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L'istruzione elementare
non basta a ridurre il gap

Foto: Unsplash/ Terry Boynton

Quanto conta il livello d'istruzione per l'occupazione delle donne? Uno studio condotto in India conferma che l'accesso alla scolarizzazione non basta

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Il livello di istruzione influisce sulla situazione lavorativa delle persone, ancora di più se sono donne. La letteratura economica mostra come i bassi rendimenti nell'istruzione per le donne rappresentino un'importante spiegazione del divario di genere sia per quanto riguarda gli investimenti in istruzione che nell'occupazione. Questo accade in molti paesi in via di sviluppo, inclusa l’India, un paese che nel 2017 comprendeva una popolazione di 1 miliardo e 340 milioni di abitanti. 

Con "rendimento nell'istruzione" intendiamo il guadagno in termini di maggiori salari e maggiori opportunità occupazionali che deriva dal possedere un livello più alto di istruzione. Vediamo come in India questo fattore interagisce con l'offerta di lavoro per le donne.

Il mercato del lavoro indiano, come quello italiano, è caratterizzato da una bassa partecipazione femminile. Il contesto produttivo dei due paesi è ovviamente molto diverso e anche il grado medio di emancipazione delle donne, ma alcuni aspetti relativi all’investimento in istruzione terziaria possono creare nell'analisi dei punti di contatto.

Uno dei livelli più bassi di partecipazione femminile al mondo

Con un tasso inferiore al 30%, l'India presenta uno dei livelli più bassi di partecipazione femminile al mondo. Si tratta di un fenomeno già osservato e attribuito a un complesso insieme di fattori sia dal lato della domanda che dell'offerta di lavoro, che comprende le norme culturali e sociali vigenti e il ruolo che queste assegnano alle donne. 

Inoltre, in contrasto con le tendenze presenti nell’economia globale ormai da alcuni decenni, l'India ha assistito a un ulteriore calo dei tassi di occupazione femminile rispetto al già basso tasso di anni fa. La figura 1 mostra il divario di genere nei tassi di partecipazione al mercato del lavoro fra aree urbane e rurali nel corso del tempo: ad eccezione del periodo dal 1999-00 al 2004-’05, quando la partecipazione al lavoro delle donne residenti sia nelle aree rurali che urbane è aumentata del 2-3%, c'è stata una massiccia diminuzione nella partecipazione lavorativa delle donne residenti in aree rurali, che ha raggiunto i 12 punti percentuali negli anni 2004-05 e 2009-10. Ciò si evidenzia nell’aumento del gap di genere per tutti i livelli di istruzione. Un simile declino non ha precedenti nella storia del paese. Ciononostante, nel periodo successivo, si è assistito a una ulteriore riduzione della partecipazione delle donne nelle aree rurali: -2% dal 2009-10 al 2011-12, mentre nelle aree urbane la partecipazione delle donne è aumentata, ma solo dell'1%.

Figura 1. Divario di genere nella partecipazione alla forza lavoro nelle aree urbane e rurali

Aree urbane

Aree rurali

Il fenomeno, così anomalo, ha innescato un acceso dibattito, all'interno del quale sono stati individuati quattro fattori chiave: un necessario aumento della partecipazione all’istruzione scolastica delle donne giovani; la constatazione della mancanza di opportunità di lavoro per le donne; un "effetto reddito" che le famiglie più agiate avrebbero sulla partecipazione delle donne e l'individuazione di alcuni errori di misurazione. 

Il ruolo dell'effetto reddito

L'ultimo decennio ha visto un considerevole aumento del numero di giovani donne in età lavorativa che si sono iscritte alle scuole secondarie (il 25,87% nella fascia di età 15-24 anni frequentava istituti scolastici nel 2011-12). Come mostrano molti studi, la giovane età è quella in cui le donne partecipano più intensamente al mercato del lavoro in India. Inoltre, la natura risparmiatrice di lavoro della crescita economica non ha creato abbastanza posti di lavoro in settori che avrebbero facilmente potuto includere le donne, soprattutto nelle aree rurali. Nonostante l'insufficiente creazione di posti di lavoro, i redditi delle famiglie sono aumentati, il che ha potenzialmente ridotto la partecipazione delle donne, soprattutto nelle attività sussidiarie, a causa del cambiamento delle preferenze. Si parla di effetto reddito per dire che all’aumentare del reddito delle famiglie, le donne possono aumentare i propri consumi senza bisogno di lavorare. Infine, sebbene la maggior parte delle donne in India lavori e contribuisca all'economia, gran parte del loro lavoro è non documentato o non riportato nelle statistiche ufficiali. Ancora più che altrove, il lavoro delle donne tende così a essere sottostimato.

Quanto conta la variabile istruzione

La maggior parte degli studi non quantifica l'importanza relativa di questi fattori. Siamo quindi andati oltre la letteratura esistente quantificando una delle principali determinanti, vale a dire l’istruzione: nonostante un aumento del tasso di alfabetizzazione delle donne, vi è un tasso di rendimento più basso per l'istruzione delle donne e questo potrebbe causare un calo della partecipazione. 

Come riportato nella figura 1, l'analisi dei dati campionari raccolti dall’Ufficio statistico nazionale indiano mostra che il lavoro retribuito delle donne rispetto a quello degli uomini ha un andamento a U capovolta al crescere dell’istruzione. Detto altrimenti, lavorano di più in termini relativi le donne con un livello medio di istruzione, mentre quelle con un livello basso e quelle con un livello alto di istruzione subiscono un divario rispetto agli uomini molto maggiore. Ciò significa che le donne che hanno un livello di istruzione terziario tendono a lavorare meno di quelle con livello di istruzione secondario. La probabilità di partecipare al mercato del lavoro mostra una tendenza crescente solo con livelli di istruzione superiori all'istruzione secondaria obbligatoria, vale a dire quella di base. Il rendimento dell'istruzione è basso e non diverso da zero per i livelli di istruzione più alti. 

Inoltre, le donne hanno un tasso di rendimento dell’istruzione significativamente più basso per ogni anno di istruzione rispetto agli uomini nei mercati del lavoro sia rurali che urbani. È stato detto che l'aumento delle iscrizioni femminili a scuola è una delle ragioni del recente declino della partecipazione femminile al mercato del lavoro, ma il nostro studio mostra che i bassi rendimenti dell'istruzione sono un'altra ragione della minore partecipazione. 

Istruite, ma non troppo

Ciò significa che le donne investono in istruzione terziaria per motivi diversi dai loro rendimenti in termini di reddito e occupazione. L’investimento delle donne in istruzione terziaria è legato probabilmente di più al mercato matrimoniale: è questo il motivo più importante per spiegare il conseguimento di un diploma universitario. Tuttavia, allo stesso tempo, questo argomento può essere contraddetto. Se le ragazze sono molto istruite, i genitori dovranno cercare gli sposi altrettanto istruiti e poi devono pagare una dote maggiore.

In altri termini, le donne devono possedere un livello d’istruzione superiore a quello dell’obbligo per diventare visibili nel mercato del lavoro. Ma se poi acquisiscono un livello terziario, allora perdono tale visibilità. 

L'istruzione elementare non basta a ridurre il gap

L'universalizzazione dell'istruzione elementare da sola non sarà sufficiente neppure in futuro a ridurre il divario di genere nella partecipazione al mercato del lavoro, poiché l'industria moderna ha bisogno di un'istruzione superiore anche in un paese in via di sviluppo come l’India. Il rischio è che anche in futuro la partecipazione femminile sarà bassa poiché, a lungo andare, una persona con solo otto anni di istruzione sarà svantaggiata in un'economia dominata dall'industria e dai servizi avanzati. 

L'istruzione secondaria è vitale perché è in questa fascia di età che i bambini, e le bambine, sono più vulnerabili e vengono coinvolti nel lavoro minorile, nei matrimoni precoci o nella tratta sessuale. Le misure per aumentare l'occupazione devono includere lo sviluppo delle competenze e la formazione delle donne, soprattutto in quella fascia di istruzione.

Riferimenti

Kanjilal-Bhaduri Sanghamitra, Francesco Pastore. 2018. Returns to education and female participation nexus: evidence from India, Indian Journal of Labor Economics 61(3): 515-536

Afridi, F., T. Dinkelman, and K. Mahajan. 2016. Why are fewer married women joining the work force in rural India? A decomposition analysis over two decades. Journal of Population Economics 31(3): 783–818.

Chaudhary, R., and S.S. Verick. 2014. Female labour force participation in India and beyond. ILO Asia-Pacific Working Paper Series.

Kapsos, S., A. Silbermann, and E. Bourmpoula. 2014. Why is female labour force participation declining so sharply in India? ILO Research Paper No. 10.

Pradhan, B.K., S.K. Singh, and A. Mitra. 2014. Female labour supply in a developing economy: A tale from a primary survey. Journal of International Development.

Srivastava, N., and R. Srivastava. 2010. Women, work and employment outcomes in rural India. Economic and Political Weekly 45(28): 49–63.