Quando dispone delle condizioni necessarie per funzionare davvero, il consultorio è il luogo in cui una donna può essere vista nella sua interezza. Non soltanto come corpo da monitorare clinicamente, ma come persona attraversata da cambiamenti, paure, bisogni. Sostenere questi presidi con politiche e investimenti adeguati significa riconoscere che la salute delle donne è una responsabilità collettiva che riguarda non solo le famiglie ma intere comunità
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100.000 firme per garantire il supporto psicologico post-parto a tutte le madri. È la petizione lanciata da thePeriod, media femminista che chiede che la salute mentale durante la maternità venga riconosciuta a livello istituzionale come una priorità di salute pubblica
A migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra, più di 700 madri in Europa hanno partecipato a un sondaggio sull’accesso alle cure durante la maternità, dando voce a un malessere emotivo e psicologico che colpisce circa una persona su cinque nel cosiddetto periodo perinatale. Le testimonianze raccolte riguardano un vissuto spesso caratterizzato da silenzi, isolamento e mancanza di supporto e servizi. Qualcosa di completamente diverso dalla narrazione dominante che stigmatizza il disagio facendo leva su stereotipi e mistificazioni
Negli Stati Uniti l'aborto è criminalizzato in 13 stati. Un reportage dal Texas, dove chi vuole interrompere una gravidanza deve farlo da sola o di nascosto, percorrendo lunghi chilometri in autobus, a causa delle restrizioni che sostenute dalla retorica religiosa si intrecciano con questioni di potere, controllo sociale sui corpi, ruoli di genere, e disuguaglianze economiche nell’accesso alle cure
Un sistema sanitario che riduce le persone a diagnosi invece di considerarle nella complessità della loro esperienza trasforma l'assistenza in un labirinto in cui si fa fatica a orientarsi, dove chi viene affidato alle strutture residenziali non ha più diritto a condurre una vita autonoma e dignitosa ma diventa caso amministrativo, pratica tra le pratiche da gestire. Un'analisi a partire dalle normative regionali in Italia
In Italia l'obiezione di coscienza rappresenta ancora un ostacolo importante alla piena applicazione della legge 194, che dovrebbe garantire a tutte di accedere all'interruzione volontaria di gravidanza. Una ricognizione tra femminismo e politica, a partire dal libro L’aborto. Una storia, di Alessandra Gissi e Paola Stelliferi
Dopo aver raccolto più di un milione di firme, la proposta lanciata dal movimento My Voice, My Choice per un aborto sicuro e accessibile in Europa è stata inclusa nella strategia per la parità di genere 2025 per garantire il diritto alla salute sessuale e riproduttiva in tutti gli stati membri, senza bisogno di intervenire nelle legislazioni nazionali
È online il sito web #IVGsenzaMA, per offrire un supporto completo su come funziona l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia e superare ostacoli e disservizi. A lanciarlo, la rete di associazioni italiane promotrici della Guida online per un aborto libero e sicuro
L'estate di inGenere è ricca di conversazioni femministe. Visioni e pratiche al cuore di un dialogo ininterrotto tra passato e presente. In questa puntata, con Serena Donati, esperta di salute delle donne dell'Istituto superiore di sanità, ripercorriamo la storia dei consultori a partire dalla loro nascita negli anni Settanta e fino ai nostri giorni
Le donne in Italia sono sempre più sportive, ma hanno ancora meno tempo rispetto agli uomini da dedicare allo sport. Si allenano con minore frequenza, più a casa che all'aperto, e l'inattività aumenta soprattutto al Sud. I nuovi dati Istat sulla pratica sportiva confermano il peso degli stereotipi di genere sulla qualità di vita delle persone
Nove donne, nove paesi del mondo, un reportage sulla salute mentale durante la gravidanza e dopo il parto. A lonely struggle della CNN riporta l'attenzione su un problema assai diffuso che è ancora un taboo, con conseguenze importanti sulla vita di moltissime nuove madri
Fino a poco tempo fa le differenze nella struttura del cervello di donne e uomini venivano utilizzate per rafforzare stereotipi e pregiudizi. Oggi la medicina di genere sta cambiando rotta alla conoscenza, mettendo in primo piano le diversità per migliorare la cura di malattie come l'Alzeheimer o il Parkinson. La voce di una neuroscienziata