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Mamme equilibriste

Le donne in Italia hanno sempre meno figli, aumenta l’età in cui si decide di diventare madri, e la maternità continua a rappresentare uno dei principali ostacoli per la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. A ricordarlo è il Rapporto Mamme 2016 appena pubblicato da Save the children e curato da Giovanna Badalassi e Federica Gentile, una dettagliata raccolta di dati che restituisce il quadro di quello che significa essere madri oggi in Italia.

Nel 2015 erano 10 milioni le donne tra i 25 e i 64 anni che si prendevano cura di figli di ogni età: 8,7 milioni le madri che vivevano con un coniuge o un compagno (l’86,1%), 1,4 milioni le monogenitore (13,9%), si legge nel rapporto. Oltre a prendere in esame il carico del lavoro di cura delle madri e i loro bisogni di conciliazione e condivisione, le strategie familiari, sociali e aziendali in atto nella gestione di tempi e compiti per sopperire all'insufficienza di un sistema di welfare che troppo poco investe in infrastrutture sociali come nidi e asili, il rapporto si chiede anche come stanno queste madri. E la risposta è che "essere madre si traduce troppo spesso in un delicato equilibrismo tra responsabilità familiari e lavorative, nell’ambito di un welfare ancora troppo centrato sulle risorse di tempo e di denaro delle famiglie."

Lo stesso fatto di diventare madri, ricorda il rapporto, può essere sinonimo di difficoltà economiche: "nel 2012 tre mamme su dieci hanno dichiarato di aver avuto difficoltà economiche dopo la nascita del figlio/a – un aumento del 6% rispetto al 2005. L’aumento è attribuibile alla congiuntura economica effettivamente sfavorevole, ma anche al fatto che tra il 2005 ed il 2012, il 'peso' della mamme straniere – quindi mediamente con maggiori difficoltà economiche – era consistente; infatti più del 60% delle mamme straniere dichiaravano di avere problemi economici".

Prendendo spunto dal Mothers’ Index internazionale, che ogni anno viene elaborato e pubblicato da Save the Children USA, il rapporto ripropone poi un Mothers’ Index italiano per comprendere le differenze tra i vari territori regionali rispetto alla qualità di vita e di benessere per le mamme. Un indice che tiene conto di indicatori relativi ai diversi ambiti della cura, del lavoro e dei servizi e che vede per il 2016 il Trentino Alto Adige classificato al primo posto, seguito da Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Piemonte , Friuli-Venezia Giulia e Liguria.

"I territori nei quali essere madre rappresenta una condizione particolarmente critica sono concentrati soprattutto nell’area meridionale del paese" spiega il rapporto che colloca alla 17esima posizione la Basilicata, seguita da Sicilia, Campania, e Calabria. "I forti squilibri territoriali che caratterizzano il nostro paese sotto molteplici aspetti, dallo sviluppo economico e occupazionale al welfare locale, si rilevano così anche per quanto riguarda nello specifico la condizione delle mamme in Italia".

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