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Un disastro
evitabile

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Covid19: parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Bioemergenze dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano

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Maria Rita Gismondo ha due lauree, una in Biologia, la seconda in Medicina e Chirurgia, e una specializzazione in Microbiologia e Virologia che l'ha portata a diventare un'esperta in bioemergenze. Ha all'attivo più di duecento pubblicazioni scientifiche e fa parte di diversi organismi scientifici internazionali, come la European Biosafety Association e la European Society of Clinical Microbiology and Infection Diseases.

Oggi dirige il Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Bioemergenze dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano, diventato in pochi mesi uno dei luoghi simbolo della pandemia. Gismondo è stata sicuramente tra le protagoniste della ricerca sul Covid19 degli ultimi mesi, non solo perché interpellata più volte dai media, ma anche e soprattutto per il ruolo che ha svolto all'interno dell'emergenza sanitaria.

Gismondo, che ha da poco dedicato un libro all'argomento, pubblicato da La Nave di Teseo, è stata una delle poche voci della comunità scientifica a mettere in luce gli effetti sociali e culturali della pandemia, denunciando l'inadeguatezza delle politiche che da anni considerano la sanità come un business più che come un bene comune.

"Lavorare in ospedale durante la pandemia è stato sentirsi al centro di un ciclone dal quale non sai se ne uscirai, ma devi muoverti. Improvvisamente ho avuto la necessità di rispondere immediatamente alla necessità dei pazienti, di proteggere i miei collaboratori, di partecipare a tavoli tecnici regionali" ci racconta.

"Ho toccato con mano l'impreparazione, la mancanza di meritocrazia, il maschilismo. Colleghi che si sono rivelati essere dei 'nemici in casa'. Politici che, pur riconoscendo la fondatezza di alcuni consigli, li hanno ignorati per motivi 'partitici'. Abbiamo dovuto operare in una sanità offesa da anni a favore dei privati che adesso qualcuno 'ringrazia per la collaborazione'. Ci sono stati momenti in cui mancava tutto e non potevamo dirlo. Ci sono arrivate mascherine e guanti da associazioni. Le istituzioni sono state assenti" denuncia.

Per Gismondo, la responsabilità di un collasso sanitario altrimenti evitabile, sta tutta nelle politiche che si sono susseguite negli anni con l'intendo di "ridurre i servizi pubblici a favore dei privati". 

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