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Il sessismo sui banchi di scuola. Un sondaggio inglese

È vero, certe cose si imparano da piccoli.  Si impara che sono normali e ci si deve abituare agli sfottò riferiti al sesso. Si impara che da ragazze, e poi anche da adulte, si sarà giudicate per il proprio aspetto fisico invece che per le proprie capacità. Su 1.300 ragazze dai 7 ai 21 anni che hanno partecipato al sondaggio dell’associazione inglese Girlguiding, la stragrande maggioranza ha dato risposte tali da segnalare un livello di sessismo definito “scioccante” nel report Girls’ Attitudes. Scioccante per l’enorme diffusione degli atteggiamenti sessisti, dei sentimenti negativi che ne derivano per le ragazze, ma anche per la pervasività riscontrata sin da piccolissimi, e per la loro diffusione in particolare tra i banchi di scuola.

L’87% delle intervistate pensa che i giudizi sul loro conto saranno basati sul loro corpo (e non sul loro cervello). Più di un terzo (36%) è stata indotta a considerarsi stupida per il fatto di essere femmina (e la percentuale arriva fino al 60% se si isola il dato del gruppo 16-21 anni). E sono quasi tutte convinte che i parametri di giudizio cui saranno sottoposte non sono gli stessi che valgono i maschi: il 76% è convinto per esempio loro, le ragazze, saranno giudicate severamente per condotte sessuali ritenute invece accettabilissime per i ragazzi. 

Le molestie sessuali, le avances pesanti, i palpeggiamenti e gli sfottò risultano poi molto frequenti a scuola, anche tra i giovanissimi. Sentirsi gridare “apprezzamenti” sessuali è capitato a 6 ragazze su 10 nelle scuole, nelle strade poco di più: è capitato al 62%, ma fino al 76% se si prendono le risposte delle ragazze sopra i 16 anni. Le molestie sono state invece concrete per il 70% delle ragazze dai 13 anni in su, di cui un 28% a base di palpeggiamenti.

E le cose non stanno migliorando, anzi sembra si sia innescata la marcia indietro, le ragazze sembrano sempre meno sicure di loro stesse, sempre più preoccupate degli sguardi ai loro corpi. Confrontando i dati con quelli dell’anno scorso si nota un aumento del 33% di coloro che non si sentono soddisfatte del loro aspetto fisico: un dato in costante aumento, che l’anno scorso aveva fatto registrare un +29% e l’anno prima +26%. 

Ed è molto diffusa sin dalla tenera età la chiara percezione dell’importanza dell’aspetto fisico, una “appearance pressure” che d’altronde le giovani rinfacciano ai media e alla società stessa: l’80% (dagli 11 anni in su) pensa che in tv si parli troppo del peso corporeo delle donne, ma quasi tutte (il 71%) dichiarano di voler perdere peso. E 1 bambina su 5 alle scuole primarie (dai 7 agli 11 anni) ha riferito di essere già stata a dieta almeno una volta (e un 21% dice di aver provato la dieta di una vip). 

Dopo aver subito tanta pressione, le giovanissime si adattano: a partire dalla scuola secondaria quasi tutte (il 90%) fanno consapevolmente qualcosa per uniformarsi alle norme di genere, ed evidentemente ci spendono anche bei gruzzoletti, nota ancora lo studio. Dagli 11 ai 16 anni, il 77% si depila e il 64% si trucca anche per andare a scuola. Il 40% indossa reggiseni imbottiti, il 33% usa prodotti per l’abbronzatura, e solo il 9% non fa nessuna di queste cose.

Però vogliono lavorare nella vita, nonostante le insicurezze e la mancanza di autostima, hanno delle aspirazioni e riconoscono che l’indipendenza economica sarà parte della loro felicità, anche se a percentuali decisamente più contenute rispetto alla parte del sondaggio su sessismo e molestie. Il 45% aspira ad avere un buon lavoro o fare carriera, e il 32% ha menzionato i soldi o l’indipendenza economica.

Ma più si avvicinano al mondo del lavoro, più aumenta la consapevolezza su pay gap e altre discriminazioni. Il 54% tra chi ha più di 16 anni pensa che i datori di lavoro preferiscono gli uomini. Il 56% delle più grandi pensa che fare figli produrrà effetti negativi sulla carriera lavorativa.

Sul report, il Guardian ha pubblicato un articolo sui contenuti e un altro con commenti e opinioni