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Ragazze cinesi in topless per le pari opportunità

Sei giovani femministe cinesi a Guangzhou, capitale della provincia di Guangdong, hanno messo in piedi una protesta contro le discriminazioni sessuali girando in topless, coperte solo da colorati disegni sulla pelle e grossi occhiali da sole per nascondere la propria identità. Questa manifestazione, ci dice il New York Times, è stata l’ultima di una lunga serie di iniziative originali di queste giovani femministe, che utilizzano fantasia ed ironia per porre l’attenzione sui ricorrenti fenomeni sessisti in Cina. Tra le loro azioni di protesta ci sono occupazioni di bagni pubblici, balli per le strade e sfilate con enormi mutande bianche per protestare contro gli invasivi esami medici a cui sono sottoposte le donne che fanno domanda per lavori nel servizio civile.

Lo slogan di queste contestazioni è stato “Put Down Your Colored Glasses, Take the Value of Women Seriously”, ideato giocando sul fatto che la parola “colored” in cinese ha lo stesso suono della parola “sesso”, per invitare gli uomini a non considerare le donne come meri oggetti sessuali.

La loro protesta è volta anche a rivendicare uguaglianza e pari opportunità.

Dal momento che in certe facoltà, come in quella di lingue, il numero di ragazze sta superando quello dei ragazzi, sono stati posti dei requisiti per l’ammissione ben più rigidi ed esigenti. Lo stesso non avviene nelle facoltà a maggioranza maschile.

La discriminazione sul lavoro in Cina è molto diffusa: alle donne che fanno domanda viene chiesto se progettano di avere figli e vengono tendenzialmente scartate se sono in età fertile. Gli annunci di lavoro chiedono come requisiti sesso, peso e altezza.