NewsAmerica, corpi, diritti, salute, sessualità

In Argentina 38 senatori non hanno capito i dati sull'aborto

In Argentina l’aborto è la prima causa individuale di morte materna. Le statistiche contano che ogni anno ci sono tra i 370.000 e i 520.000 aborti nel paese, molti dei quali in condizioni clandestine. Da quando è tornata la democrazia, nel 1983, sono morte 3030 donne per aborti clandestini.  

Nel 2013 49.000 donne sono state ospedalizzate a causa delle complicazioni legate a pratiche abortive eseguite in modo insicuro, la metà delle quali al di sotto dei 25 anni.                            

Sappiamo che la depenalizzazione tiene più basso il numero di morti materne. Quando i quadri normativi sono restrittivi, i tassi di morte materna invece sono più alti. Basta guardare all'Uruguay: dalla legalizzazione dell’aborto i decessi materni dovuti a questa causa sono diminuiti. Rispetto all’Argentina, il numero di decessi materni è 8 volte inferiore in Italia, 8 volte inferiore in Spagna e 6 volte inferiore in Uruguay (Redaas, Ela, Cedes, 2018).

Tuttavia, il Senato argentino ha votato contro la depenalizzazione dell'aborto l’ultimo 8 agosto. I 38 senatori non hanno capito questi dati. 

Dopo un tale rifiuto legislativo ci sono già due vittime nella provincia di Buenos Aires e c'è una ragazza in gravi condizioni nella provincia di Córdoba. Tuttavia, i dati sono spesso poco affidabili. Quanti altri casi ci sono di cui non siamo a conoscenza, considerato che sono visibili soltanto quelli che vengono ospedalizzati

L'aborto legale, sicuro e gratuito avrebbe dovuto essere legge l’8 agosto.   

Se muoio in un aborto clandestino, gettatte il  mio corpo alla Camera; sono loro i responsabili, recitano alcuni manifesti: le 200.000 persone scese in strada e le reti sociali si fanno sentire alludendo ai senatori che hanno votato contro. Nella speranza che sarà legge, che possa esserci un altro 8 agosto, un altro anno. 

In Argentina si parla di avanzata del femminismo, di una quarta ondata. Un'onda verde - come i fazzoletti che portano lo slogan educazione sessuale per decidere, contraccettivi per non abortire, aborto legale per non morire - che è già inarrestabile. I fazzoletti sono nello zaino di ogni “piba”.

La generazione di queste ragazze di tredici e quattordici anni che hanno avuto così presto l'esperienza politica di scendere in piazza a combattere per i loro diritti, ha già l’empowerment, nulla potrà fermarla. 

Maria Muro, dall'Argentina