Articolofamiglie - pandemia

Vite da
quarantena

Foto: Unsplash/ Annie Spratt

Un'indagine su Italia, Regno Unito e Stati Uniti mostra come uomini e donne si sono divisi il lavoro domestico e la cura dei figli durante la quarantena

Articoli correlati

Covid19: parla Maria Rosaria Capobianchi, coordinatrice del team di ricercatrici dello Spallanzani di Roma che ha isolato il virus, ne ha determinato l’intera sequenza genomica, e lo ha messo a disposizione della comunità scientifica internazionale

Crescita ferma e aumento costante delle disuguaglianze: è questo lo scenario che fa da sfondo all'arrivo dei soldi del Recovery Fund. I fondi disponibili sono paragonabili al Marshall Plan dopo la seconda guerra mondiale. Ma perché sia una vera opportunità servono progettualità, visione e un nuovo paradigma economico. Le nostre proposte.

Come è cambiato il lavoro di ostetriche e professioniste della salute sessuale e riproduttiva durante la pandemia. Un reportage dall'Iran, il paese più colpito dal Covid19 in Medio Oriente

Due economiste spiegano in un rapporto perché il piano per la ripresa appena presentato dalla Commissione europea non tiene conto delle differenze tra donne e uomini nella crisi da Covid19

La vita della cucina si basa su un ritmo musicale, su una concatenazione di movimenti come passi di danza, e quando parlo di rapido gesto è a una mano femminile che penso, non certo ai miei movimenti stonati e torpidi, sempre d’impiccio al lavoro degli altri. […] Delle faccende domestiche, l’unica che io disimpegni con qualche competenza e soddisfazione è quella di mettere fuori l’immondizia. Italo Calvino, La Poubelle Agréée, La strada di San Giovanni

Fin dall'inizio della crisi del Covid19 è stato chiaro che la quarantena sarebbe diventata una dura realtà quotidiana che avrebbe cambiato radicalmente la routine di milioni di persone in tutto il mondo. Come spesso accade però, le politiche di quarantena non hanno influenzato tutti allo stesso modo: sembra invece che abbiano aggravato le disuguaglianze socioeconomiche e di genere già esistenti. I settori più colpiti dalla disoccupazione avevano una forza lavoro prevalentemente femminile, la chiusura delle scuole ha influenzato di più le madri, e la coabitazione forzata ha aumentato tensioni e violenza sulle donne.

Per capire meglio quest’impatto diseguale delle politiche di quarantena, abbiamo studiato le conseguenze personali e familiari di questo brusco cambiamento nello stile di vita. Attraverso un sondaggio online di adulti e bambini abbiamo cercato di capire quali siano state le ripercussioni della quarantena sul benessere personale e sulle tensioni familiari; come sia stata modificata la routine quotidiana degli intervistati e dei loro eventuali partner; e quali processi abbiano influito sulla suddivisione del lavoro all'interno della famiglia. Abbiamo raccolto circa 1000 osservazioni per nazione in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti nel periodo dall’11 al 19 aprile, quando i nostri intervistati erano in quarantena da 5-6 settimane in Italia, 2-3 nel Regno Unito e 1-4 negli Stati Uniti.[1]

In termini di benessere, le donne hanno riportato un'ansia maggiore rispetto agli uomini (dal 10 al 15% in più). Hanno anche dichiarato di essere meno felici e soddisfatte della propria vita rispetto agli uomini sia in Italia (-7,3% di felicità e -5,4% di soddisfazione di vita) che nel Regno Unito (-3,2% e -1,2%), mentre le differenze di genere sono molto meno marcate nel campione statunitense (-0,3% e + 0,1%).

Per quanto riguarda la suddivisione delle mansioni di casa, in tutti e tre i paesi abbiamo riscontrato un aumento delle coppie che hanno condiviso equamente la cura dei figli durante la quarantena (incremento di 17 punti percentuali rispetto a prima della quarantena in Italia, 8 nel Regno Unito, e 11 negli Stati Uniti). Abbiamo anche registrato aumenti tra i 2 e gli 11 punti percentuali nella condivisione della maggior parte delle altre attività domestiche (pulizia, cucina, e giardinaggio o altro), ad eccezione della spesa, che è invece diventata un'attività meno condivisa (in calo di 16 punti percentuali in Italia, 12 percento nel Regno Unito e 9 percento nel campione statunitense) e fatta in gran parte dagli uomini.

Abbiamo anche raccolto informazioni sul livello di tensione in famiglia legata alla suddivisione del lavoro casalingo. A tal proposito, riscontriamo che gli intervistati che segnalano i livelli più bassi di tensione sono tendenzialmente quelli che riportano una suddivisione equa delle mansioni sia prima che durante la quarantena. I livelli più alti di tensione, invece, variano da paese a paese. In Italia, gli intervistati che segnalano la maggiore tensione sono quelli che durante la quarantena erano i soli responsabili della cura dei figli, soprattutto chi prima della pandemia poteva delegare questo compito a terzi (ad es. baby sitter). Nel Regno Unito invece, riportano le tensioni più elevate gli intervistati che durante la quarantena hanno condiviso la cura dei figli più di quanto facessero prima. Il campione americano è una via di mezzo, con livelli alti di tensione riportati sia da chi ha visto un aumento del proprio carico, sia da coloro che in precedenza erano i soli responsabili mentre durante la quarantena hanno condiviso la cura dei bambini.

Analizzando altre attività domestiche — come fare la spesa, cucinare, lavare, pulire — la condivisione dei compiti rimane associata ad un minore livello di tensione.  Livelli alti di tensione sono invece riportati da coloro che hanno sperimentato i cambiamenti più forti rispetto allo status quo pre-quarantena: non solo chi ha preso in carico mansioni aggiuntive, ma anche chi prima svolgeva la maggior parte delle mansioni e durante la quarantena ha passato il compito al proprio partner.

I grafici qui riportati aiutano a visualizzare in un solo colpo d’occhio questi cambiamenti nell’allocazione delle mansioni domestiche (cura dei figli e pulizie) tra gli intervistati italiani. In questi diagrammi, l'ampiezza dei flussi che connettono i due lati riflette la proporzione di persone che hanno riferito di passare da una certa allocazione dell'attività domestica prima della quarantena (lato di sinistra) ad un'altra allocazione durante la quarantena (lato di destra). Inoltre, il colore dei flussi riflette il livello medio di tensione familiare percepito dagli intervistati a causa dell'assegnazione di questi compiti domestici. Più una linea è scura, e più gli intervistati indicano livelli elevati di tensione in casa.

Anche lo stile linguistico utilizzato per descrivere come si affrontano queste tensioni è notevolmente diverso tra uomini e donne e, in misura minore, tra paesi. In tutti e tre i paesi, le donne del nostro sondaggio hanno maggiori probabilità rispetto agli uomini di esprimere le loro preoccupazioni. Quando affrontano il disaccordo (circa la metà delle donne preferisce non dire nulla) esse parlano delle loro aspettative, di insoddisfazione, e rabbia. La strategia preferita dagli uomini, invece, è di non dire nulla; quando lo fanno, segnalano che non ci sono grossi problemi, oppure che una routine fissa non è stata stabilita, forse perché non sembra essere necessaria.

Le nuvole di parole sottostanti mostrano il linguaggio utilizzato dagli intervistati italiani di sesso femminile e maschile nel descrivere come reagiscono ad un partner che non fa una mansione di cui è responsabile.

Donne (a sinistra: "Non succede") e uomini (a destra: "Non faccio") in Italia

In parallelo al nostro lavoro si stanno sviluppando tutta una serie di studi sulla condivisione del lavoro domestico durante la quarantena. Carlson et al. (2020) rivelano che, negli Stati Uniti, entrambi i genitori dichiarano di dedicare più tempo ai lavori domestici, con aumenti sostanziali della condivisione della cura dei figli (dal 50% al 60%) e delle attività domestiche (dal 38% al 53%). Tale aumento, tuttavia, è leggermente sproporzionato: nella cura dei figli, le madri svolgono più spesso attività di supervisione mentre i padri si dedicano di più al gioco; nelle attività domestiche, i padri hanno aumentato soprattutto il tempo dedicato alla spesa. Farrè e Gonzalez (2020) mostrano che, in Spagna, le donne registrano un aumento complessivo nel del carico di lavoro, mentre gli uomini tendono a specializzarsi nel fare la spesa, forse perché è un compito che permette di uscire casa, relativamente facile, e che viene percepito con un rischio maggiore.

Come per gran parte dei discorsi sulla crisi del Covid19, è presto per speculare su quanto questi cambiamenti saranno permanenti. Possiamo sperare che uno dei pochi lati positivi di questa crisi sia un cambiamento duraturo verso una maggiore condivisione della cura dei bambini e del lavoro domestico. Alon et al. (2020), per esempio, ipotizzano che questo shock possa introdurre cambiamenti sul lavoro e rispetto alle norme di genere simili a quelli avvenuti a seguito dell’introduzione del congedo di paternità.

Una visione più pessimista sottolineerebbe invece il fatto che, anche quando una pandemia costringe gli uomini a partecipare alle faccende domestiche, molti lo fanno esercitando la loro libertà di scegliere i compiti più piacevoli, quelli che permettono loro di uscire di casa, o che possono essere ritenuti più “maschili”, come procacciare cibo e necessità varie sfidando il rischio di contagio. A sostegno di questa visione si possono citare gli studi che analizzano l’effetto sulle norme di genere di disastri naturali, ad esempio tornadi e uragani. In tali situazioni, la divisione del lavoro tra uomini e donne può essere ancora più pronunciata, con le donne nel ruolo di nutrici e gli uomini in quello di protettori. Altri studi mostrano che, anche quando i ruoli di genere vengono sospesi e riadattati durante una crisi, il ritorno alla normalità porta con sé un ritorno alla divisione del lavoro domestico precedente. In parte questo ritorno riflette la pressione dei vincoli esterni imposti dal mercato del lavoro e dalle carenze nei servizi di cura dell’infanzia.

Una caratteristica specifica della crisi attuale è che la maggior parte del lavoro pagato e non pagato – inclusa tutta la cura dei bambini – si è trasferito in casa, dove anche i padri sono diventati testimoni delle continue richieste di flessibilità e disponibilità lavorative e familiari a cui spesso sono soggette solo le madri. Col tempo si capirà se questo sarà sufficiente per far scattare la scintilla del cambiamento culturale e portare a una divisione più equilibrata del lavoro pagato e di quello non pagato. Tuttavia, le grosse differenze riscontrate dal nostro sondaggio nell’aumento della condivisione e nei livelli di tensione familiare ad esso associati suggeriscono che questa transizione, se ci sarà, non sarà probabilmente del tutto liscia né uniformemente distribuita. 

Note

[1] La ricerca è stata svolta dagli autori e dalle autrici dell'articolo, ed è stata supportata dalle università di Zurigo, Reading e Birmingham.

Riferimenti 

Adams-Prass, A., Boneva, T., Golin, M., Rauh, C. (2020). Inequality in the Impact of the Coronavirus Shock: Evidence from Real Time Surveys. IZA Discussion Paper 13183.

Alon, T. M., Doepke, M., Olstead-Rumsey, J., Tertilt, M. (2020). The Impact of Covid19 on Gender Equality. NBER Working Paper No. 26947.

Alway, J., Belgrave, L.L. and Smith, K.J., 1998. Back to normal: Gender and disaster. Symbolic Interaction, 21(2), pp.175-195

Carlson, Daniel L., Richard Petts, and Joanna R. Pepin. 2020. US Couples’ Divisions of Housework and Childcare During Covid19 Pandemic. SocArXiv. May 6. doi:10.31235/osf.io/jy8fn.

Cattan, S., Farquharson, C., Krutikova, S., Phimister, A., & Sevilla, A. (2020). Trying times: how might the lockdown change time use in families? IFS Briefing Note 

Farré, Lídia, and Libertad González. 2020. ¿Quién Se Encarga de Las Tareas Domésticas Durante El Confinamiento? Covid19, Mercado de Trabajo Y Uso Del Tiempo En El HogarNada Es Gratis. April 23, 2020