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Un giorno senza le donne

Se è vero, come confermano gli ultimi dati pubblicati dal centro ricerche del parlamento europeo, che la strada della parità è ancora lunga, è il momento di chiedersi come sarebbe il mondo senza il lavoro delle donne. Questo 8 marzo sono più di 40 i paesi del mondo in cui le donne faranno sciopero. Ventiquattro ore fuori dal lavoro produttivo e riproduttivo, retribuito e non retribuito. A day without a woman, lo hanno definito le americane, “se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo” è lo slogan con cui ha risposto Non una di meno, la rete che coordina le iniziative in Italia e che per la giornata ha predisposto un vademecum su come aderire allo sciopero e una mappa con tutti gli appuntamenti geolocalizzati su Google.

Lo sciopero globale delle donne nasce dalle grandi manifestazioni contro la violenza che hanno popolato l'Argentina nel 2016, da quelle per il diritto alla salute sessuale e riproduttiva del "blue monday" in Polonia e dalla Women's march che all'indomani dell'elezione di Donald Trump ha mobilitato milioni di persone solo negli Stati Uniti e ha visto adesioni in circa 60 paesi. 

Al centro delle iniziative che animeranno le città italiane, otto punti: l'autonomia e la laicità dei centri antiviolenza, la piena attuazione della Convenzione di Istanbul, il libero accesso alla salute sessuale e riproduttiva, un reddito di autodeterminazione, politiche migratorie che garantiscano la libera circolazione delle persone, una scuola che educhi alla valorizzazione delle differenze, spazi liberi per le donne e per i femminismi, immaginari che vadano oltre gli stereotipi.

Ecco cosa succede intanto negli altri paesi.

Polonia

"Care donne americane e di tutto il mondo, le vostre paure sono fondate. Ma non siete sole" scrivono le donne polacche in una lettera aperta pubblicata online alla vigilia dell'8 marzo per mettere in evidenza i punti di contatto tra Donald Trump e il governo polacco come minacce alla democrazia e ai diritti delle donne e quindi di tutti. "A ottobre abbiamo inondato le strade per rivendicare i nostri diritti riproduttivi contro il tentativo del governo appena insediato di criminalizzare le poche cose che si salvano della nostra legge sull'aborto già così restrittiva" continua la lettera. "Quando un bullo detiene il potere, le conseguenze sono quelle che possiamo vedere oggi in Polonia - una corte costituzionale paralizzata, un sistema scolastico immerso nel caos, un paese soffocato dallo smog, dove si abbattono foreste primordiali e alberi nelle città, dove i mezzi di comunicazione indipendenti sono penalizzati dalle sanzioni economiche e quelli pubblici diventano una macchina per la propaganda governativa. Quello che era iniziato come un attacco ai nostri diritti riproduttivi ha finito per compromettere molte delle cose che erano più care alla nostra società moderna. Si tratta di cambiamenti che sono avvenuti molto velocemente in Polonia. Negli Stati Uniti potrebbe accadere lo stesso.

Stati Uniti

Prendersi un giorno dal lavoro retribuito o gratuito, evitare di fare shopping per un giorno, vestirsi di rosso. Queste le modalità per prendere parte allo sciopero negli Stati Uniti. Chicago, Seattle, New York, Philadelphia, Pittsburg, Ann Arbor, Santa Cruz, sono solo alcune delle città coinvolte. "Scioperiamo per l'equità, la giustizia e i diritti umani delle donne e di tutti i generi oppressi, attraverso la dimostrazione di un giorno di solidarietà economica" scrivono le donne della Women's march che ha visto in strada milioni di persone dopo l'elezione di Donald Trump.

Regno Unito

A Londra e nel Regno Unito le donne hanno coordinato azioni contro violenza, povertà, discriminazioni, sfruttamento e conflitti internazionali. Si protesta prendendosi tutto il giorno, qualche ora o solo pochi minuti per partecipare a manifestazioni e flash mob, o anche solo per "mettere una scopa fuori alla porta o appendere uno striscione alla finestra", boicottare aziende e locali misogini e sessisti, indossare abiti o accessori neri se non si può scioperare.

Argentina

"Siamo stanche della violenza fisica, economica, verbale e morale rivolta a noi. Non la tollereremo passivamente. Chiediamo che i nostri governi smettano di rivolgerci insulti misogini e inizino a intraprendere azioni concrete per risolvere i molti problemi che ci riguardano: la nostra sicurezza, il libero accesso alle cure sanitarie (compresi i diritti riproduttivi), l'istituzione e l'attuazione di sanzioni giuridiche rivolte ai criminali nei casi di stupro, violenza domestica e tutti i tipi di reati di genere" scrivono le argentine nell'appello che ha lanciato la giornata internazionale.

Gli altri paesi coinvolti: Australia, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Cambogia, Chad, Chile, Colombia, Repubblica Dominicana, Corea del Sud, Costa Rica, Repubblica Ceca, Cina (Hongkong), Ecuador, El Salvador, Fiji, Finlandia, Francia, Guatemala, Germania, Honduras, Haiti, Ungheria, Irlanda del nord, Repubblica irlandese, Israele, Lituania, Malta, Messico, Montenegro, Myanmar, Nicaragua, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Portogallo, Porto Rico, Russia, Scozia, Senegal, Spagna, Svezia, Tailandia, Turchia, Ucraina, Uruguai, Venezuela.

Qui la mappa con la geolocalizzazione di tutti gli appuntamenti nei paesi del mondo che aderiscono allo sciopero globale delle donne.