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Eliminare le barriere che impediscono alle donne di dedicare più tempo al lavoro retribuito, e meno al lavoro non retribuito, coinciderebbe con importanti guadagni per l'economia. I dati di un'indagine condotta dal Fondo monetario internazionale

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delle donne

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Foto: Unsplash/ Analia Baggiano

Il lavoro domestico e di cura non retribuito (in inglese: unpaid care and domestic work) rappresenta un’ampia fetta dell’attività economica mondiale. Ciononostante, il suo valore continua a non venire misurato e, quindi, finisce per essere trascurato. Questo tipo di lavoro è svolto prevalentemente dalle donne e anche se le disuguaglianze di genere si sono ridotte nel corso degli anni rimangono significative. Anche negli stati che hanno fatto della parità di genere una bandiera, le donne continuano a svolgere almeno il 20 percento in più di lavoro non retribuito rispetto agli uomini.

Un recente studio del Fondo monetario internazionale (Fmi) ha illustrato come la quantità di lavoro domestico e di cura non retribuito svolto dalle donne sia inversamente proporzionale allo sviluppo economico dei paesi. L’avanzamento tecnologico e la mercerizzazione economica riducono la quantità di lavoro non retribuito e permettono una crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro retribuito. Tuttavia, lo studio rileva che anche le regole sociali e il sistema di valori hanno una fondamentale importanza nel ridurre e ridistribuire il lavoro non retribuito.

Lo studio del Fmi si basa sulle statistiche aggregate di 90 paesi e su quelle individuali di altri 18. Il primo elemento che viene evidenziato dall’analisi è che la maggior parte del lavoro domestico e di cura non retribuito viene svolto dalle donne. I numeri sono molto diversi, le donne di Hong Kong vi dedicano 2,6 ore al giorno, mentre quelle messicane oltre 7 ore, così come diversa è la vastità della disuguaglianza di genere, in Norvegia le donne svolgono il 20 percento in più di lavoro non retribuito rispetto agli uomini mentre in Giappone la quantità di lavoro non retribuito è 4 volte più grande di quella degli uomini.

Lavoro domestico e di cura non retribuito nel mondo (anno più recente)


Fonte: Alonso et al. (2019)

È interessante notare come la quantità di lavoro domestico e di cura non retribuito diminuisce quanto il Pil pro capite cresce. Ciò avviene sia per effetto della riduzione che della redistribuzione del lavoro non retribuito. Quando le economie diventano più ricche e la partecipazione femminile al mercato del lavoro cresce una parte importante delle attività domestiche e di cura si trasferiscono dalla famiglia al mercato. Allo stesso tempo il lavoro non retribuito svolto dagli uomini cresce, permettendo una redistribuzione del lavoro non retribuito tra i sessi e una crescita del lavoro retribuito tra le donne.

Lavoro domestico e di cura non retribuito svolto dalle donne e Pil pro capite (anno più recente)


Fonte: Alonso et al. (2019)

Nei 18 paesi in cui sono stati analizzati i dati individuali sull’uso del tempo (Austria, Cile, Ecuador, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Giappone, Messico, Olanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Pakistan, Panama, Sud Africa, Regno Unito, Stati Uniti) è stato rilevato che la composizione della famiglia, il livello di istruzione e la partecipazione al mercato del lavoro hanno un grande impatto sulla quantità di lavoro domestico e di cura non retribuito svolta dai singoli. In questo contesto si è però anche notato che la composizione della famiglia influisce molto di più sulla quantità di lavoro non retribuito svolta dalle donne rispetto a quella svolta dagli uomini.

In particolare, avere figli e partner fa aumentare la quantità di lavoro non retribuito più per le donne che per gli uomini e, allo stesso tempo, fa diminuire il tempo dedicato al lavoro retribuito. Le donne che hanno un partner dedicano al lavoro non retribuito un ora e mezza in più al giorno delle donne single, mentre per gli uomini la quantità di lavoro non retribuito aumenta solo di 20 minuti. Invece, le donne con un livello di istruzione più elevato riducono il tempo dedicato al lavoro non retribuito di mezz’ora al giorno rispetto alle donne con un livello di istruzione più basso. Comunque, questa riduzione rappresenta solo un ottavo delle 4 ore che in media le donne dedicano al lavoro non retribuito.

Il cosiddetto 'secondo turno' (in inglese second shift) rimane una realtà per le donne occupate. Una donna occupata a tempo pieno svolge 5 ore di lavoro retribuito al giorno, ma rispetto a una donna non occupata taglia la sua quantità di lavoro non retribuito di solo 2,7 ore. Di conseguenza, la sua giornata lavorativa si estende di 2,3 ore.

Le serie storiche sull’uso del tempo, dove disponibili, mostrano che nel corso degli anni le donne hanno diminuito il numero di ore dedicato al lavoro non retribuito e aumentato quello dedicato al lavoro retribuito. L’opposto è avvenuto per gli uomini. Si avanza comunque a passo di lumaca. Infatti, sia per le donne che per gli uomini il trasferimento di tempo da un’attività all’altra nel corso di 30/40 anni è stato piuttosto limitato (in media circa 30 minuti al giorno per le donne e 40 per gli uomini).

Media delle ore settimanali di lavoro per sesso e occupazione, 18-64 anni di età (Italia 2013-2014) 

Fonte: Tesi di dottorato Erica Aloè (Sapienza Università di Roma)

Gli ultimi dati italiani confermano quanto riportato a livello internazionale. In particolare, nel nostro paese le donne occupate svolgono 8 ore di lavoro retribuito a settimana in meno rispetto agli uomini, ma anche 16 ore di lavoro non retribuito in più. Il risultato è che il carico di lavoro settimanale, retribuito e non, delle donne occupate in Italia ammonta a oltre 57 ore mentre quello degli uomini è pari a meno di 50.

Tra il 1989 e il 2014, il numero di ore di lavoro non retribuito delle donne, seguendo il trend internazionale, ha visto una importante riduzione, quasi 11 ore in meno a settimana, mentre quello degli uomini è aumentato ma in minor misura, solo di circa 6 ore a settimana. Tale cambiamento, anche se ha avvicinato donne uomini nella quantità di lavoro non retribuito svolto, lascia ancora margine per un ampio gap, quasi 23 ore a settimana.

Quali sono quindi i drivers che possono portare a una divisione sempre più equa del lavoro tra donne e uomini? L’analisi svolta dal FMI ne indica diversi: la crescita delle ore di lavoro retribuito tra le donne e quella di lavoro non retribuito tra gli uomini, lo sviluppo economico, l’espansione del settore dei servizi, le istituzioni sociali (come la possibilità da parte delle donne di gestire gli assets o la tutela dei diritti delle donne, specialmente in ambito matrimoniale) e il sistema di valori condivisi da una determinata popolazione.

Vengono quindi individuate 6 misure che i governi possono implementare per favorire il cambiamento:

  • investire in infrastrutture appropriate e servizi pubblici, che possano permettere di 'liberare' il lavoro delle donne dai carichi domestici e di cura e possano allo stesso tempo offrire posti di lavoro;
  • in maniera analoga al punto precedente, fornire servizi di cura per bambini e anziani;
  • controllare il sistema di tassazione facendo sì che i percettori di reddito secondario non vengano scoraggiati da una tassazione progressiva esosa;
  • favorire un mercato del lavoro efficiente, che sappia quanto allocare le proprie risorse senza discriminare;
  • promuovere politiche family-friendly, con congedi di maternità e di paternità;
  • favorire il lavoro flessibile in modo da permettere alle coppie di redistribuire il lavoro non retribuito.

Lo studio conferma che eliminare le barriere che impediscono alle donne di dedicare più tempo al lavoro retribuito apporterebbe importanti guadagni alle economie dei paesi che sono stati analizzati. È vero che più ricchezza significa più uguaglianza di genere e più condivisione del lavoro non retribuito, ma è vero anche che più uguaglianza di genere significa maggiore ricchezza per i paesi. Più uguaglianza di genere significa prima di tutto parità salariale. 

Riferimenti

Alonso C., M. Brussevich, E. Dabla-Norris, Y. Kinoshita, and K. Kochhar (2019), Reducing and Redistributing Unpaid Work: Stronger Policies to Support Gender Equality, IMF Working Paper 19/225

Aloè E. (2019), “Unpaid Work, the Household and the Value of Time. An Analysis of the Effects of the Unequal Distribution of Unpaid Care and Domestic Work within the Household and Beyond”, Tesi di dottorato, Sapienza Università di Roma.

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