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Quante sono e da dove vengono le migranti

Foto: Flickr/Mark Fischer - fischerfotos

Secondo l'ultimo Dossier statistico Idos la componente femminile dell’immigrazione italiana è sempre più consistente. I dati sulle persone straniere residenti in Italia nel 2017 confermano che le donne rappresentano il 52% del totale – più di 2.672.000 persone – ovvero l’8,6% della popolazione femminile complessiva.

Inoltre, stando agli ultimi dati del Rapporto sulla protezione internazionale, le donne rappresentavano il 13,3% delle persone giunte sulle coste italiane nel 2016.

Da dove arrivano

Nei primi sei mesi del 2017, 4.168 donne provenienti dalla Nigeria sono arrivate in Italia, confermando il paese come il principale luogo di origine, seguito da Costa d’Avorio, Eritrea e Marocco. Nel 2016, inoltre, le donne rappresentavano il 15% delle richieste di protezione internazionale formalizzate nel nostro Paese. 

Tra le straniere residenti in Italia, il 58% proviene da paesi europei (oltre un terzo ha la cittadinanza di un paese Ue), 15% in più rispetto agli uomini stranieri. Il 17,6%, invece, proviene da paesi asiatici. Solo il 15,8% proviene invece da paesi del continente africano, rispetto al 27,3% degli uomini.

Perché vengono in Italia

Per quanto riguarda le motivazioni che spingono le donne straniere a migrare in Italia, i permessi di soggiorno rilasciati mostrano che il 66,1% si ricongiunge a familiari già presenti nel Paese; il 5,1% entra con un permesso di soggiorno per lavoro; il 10,8% per motivi di studio e il 10,0% è presente in Italia per motivi umanitari. Nonostante la presenza per ricongiungimento familiare sia preponderante, è in aumento tra le donne migranti non comunitarie, la percentuale di quelle che arrivano in Italia nubili (65%), ovvero sulla base di un progetto migratorio che ruota intorno alla loro persona e non alla coppia o alla dimensione familiare.

Altro elemento di assoluto rilievo è l’alta percentuale di donne straniere di età compresa tra i 15 e i 29 anni che si trova in condizione Neet, ovvero giovani non più inserite in percorsi scolastico-formativi ma neanche impegnate in un’attività lavorativa: le giovani Neet rappresentano il 44,3%, contro il 23,7% delle donne italiane.

La spirale della violenza

Le donne straniere, infine, sono anch’esse fortemente esposte alla violenza di genere: il 31,3% dichiara di aver subito violenza fisica e sessuale nel corso della vita, dato questo omogeneo con il 31,5% delle donne italiane. La violenza perpetrata dal partner inizia già nel paese di origine (68,5% dei casi) anche se il 20% dichiara di aver subito violenza nel contesto di relazioni nate in Italia. Nel caso in cui la violenza venga esercitata da un uomo diverso dal partner, nel 63,9% dei casi questa viene esercitata in Italia. Da evidenziare anche che il 17,1% delle donne straniere denuncia le violenze vissute (rispetto all’11,4% delle donne italiane); frequente risulta essere anche la scelta di rivolgersi a centri anti-violenza e ad altri servizi dedicati alle donne, ove disponibili sul territorio di residenza. 

(a cura di Marta Capesciotti)