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Il gender pay gap in Ue è del 16%

foto: Flickr/Joe Clay

Le donne guadagnano in media il 16% in meno degli uomini nei paesi dell'Unione europea. È il dato reso noto dall'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Ue, che in occasione della giornata internazionale delle donne fa il punto sul gender pay gap, la differenza di retribuzione tra uomini e donne.

L'occupazione a tempo parziale delle donne è aumentata e nel 2014 il divario retributivo di genere si attesta al 16,1%. In altre parole, spiega Eurostat "le donne guadagnano in media 84 centesimi per ogni euro che un uomo guadagna in un'ora. Tra gli stati membri, il divario retributivo tra donne e uomini nel 2014 varia da meno del 5% in Slovenia e a Malta fino a superare il 20% in Estonia, Austria, Repubblica Ceca, Germania e Slovacchia (in Italia è del 6,5%). Inoltre, spiega sempre l'Eurostat, se si confronta il 2014 con il 2015 si può osservare che quello del gender pay gap è un fenomeno in crescita.

E il divario cresce con l'aumentare del numero dei figli. Nel 2014 quasi la metà delle lavoratrici tra i 25 e i 49 anni (45,1%) con almeno tre figli hanno lavorato part-time, contro il 7,0% degli uomini nella stessa situazione.

"Le donne hanno ancora meno probabilità rispetto agli uomini di avere un lavoro retribuito, tendono a lavorare meno ore, hanno retribuzioni orarie inferiori, e si concentrano in un numero minore di settori ben pagati. Le donne devono affrontare ancora grandi ostacoli per raggiungere posti dirigenziali. Rischiano di essere molestate al lavoro, a casa o in strada. Sono anche le principali vittime delle nuove forme di violenza" dichiara Vĕra Jourová, commissaria Ue per giustizia e parità di genere, nell'introduzione al rapporto annuale che la commissione europea ha dedicato alla gender equality, uno degli obiettivi dell'Unione europea per il prossimo triennio.

Il rapporto, che si rifà ai dati ENEGE di recentissima pubblicazione, include anche informazioni sulle policies in programma o in corso per ridurre il divario retributivo di genere. è il caso, ad esempio, del Regno Unito, dove nel 2015 il governo ha introdotto l'obbligo per le aziende con più di 250 dipendenti di rendere pubblica la differenza di retribuzione tra uomini e donne. Un modo, questo, per favorire la trasparenza retributiva nelle grandi aziende. Saranno interessate oltre 7850 organizzazioni, che insieme impiegano più di 11,2 milioni di persone, il 40% della forza lavoro del Regno Unito.

Per attirare l'attenzione sulla questione, la commissione europea ha istituito nel 2011 una giornata europea, l'equal pay day, che rappresenta il giorno in cui si arresta il guadagno delle donne per l'anno in corso. Nel 2015 è stato il 2 novembre. Per l'occasione la commissione ha diffuso un'infografica animata che spiega bene il fenomeno sfatando una serie di luoghi comuni. Tra questi, il fatto che non è vero che gli uomini guadagnano di più perché hanno livelli superiori di istruzione. Negli ultimi 20 anni, infatti, le donne hanno superato gli uomini tra i laureati, e quindi le dipendenti sono di solito più istruite dei colleghi. Senza questi livelli d'istruzione, ricorda la commissione, il divario retributivo sarebbe ancora maggiore. 

(Claudia Bruno)