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Risparmiare pensando
alla collettività

Foto: Flickr/ Maria Zaikina

Le donne sono più propense a investire in una finanza che guarda al sociale. Una nuova sfida?

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Seppure i prodotti finanziari abbiano mostrato un livello di sofisticazione crescente, essi sono piuttosto standardizzati in termini di caratteristiche. Secondo la teoria finanziaria dominante rischio e rendimento rappresentano i parametri cruciali per i soggetti che decidono di investire sulla base della loro combinazione ideale rischio-rendimento in un determinato arco temporale. Tuttavia, le famiglie, così come altri investitori, possono essere anche guidati da altre valutazioni che vanno al di là della considerazione di redditività e rischiosità. In un recente articolo, Bauer e Smeets mostrano come il contenuto “sociale” di un investimento può fare da perno per alcuni investitori.  

Gli investimenti socialmente responsabili abbracciano tutti quei possibili investimenti che hanno un contenuto sociale esplicitamente riportato. Ad esempio, fondi pensione socialmente responsabili si impegnano in investimenti che abbiano certe caratteristiche, quali non investire in armi o in tabacco. Ma dal minimo in “negativo” si possono avere fondi socialmente responsabili che si impegnino in “positivo” in attività quali energie rinnovabili. Un mercato in costante crescita che sembra lasciar intravedere una offerta più lenta della domanda, che chiede più coinvolgimento in attività di risparmio che possano soddisfare anche requisiti di eticità. In Europa, l’Olanda svetta per un settore finanziario fortemente coinvolto in investimenti socialmente responsabili, con possibilità dell’investitore di “scegliere” tra alternative che contemplano fondi più orientati al sociale.

In un recente articolo, abbiamo simulato, con un campione rappresentativo dell’Olanda, un prodotto finanziario che contemplasse un rendimento inferiore ma con un ritorno sociale (ad es. vaccinazione di bambini in Africa, prestiti per donne in paesi in via di sviluppo), sia per bond che per prodotti azionari. L’idea sottostante alla ricerca è che una parte della domanda inespressa orientata a questi prodotti non venga intercettata fintantoché il mercato continua a orientarsi su prodotti finanziari tradizionali.

La nostra ricerca ha messo in luce come più di un quarto del campione si dimostra più interessato a prodotti che, seppure contemplino un rendimento inferiore di un prodotto tradizionale, sono caratterizzati anche un rendimento di tipo sociale. E il dato sale quando la scelta è tra prodotti di tipo azionario. 

L’identikit della domanda (latente) in prodotti finanziari a connotazione sociale fornisce un investitore principalmente di mezza età, con istruzione elevata e ricchezza media. Le donne spiccano per la loro propensione maggiore, anche se non in tutti i contesti di prodotti finanziari a contenuto sociale. In particolare, il connotato sociale sembra avvicinare le donne a una partecipazione al mercato azionario. La conclusione dà spazio a una riflessione, a nostro avviso, stimolante: una domanda nuova, inespressa, non intercettata - forse principalmente al femminile - che chiede di più dalla finanza: uno sguardo al sociale per poter rendere i propri risparmi più fruttiferi per la collettività.

Riferimenti bibliografici

Rossi M., Sansone D., Torricelli C., van Soest A., Estimating the demand for new social investments in the Netherlands, Netspar, DP 07/2016-048

Bauer R., Smeets P., Social Identification and Investment Decisions, Journal of Economic Behavior & Organization 117, pp. 121–134, 2015