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Gli occhi puntati sull'Argentina

Foto: lavaca/Lina Etchesuri

The world is watching, il mondo sta guardando. È il messaggio di Amnesty pubblicato a pagina intera dal New York Times alla vigilia di quella che è considerata una data storica per l'Argentina: nelle prossime ore il Senato deciderà infatti se porre fine all'aborto illegale e garantire alle donne un pieno diritto alla salute.

Sarà una lunga notte che vedrà in piazza milioni di donne vestite di verde, il colore che le femministe hanno scelto per la battaglia contro una legge, quella attuale, che di fatto mette a repentaglio la salute delle donne e criminalizza l'interruzione volontaria di gravidanza, punendola con il carcere e consentendola solo in caso di stupro o in cui la madre è in pericolo di vita.

La nuova proposta di legge approvata a giugno alla Camera, e non senza fatica considerando le forti pressioni di stampo cattolico e conservatore ben radicate nel paese, prevede invece di depenalizzare l'interruzione volontaria nelle prime 14 settimane di gravidanza. Sarebbe una svolta storica per l'Argentina, per i diritti delle donne e di tutti, e per porre fine all'ondata di aborti illegali – 350mila all'anno secondo le statistiche del governo, 500mila secondo le associazioni per i diritti umani, riporta il New York Times – che finora hanno causato complicazioni di salute per migliaia di donne  tra le 45 e le 60mila all'anno  e rappresentano la prima causa di morte delle madri a livello nazionale

L'approvazione della proposta avrebbe un impatto notevole sul resto dei paesi dell'America Latina, dove le leggi sull'aborto sono tra le più restrittive al mondo. Un risultato che molto dovrebbe al lavoro della rete Non una di meno, nata proprio in Argentina, e che negli ultimi anni ha rappresentato un punto saldo per i diritti di tutte.

"È nelle nostre radici che troviamo la forza e le idee per organizzarci, per chiedere i nostri diritti e lottare per la democrazia. L'unica battaglia persa è quella che viene abbandonata, nulla è impossibile. Con rispetto, assertività e senza violenza, con creatività e con la convinzione che questa società ha posto le basi su cui ora ci muoviamo. Queste basi sono il nostro mai più, il capitolo che dobbiamo scrivere oggi su questo mai più è ciò che rappresenta per noi la legalizzazione dell'aborto, perché non ci siano più aborti clandestini" hanno detto le attiviste che pochi giorni fa hanno sfilato nel celebre Parco della Memoria di Buenos Aires vestite come nel romanzo di Margaret Atwood, Il racconto dell'ancella (nella foto, di Lina Etchesuri/lavaca).

Aggiornamento del 9 agosto 2018. L'aborto resta illegale in Argentina. Il Senato ha respinto la proposta di legge con 38 voti contrari e 31 favorevoli. Prima di un anno non si potrà tornare a discutere una legge sul tema. Secondo la stampa sono state milioni le donne scese in strada sotto la pioggia per vegliare la discussione. Ci sono stati scontri dopo il voto che hanno coinvolto i gruppi cattolici e la polizia. Non si può dire che si tratti di un risultato inaspettato, ma questo non ha frenato lacrime e sconforto nelle piazze.