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In minigonna contro la violenza, la protesta dei ragazzi turchi

Gli uomini turchi hanno manifestato in minigonna per partecipare alla mobilitazione contro la violenza che va avanti da giorni in Turchia dopo la morte di Özgecan Aslan, la studentessa universitaria uccisa e data alle fiamme per essersi difesa da un tentativo di stupro. Su quanto il discorso di genere in Turchia si muova su un doppio binario - una facciata di rispettabilità costruita ad hoc per le istituzioni internazionali che nasconde una sostanza religioso-conservatrice da una parte e le rivendicazioni delle donne che chiedono un approccio di genere laico e progressista dall'altro - ne parliamo in un articolo a firma di Gokben Demirbas. In questo contesto, le manifestazioni di uomini in diverse città del paese assumono un rilievo particolare. "Se alla fine dei conti la colpa è sempre della minigonna, se indossarla è sintomo di immoralità e di impurità, se una donna che porta una gonna corta è un invito implicito a toccarla, allora anche noi vogliamo mandare lo stesso messaggio”, hanno dichiarato alcuni manifestanti. Un gioco di capovolgimento che svela l'assurdità degli assunti sessisti, questa la provocazione al centro dell'iniziativa.

Un articolo sul quotidiano turco online Today's Zaman, fa il resoconto di tutte le forme di protesta scatenate dall'uccisione di Özgecan Aslan, avvenute non solo in strada ma diventate un fenomeno virale con visibilità globale grazie all'uso dei social network: sei milioni di persone hanno twittato il nome di Aslan, moltissime donne, di cui molte famose e influenti, hanno condiviso via twitter le loro esperienze di abusi usando l'ashtag #sendeanlat (racconta la tua storia). A pochi giorni di distanza divampava l'ashtag #ÖzgecanIçinSiyahGiy (vestitevi di nero per Özgecan), accompagnato da "selfie" in abiti neri. Fino alla protesta delle minigonne iniziata sui social e arrivata nelle strade.

Alla mobilitazione degli uomini in minigonna ha preso parte anche Ali Erkazan, un attore molto famoso in Turchia, che ha partecipato alla marcia e ha manifestato pubblicamente la sua preoccupazione per le idee espresse dal premier Erdogan sul ruolo delle donne: "Non vogliamo un leader che pensi in questo modo; non vogliamo funzionari che credono a queste cose. Questa è la repubblica turca, si tratta di un governo laico, qui nessuno può mettere in discussione l'uguaglianza tra uomini e donne, non lo permetteremo".

Erkazan si è riferito alle dichiarazioni rilasciate da Erdogan lo scorso novembre quando, durante il summit Women and Justice organizzato dall'associazione Women and Democracy (KADEM), ha dichiarato: "Non potete mettere gli uomini e le donne alla pari, questo è contro la natura, perchè la natura delle donne è diversa".