Prossima
Prossima è un nuovo progetto editoriale, uno spin-off di inGenere dedicato alle donne, all’innovazione e alle nuove frontiere del mercato del lavoro. Il progetto nasce dall’esperienza della Fondazione Giacomo Brodolini come think-tank per le politiche di innovazione, come ente di ricerca sul mercato del lavoro e come consulente della Commissione europea sulle tematiche di genere. Prossima si avvale dei saperi e delle competenze che la rivista inGenere – da anni impegnata nella divulgazione di dati, politiche e questioni di genere – ha saputo raccogliere e coltivare, diventando un luogo autorevole per uno scambio interdisciplinare e intersettoriale.
Prossima è un nuovo progetto editoriale, uno spin-off di inGenere dedicato alle donne, all’innovazione e alle nuove frontiere del mercato del lavoro.
Il progetto nasce dall’esperienza della Fondazione Giacomo Brodolini come think-tank per le politiche di innovazione, come ente di ricerca sul mercato del lavoro e come consulente della Commissione europea sulle tematiche di genere. Prossima si avvale dei saperi e delle competenze che la rivista inGenere – da anni impegnata nella divulgazione di dati, politiche e questioni di genere – ha saputo raccogliere e coltivare, diventando un luogo autorevole per uno scambio interdisciplinare e intersettoriale.
Tra scelte non lineari e ambienti ancora oggi a prevalenza maschile, Alessandra Zanut ci racconta il suo lavoro all'Università di Padova, dove guida un progetto che integra nanotecnologie, elettrochimica e biosensori per sviluppare strumenti capaci di leggere segnali biologici e ambientali invisibili. Un percorso in cui la commistione fra esperienze internazionali e multidisciplinari si è rivelata la chiave per trasformare la ricerca scientifica in innovazione concreta
Dalle Veneri anatomiche del Settecento alle assistenti vocali, il modo in cui interagiamo con le macchine è modellato sullo stereotipo della femminilità come tendenza alla disponibilità e all'accoglienza, un filtro che rende le tecnologie culturalmente addomesticabili. La sfida per il futuro sarà quella di immaginare linguaggi che sappiano liberarsi dalle oppressioni su cui è costruita la nostra idea di umanità
Come cambiano amore e sesso nell'era delle dating app, dove le logiche degli algoritmi rispecchiano la visione del mondo di chi li progetta e fare un uso consapevole degli strumenti disponibili significa anche tener conto del fatto che nessuno di questi è (ancora) in grado di riprodurre quella parte di imprevedibilità alla base di tutte le relazioni umane
Una mappa dei principali fondi e programmi europei di alto livello dedicati alla ricerca e all’innovazione per consentire a studentesse universitarie, dottorande e ricercatrici che vogliono costruire percorsi di carriera nelle Stem di orientarsi tra le opportunità offerte dall’Ue e immaginare traiettorie possibili nelle discipline al centro del futuro
Da Matera ai laboratori internazionali, Annamaria Petrozza guida l’innovazione nel settore dei semiconduttori emergenti all’Istituto italiano di tecnologia, dove si occupa dello studio di materiali alternativi al silicio. Il suo percorso fra Italia, Francia e Inghilterra dimostra come curiosità, libertà di scelta e visione globale possano rendere la ricerca capace di generare impatti concreti sulla vita delle persone
Il primo passo per elaborare politiche efficaci nel contrasto alla violenza digitale di genere è misurare come e quanto è diffusa attraverso dati e statistiche, ancora molto carenti. Un'indagine scatta la fotografia inedita del fenomeno in Italia, rivelando come le persone giovani, al contrario di quello che si penserebbe, siano meno capaci di riconoscere comportamenti di abuso e controllo all'interno dei rapporti
La violenza digitale di genere non è una "tempesta perfetta" a cui non possiamo fare altro che arrenderci, ma un fenomeno sociale. Riconoscerla e sradicarla significa soprattutto interrogare l’architettura degli spazi in cui si produce e si amplifica, imparare a disinnescarne gli squilibri di potere. Ridefinire il concetto di consenso e puntare sull'alfabetizzazione tecnologica sono passaggi inaggirabili di una trasformazione culturale che deve partire dall'educazione delle persone più giovani
Oggi permane la tendenza a concepire e trattare spazi e dinamiche digitali come nettamente separati da ciò che accade in quella che viene chiamata “vita reale”, intendendo con questa espressione tutto ciò che si verifica nello spazio “offline”. Ma è davvero così? Per una lettura femminista della cyberviolenza è imprescindibile ridefinire la realtà
Nel delicato equilibrio tra ormoni e corpo femminile Serena Sanna, dirigente di ricerca all’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Cagliari, ha trovato ispirazione per il suo percorso di scienziata tra la Sardegna e l'Europa, con l'ambizione di colmare un vuoto di conoscenza su diagnosi e trattamenti
Chiudere i siti non basta. Un gruppo di amministratrici e consigliere lancia Libere anche qui, una campagna sul consenso digitale e sul contrasto alla violenza di genere online supportata da realtà femministe e centri antiviolenza, per portare il tema al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica e avviare un cambiamento a partire da un atlante, un manifesto e un modello di mozione da poter presentare sui territori
Leggere la violenza digitale di genere con una lente intersezionale significa riconoscere che non esiste un'unica esperienza possibile della rete, e che negli spazi digitali vengono riprodotte le gerarchie di potere che colpiscono chi sfugge al concetto di norma. Una ricognizione su come ampliare la consapevolezza delle modalità con cui la violenza viene agita e spesso resa invisibile online
Katinka Bellomo, climatologa dell'Università di Padova che da anni osserva gli oceani e le nuvole per interpretare e prevedere la variazione delle temperature terrestri ci racconta cosa significa per una donna farsi strada in un settore sempre più all'avanguardia, dove i metodi di analisi si basano su machine learning, big data e tecnologie innovative