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Ordine dei medici, ancora pochissime le donne ai vertici

Sono solo 6. Sei su ben 105 le donne presidenti degli ordini dei medici d'Italia. Un numero davvero esiguo, quello venuto fuori dall'ultima tornata di elezioni per il rinnovo delle cariche degli ordini dei camici bianchi su tutto il territorio nazionale. «Le donne medico hanno conquistato spazi e sono aumentate numericamente in tutte le discipline, senza però raggiungere gli stessi risultati nelle progressioni di carriera e nella corresponsione degli stipendi, sempre mediamente inferiori a quelli maschili», si legge in una nota diffusa dall'Osservatorio sanirario di Napoli.

Secondo l'Osservatorio, l'enorme gap ai vertici si deve in parte alla vetustà dei regolamenti alla base delle strutture ordinistiche, risalenti agli anni Cinquanta, quando le donne nella professione erano davvero pochissime. Oggi però le cose sono cambiate, tranne che per il raggiungimento di alte cariche e posti ai vertici. 

«Allo stato attuale, in tutto il territorio nazionale poche sono le donne dirigenti di struttura complessa nei presidi ospedalieri e nelle Asl, poche i direttori generali e pochissime le colleghe giunte sino ai vertici degli ordini professionali», sottolinea la nota, arrivando alla conclusione che nuove norme sono necessarie. Per la strada da intraprendere si potrebbe guardare all'ordine degli avvocati e delle loro cariche elettive, dove «risulta prevista una quota per il genere meno rappresentato».