Pavia

A distinguersi in questa area argomentativa sono il Tg3 e il Tg1 che hanno dato maggiore spazio alle questioni sociali pur interpretandole in modo diverso. Dall'analisi particolareggiata delle sotto-categorie legate al sociale si vede come il Tg3 abbia dato ampio spazio a realtà di difficoltà economiche e povertà, mentre il telegiornale di Rai Uno si è focalizzato sulle tematiche ambientali o ha interpretato il sociale tramite nuovi fenomeni collettivi o tecnologici.

Nonostante infatti i due telegiornali di Rai 1 e Rai 3 si siano occupati complessivamente più degli altri notiziari televisivi delle questioni sociali, ma nello specifico non hanno dato rilevanza alle questioni di genere né alle donne. Il Tg3 infatti è quello che nella sotto-classe riferita espressamente al genere ha lo 0% di visibilità dedicata, mentre la percentuale per il Tg1 è solo del 2%, seppure anch'esso sia in testa nella sezione delle questioni sociali in generale. Il telegiornale che con il suo 2,9% complessivo del tempo dedicato alle tematiche sociali ha dato maggiore visibilità alle questioni di genere e alle donne è ancora una volta Studio Aperto, con una percentuale del 7,3%. 

In totale la percentuale riferita a donne e genere è dello 0,8% rispetto a tutti gli altri argomenti sociali trattati.

Immagine 2. Rilevanza delle tematiche sociali per testata giornalistica

Fonte: elaborazione grafica a partire dai dati dell'Osservatorio di Pavia

Spostando  l'attenzione sull'analisi lessicale dei telegiornali si hanno solo conferme.

Nella macro area della cronaca le parole più usate sono state omicidio al primo posto, uccidere al secondo, ospedale al terzo, violenza al quarto, uomo al quinto. La parola donna è al settimo posto. Referenti di questo risultato generale per la categoria della cronaca sono ancora una volta il Tg di Studio Aperto e il Tg4.

Nello specifico l'analisi del lessico nel settore cronaca per il Tg1 presenta la parola omicidio al secondo posto, violenza al quarto mentre la parola donna non compare mai in una lista dei primi venti termini analizzati.

L'analisi lessicale della cronaca riferita al Tg5 vede la parola donna all'ultimo posto dei venti termini più usati anche se la parola violenza è al primo posto seguita da omicidio al secondo.

In effetti il telegiornale ammiraglio delle reti Mediaset risulta dare maggiore visibilità a notizie di tipo economico come anche il TgLa7, mentre il Tg2 privilegia notizie di politica interna ed estera.

Passando all'analisi linguistica nell'area delle questioni sociali troviamo presente solo la parola mamma al penultimo posto (ventesima) nella sotto-categoria del racconto sociale 'privato' con referente sempre i telegiornali di Studio Aperto e Tg4.

I dati di questa analisi lessicale nelle due macro aree di nostro interesse (cronaca e sociale) confermano quindi che sono Studio Aperto e il Tg4 i telegiornali che hanno dato maggiore visibilità alle donne pur non trattando largamente di questioni sociali. Infatti, guardando ai risultati delle ricerche, possiamo concludere che le donne nell'agenda setting dei telegiornali durante la campagna elettorale per le elezioni europee non hanno avuto alcun rilievo. Le donne quando hanno fatto notizia sono comparse maggiormente in episodi di cronaca nera, quindi sono entrate nell'informazione prettamente come vittime o come racconto esemplificativo del privato (mamma).

L'informazione delle maggiori testate dei telegiornali nazionali ha contribuito a non dare la percezione delle reali condizioni del paese per quanto riguarda le questioni di genere e la condizione delle donne non parlando ad esempio del gap salariale a parità di mansione, del minore accesso al lavoro per le donne, della mancanza di servizi nella cura familiare che spesso ancora grava maggiormente sulle donne e quindi della difficoltà di conciliazione lavoro-famiglia, della mancanza di riconoscimento del lavoro domestico.

I dati raccolti dall'Osservatorio di Pavia confermano che l'informazione televisiva dà scarsa rilevanza alle donneA chi obietta che i mezzi di informazione non sono in grado di influenzare drasticamente le scelte elettorali dei cittadini c'è da ricordare che se è vero che non influiscono direttamente sulla decisione di voto, è pur vero che concorrono a creare un 'sentimento' sociale sulla 'reale' situazione del paese, e quindi sulle priorità da affrontare e di cui parlare. Inoltre, come ricordato, la modesta presenza delle donne nei mezzi di comunicazione sia come opinion leader che come protagoniste di notizie, non aiuta né a cambiare né a formare questa sensibilità.