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Il Nobel per l'economia a Esther Duflo

Esther Duflo ha vinto il Nobel per l’economia – insieme a due uomini, Abhijit Banerjee (suo marito) e Michael Kremer – per aver introdotto un approccio sperimentale nella lotta alla povertà "rivoluzionando gli studi sullo sviluppo e impegnandosi a ottenere risposte affidabili sui modi migliori di combattere la povertà globale" ha spiegato in una nota l'Accademia di Svezia.

Qualcosa sta cambiando, se il premio va a una donna la cui ricerca riguarda un tema come quello della lotta alla povertà, includendo le prospettive di genere. Anche se si tratta pur sempre di una sola donna, la seconda nella storia a vincere il Nobel per l'Economia dopo Elinor Ostrom e, come al solito, di una donna eccezionale: la più giovane in assoluto ad aver vinto il Nobel in economia. La doppia fatica che ci viene richiesta è una regola vecchia che si tiene ancora in piedi.

Esther Duflo, 47 anni, francese, autrice insieme all'indiano Abhijit Banerjee del volume Poor Economics, in cui gli autori tracciavano le basi della loro linea di ricerca, è docente di economia al Massachusetts Institute of Technology (Mit). Insieme ai suoi colleghi ha introdotto in economia dello sviluppo il metodo di solito utilizzato nelle scienze della vita, come la farmacologia, sperimentando le teorie direttamente sulle persone. Più che nel metodo, da più parti criticato, che di certo non rappresenta un cambio di paradigma né ha risolto di fatto il problema della povertà, il merito che viene riconosciuto a Duflo e colleghi è quello di aver messo al centro le persone e le relazioni nello studio delle cause della povertà.

Appena vinto il premio, Duflo, che anni fa firmava un articolo poi diventato famoso intitolato The economist as a plumber in cui suggeriva agli economisti di stare più attenti a una serie di fattori, tra cui le differenze di genere, ha invitato i colleghi a trattare le donne con più rispetto. "Stiamo iniziando a realizzare adesso nella professione come il modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri nel privato e pubblicamente costituisce un ambiente non del tutto positivo per le donne" ha commentato. "Mostrando che è possibile per una donna avere successo, o essere riconosciuta per il proprio successo, spero di ispirare moltissime altre donne nel proseguire il loro lavoro, e moltissimi altri uomini a dar loro il rispetto che si meritano, come lo merita ogni singolo essere umano".

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